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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it

Gentili lettori e visitatori,

serve un atteggiamento individuale molto responsabile,

stiamo a casa,

cambiamo abitudini,

stili di vita,

distraiamoci in casa: leggendo, cucinando, giocando con i propri figli, sentendo musica, guardando la televisione, qualche film, documentari interessanti, donnavventura, usciamo con la mente dall'ansia del pensiero Covid-19, niente panico,

seguiamo e rispettiamo le regole igienico sanitarie per prevenire il virus,

usciamo possibilmente solo per fare la spesa, o una piccola passeggiata in un parco,

mettiamo la mascherina per tutelare noi e gli altri.

Guardiamo avanti con fiducia.

Cari saluti.

 

da milena/Cav

il presidente-volontario e tutti i volontari

Cari giovani,
noi crediamo nell’accoglienza alla vita, la vita e’ futuro, fate volontariato, avvicinatevi ai CAV, e Vi chiediamo di darci una mano, semplicemente unendovi al nostro motto:
Gesù, noi saremo le Tue mani e le Tue braccia.
 
Siate fiduciosi ed ottimisti, abbiate fede, e a questo proposito Vi suggeriamo di leggere alcuni dei passaggi salienti, dei messaggi di Papa Francesco per queste due Giornate Mondiali della Gioventù :
 
Luglio 2013- GMG Rio De Janeiro
Il Papa ai giovani : “siate voi il cuore e le braccia di Gesù”
……….Lasciatevi condurre dalla forza dell'amore di Dio, lasciate che questo amore vinca la tendenza a chiudersi nel proprio mondo”. Abbiate, esorta ancora, “il coraggio di partire da voi stessi per andare verso gli altri e guidarli all'incontro con Dio”. Né, aggiunge, bisogna avere timore quando ci si sente “inadeguati, incapaci, deboli nell'annunciare e testimoniare la fede”
il Papa ai giovani:  conto su di voi!
 
 
Gennaio 2019 - GMG Panama
Il Papa ai giovani :"Siate influencer di Dio come Maria"
………. “Non basta infatti stare tutto il giorno connessi per sentirsi riconosciuti e amati”. Occorre dire sì al Signore. E questo “significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta la sua fragilità e piccolezza, e molte volte persino con tutte le sue contraddizioni e mancanze di senso”.
E perciò al culmine del suo discorso Francesco rivolge a tutti la domanda fondamentale. “Volete essere “influencer” nello stile di Maria, che ebbe il coraggio di dire “avvenga per me”? Solo l’amore ci rende più umani, più pieni, tutto il resto sono buoni ma vuoti placebo”.
Il Papa ai giovani: siate coraggiosi, mi fido di voi.
 
