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Il «bonding», legame profondo tra mamma e neonato, si crea grazie al contatto e all'allattamento

di Valentina Rorato
da www.corriere.it
@Riproduzione Riservata

Allattare al seno genera numerosi vantaggi per mamma e bebè e permette, grazie al rilascio di ossitocina, di regolare l'umore, abbassare i livelli di stress e favorire l'attaccamento.-

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Nove mesi per prepararsi ad accogliere il bambino e poi, quando finalmente lo si stringe tra le braccia, può subentrare un senso di smarrimento, di paura, o di timore di non essere all’altezza. L’allattamento al seno, oltre a garantire al piccolo tutti i nutrimenti di cui ha bisogno per crescere, può essere un’iniezione di fiducia per le mamme. «Non si limita solo a nutrire: favorisce anche un profondo legame affettivo e psicologico tra madre e bambino, fondamentale per il benessere emotivo e lo sviluppo di entrambi, una dimensione che non dovrebbe essere mai trascurata», spiega Marco Grassi, ginecologo all'ospedale ‘C. e G. Mazzoni’ di Ascoli Piceno e membro dell'Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (A.O.G.O.I.).

L’allattamento al seno è prezioso per il bimbo, proprio come per la mamma, perché contribuisce ad alleviare la depressione post-partum e a rafforzare l'autostima. In che modo? «Ha un impatto molto positivo sul benessere psicologico e fisico della donna. Il rilascio di ossitocina durante l’allattamento rafforza il legame tra madre e bambino e aiuta a regolare stress e umore. Inoltre, favorisce il rilassamento e stimola un'attenzione più focalizzata», racconta il ginecologo, che sottolinea quanto la routine delle poppate con il tempo regali alla donna un senso di prevedibilità e stabilità, che è fondamentale per alleviare le difficoltà emotive legate al post-partum. «L’ossitocina, spesso definita "l'ormone del legame", viene rilasciata durante l’allattamento e il contatto pelle a pelle e svolge un ruolo fondamentale nel creare una connessione emotiva profonda tra la madre e il suo bambino. È essenziale per promuovere l'amore, la fiducia e l'attaccamento reciproco».

Oltre ai benefici psicologi, esistono dei benefici fisici, perché nutrire al seno il bambino «consente un recupero fisico più rapido dopo il parto», sempre grazie anche alla produzione dell’ossitocina, che provoca i cosiddetti morsi uterini, contrazioni che permettono all'utero di tornare alle sue dimensioni prima della gravidanza, e previene la comparsa di emorragie. «Inoltre, le donne che allattano presentano meno problemi di sovrappeso, riuscendo a perdere più rapidamente i chili accumulati durante la gravidanza». Ma i benefici non finiscono qui: «aiuta a ridurre il rischio di ipertensione, colesterolo alto, alcune malattie cardiovascolari, osteoporosi e diabete di tipo 2. Diminuisce l’incidenza vari tipi di tumore, in particolare quelli al seno e alle ovaie».

Perché il latte materno fa bene al bambino?

«Migliora lo sviluppo psicomotorio e intestinale proteggendo dall’obesità, ciò significa avere meno rischi di sviluppare diabete di tipo 2 ma non solo, i bambini che non vengono allattati al seno hanno una maggiore propensione a soffrire di diarrea, vomito, infezioni delle vie urinarie, stitichezza ed eczema. Inoltre, sono più inclini a sviluppare otiti e a rifiutare nuovi cibi e sapori». Per questi motivi, l’OMS raccomanda che i bambini vengano alimentati esclusivamente con latte materno almeno per i primi sei mesi di vita.

Se la mamma non può o riesce ad allattare, come coltivare il rapporto con il bambino e migliorare il legame?

«E’ importante sapere che ci sono molti altri modi per coltivare il rapporto con il bambino e rafforzare il legame affettivo. Un aspetto fondamentale in questo processo è il «bonding», ovvero il legame profondo che si sviluppa tra genitore e bambino attraverso il contatto fisico, l’interazione emotiva e il tempo trascorso insieme. Questo legame non dipende esclusivamente dall’allattamento, ma può essere nutrito in molti altri modi».

Il bonding: quando inizia e come stimolarlo?

«Il "bonding" inizia già durante la gravidanza, quando il bambino avverte la voce e i movimenti della madre, e diventa ancora più forte dopo la nascita. Dopo il parto, uno dei metodi più efficaci per favorire questo legame è il contatto pelle a pelle, per esempio appoggiando il neonato sulla pancia della madre. Questo gesto semplice aiuta a rafforzare il legame emotivo e promuove il benessere fisico ed emotivo di entrambi».

Anche il contatto fisico, come l’allattamento al seno, stimola la secrezione di ossitocina, che promuove la contrazione dell’utero e favorisce il legame affettivo, e prolattina, che sostiene il senso di cura materna. «Inoltre, stimola la produzione di endorfine e serotonina, che riducono lo stress. Il "bonding", dunque, gioca un ruolo fondamentale nel rafforzare il legame tra genitori e bambino, contribuendo a creare una base solida di affetto, fiducia e connessione reciproca», conclude il dottor Grassi.

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