Grazie dell'attenzione.
Cari saluti.
milena pezzoni
27 gennaio 2019

di Alessia Altavilla

Premesso che la maggior parte dei pediatri e dei dentisti sconsigliano l'utilizzo prolungato del ciuccio (dove per prolungato si intende oltre i 3 anni di età), ecco alcuni consigli per eliminare il succhiotto cercando la collaborazione del bambino. Ingannandolo, ma non troppo.-
Un uso prolungato del ciuccio, pediatri e dentisti in questo sono abbastanza d'accordo, compromette il corretto sviluppo della bocca e della dentizione e andrebbe in tutti i modi evitato. 
Il ciuccio, d'altra parte, rappresenta per i bambini una consolazione e viene utilizzato, quando l'uso non è patologico e quando non diventa un tappo per la bocca, in momenti particolari della giornata: prima della nanna, quando la mamma esce per andare al lavoro, all'ingresso al nido (o alla materna).
Insomma, toglierlo di punto in bianco non solo non è corretto, ma può risultare addirittura controproducente.
Ecco, dunque, qualche consiglio per eliminarlo senza grossi traumi e cercando di coinvolgere, per quanto possibile, il bambino.
COSA NON FARE
  • Non far sparire il ciuccio di punto in bianco senza dare al bambino nessuna spiegazione. Soprattutto se questi è già grandicello e in grado di fare domande e pretendere spiegazioni.
  • Non prendere in giro il bambino e non fare continui confronti con i suoi amichetti, fratelli o cugini. A nessuno piace essere continuamente messo in discussione in relazione a quello che fanno gli altri (questa regola dovrebbe valere sempre e per chiunque).
  • Come per il pannolino, sarebbe meglio evitare di togliere il ciuccio in momenti particolari della vita familiare (la nascita di un fratellino/sorellina, un trasloco, l'inserimento al nido o alla materna, il ritorno al lavoro della mamma, un lutto, un momento di particolare stress....)
  • Non tornare sui propri passi. Una volta tolto, non reintrodurre l'uso del ciuccio perché comodo in certe situazioni. Quando si decide di farlo, è per sempre.
PRIMA DI ELIMINARLO COMPLETAMENTE....
Molti bambini utilizzano il ciuccio solo di notte. Altri lo hanno sempre in bocca. Altri ancora lo usano in particolari momenti della giornata (quando la mamma esce per andare al lavoro, quando vanno all'asilo, prima della nanna...).
Una buona idea, potrebbe essere quella dell'eliminazione graduale: iniziate chiedendo al bambino di non usare il ciuccio in certi momenti. Oppure stabilendo con lui dei giorni in cui si può usare e giorni in cui è meglio non prenderlo (per esempio, si potrebbe chiedere al bambino di prestarlo al gatto, al cane, al folletto.... per una notte, per un giorno, per qualche ora se il piccolo ha spesso il succhiotto in bocca).
In questo modo, il bambino non se ne vedrà privato sin da subito in modo definitivo.
Inoltre, il fatto di sopravvivere alla mancanza di ciuccio, lo aiuterà ad accrescere la fiducia in se stesso. Soprattutto se mamma e papà saranno bravi a lodarlo e incoraggiarlo in questo senso.
UNA PICCOLA BUGIA
Molte mamme per togliere il ciuccio utilizzano piccoli trucchi in grado di coinvolgere i bambini convincendoli a privarsene: i gattini, Babbo Natale che viene a riprenderselo, la fatina del ciuccio che in cambio lascia un soldino, i folletti che lo portano via di notte...
Le storie si dividono sostanzialmente in due categorie:
le storie che prevedono l'intervento di una creatura 'superiore' contro la quale non è possibile opporsi; e le storie che prevedono il coinvolgimento del bimbo.
Non ce ne sono alcune migliori di altre. Ogni mamma dovrebbe scegliere tenendo presenti quelle che potrebbero essere le reazioni del proprio bambino. Alcuni bambini, di fronte a Babbo Natale, fatine, folletti...., piegano la testa affascinati.
Altri, però, potrebbero rimanerci male. Per questi potrebbe valere la pena cercare un modo differente di effettuare la cosa. Per esempio: portiamo il ciuccio ai gattini che vivono nel parco; o ancora: spediamolo ai bimbi che vivono lontano e non possono comprarlo....
In tutti i casi, qualunque sia il metodo che deciderete di adottare e che dovrà essere condiviso da tutta la famiglia e da chiunque si prenda cura del bambino (mai avere visioni contrastanti perché il bambino potrebbe sentirsi ingannato), è fondamentale che sottolineiate con lui i suoi primi giorni o notti senza ciuccio. Lodandolo di fronte agli altri, facendolo sentire grande e responsabile, eventualmente premiandolo con piccole ricompense (il suo piatto preferito, un momento di coccole in più, un'uscita tutti assieme...).

da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata
 
 

di Alessia Altavilla
Non esiste il momento perfetto per avere un bambino. C'è chi prima preferisce dedicarsi al lavoro. Chi vuole godersi la vita a due. Chi pensa solo a divertirsi. Alcuni segnali, però, abbastanza ricorrenti, lasciano trasparire quello che, di lì a breve, diventerà un desiderio concreto: avere un bimbo.-

Non si è mai davvero pronte ad avare un bambino e le emozioni che la gravidanza prima e la maternità poi si portano dietro sono un'incognita per tutte.
Non tutte le donne, poi, desiderano diventare madre seguendo un percorso analogo. Per alcune un figlio è il completamento di un progetto a due. Per altre un impegno che per motivi vari non vogliono affrontare o non credono di essere in grado di affrontare. Alcune ancora scelgono di avere un bambino senza eccessive analisi, lasciando semplicemente che le cose vadano come devono andare. Altre, invece, programmano la maternità a tavolino, dopo aver realizzato altri progetti, ritenuti prioritari.

Esistono, però, dei segnali molto chiari e abbastanza diffusi che lasciano intendere che una donna è pronta per un figlio e quello è il suo più grande sogno in quel particolare momento della vita.
Ecco quali sono:

  1. Ovunque ci si gira, vede un bambino. E anziché infastidirsi, come in passato, ci si ritrova a sorridere anche dei capricci nei luoghi pubblici.
  2. L'animale di casa porta il nome che la coppia vorrebbe dare al figlio, a prescindere dal fatto che si tratti di un nome di persone.
  3. Si entra di nascosto nei negozi dedicata alla gravidanza e al puerperio e, a turno, ci si ritrova prima a fingere di essere incinta; quindi ad avere effettivamente il bimbo in braccio e a dover scegliere per li.
  4. Ci si ritrova a guardare con un pizzico di invidia le mamme che spingono il passeggino.
  5. Si passano ore su internet per comprendere come funziona l'ovulazione e quand'è il momento migliore per provare a concepire il piccolo.
  6. Si prende parte con un certo compiacimento a tutti i baby shower delle amiche divertendosi di più nel negozio di abbigliamento di bambini per la scelta del regola che in quelli degli adulti per acquistare un vestito per sé.
  7. L'idea delle notti in bianco, delle sveglie all'alba, delle scarpe basse e dei vestiti sbrodolati, è un'attrattiva irresistibile e non ci sono obiezioni che tentano in merito.
  8. Si effettuano test di gravidanza periodicamente (anche quando le possibilità di essere rimasta incinta sono nulle) con la speranza che entrambe le lineette si colorino.
  9. L'acido folico è il tuo cavallo di battaglia a tavola con amici e amiche.

da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata del 21 novembre 2017

A cosa servono e quali obiettivi si pongono i corsi pre-parto, organizzati da quasi tutte le strutture ospedaliere.-


Organizzati da quasi tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private, i corsi preparto sono strumenti utilissimi a disposizione delle future mamme per imparare a riconoscere e accettare i cambiamenti e le trasformazioni cui va incontro il corpo durante la gravidanza e per prepararsi ad affrontare in modo sereno e consapevole il momento del parto e del travaglio.
La finalità di queste lezioni, proposte presso i centri pubblici generalmente a partire dal 6° mese di gestazione, non consiste, quindi, nella pretesa di insegnare alla donna le tecniche per un travaglio e un parto perfetti, ma di condurla a questa delicata fase della gravidanza in modo dolce, senza angoscia e ingiustificati timori.
A questo scopo, alla futura mamma vengono date una serie di nozioni che riguardano da una parte le trasformazioni subite dal corpo nel corso dei nove mesi attraverso, per esempio, lezioni teoriche di anatomia e fisiologia della donna; dall'altra, indicazioni pratiche circa le tecniche più indicate per reagire prontamente e nel modo migliore alle varie fasi del travaglio e del parto. Inoltre, alle partecipanti saranno fornite informazioni utili sulla gravidanza e i suoi possibili disturbi, sui diritti delle donne incinta e dei loro compagni (diritto di maternità e paternità, richiesta di assegni familiari…) e, infine, sui primi mesi di vita del neonato (come allattarlo, qual è l'alimentazione più indicata durante l'allattamento, come riconoscere i diversi tipi di pianto, cosa fare in caso di coliche gassose…).
Per le future mamme, quindi, la partecipazione a questi corsi, che per altro presso i centri pubblici sono spesso gratuiti, rappresenta un'ottima occasione per imparare a conoscere se stessa, le sue potenzialità, i suoi limiti e per arginare o eliminare i timori che, inevitabilmente, l'idea del parto suscita, forse più per paura dell'ignoto che dell'atto in sé.
Fondamentali, quindi, dal punto di vista psicologico, i corsi preparto svolgono una funzione determinante anche per quanto riguarda la preparazione fisica della gestante. Alle donne, infatti, vengono insegnate tecniche e metodi per assecondare le contrazioni nel corso del travaglio, per rilassare la muscolatura ed esercizi di respirazione utilissimi in sala parto nelle fasi decisive di espulsione.
Le metodologie cambiano a seconda del centro scelto (dallo yoga all'ipnosi, dalla ginnastica dolce al pilates, dallo stretching alla ginnastica in acqua…). Immutato, però, rimane l'obiettivo ultimo delle lezioni, ossia la volontà di diminuire le difficoltà del travaglio e del parto, ridurre il numero dei tagli cesarei, restituire a questo momento la sua originale naturalezza ponendo la donna (e il suo bambino) al centro della scena.

I corsi preparto sono, chiaramente, aperti anche ai futuri papà. La loro presenza, anzi, è quasi indispensabile per ottenere buoni risultati non solo perché frequentando le lezioni anche gli uomini hanno la possibilità di giungere preparati alla paternità e al ruolo che toccherà loro, ma anche perché seguendo la compagna nel suo percorso, avranno modo di condividere con lei le medesime emozioni, gli stessi dubbi, le stesse scoperte e potranno dare il loro contributo nel difficile momento del parto senza sentirsi estranei rispetto a questo evento fondamentale per la vita della coppia.
Inoltre, partecipando al corso, uomo e donna impareranno a vivere congiuntamente l'esperienza della maternità (e della paternità), imparando a conoscersi da un punto di vista completamente nuovo che li accompagnerà quando dovranno assumere il nuovo ruolo di genitori.

da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata del 19 novembre 2017

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L'Associazione Vogherese di volontariato, che aiuta gratuitamente la donna in difficoltà ad accogliere la vita, superando le difficoltà.

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