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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it

da www.diocesitortona.it
@Riproduzione Riservata del 30 aprile 2021

Una frana dal mese di Novembre 2019 ha impedito di raggiungere in auto il Santuario di Montespineto ed ha tolto la possibilità di usare il parcheggio ad una ventina di autovetture. I visitatori, i pellegrini ed i fedeli che desideravano visitare il Santuario mariano o partecipare alle funzioni religiose furono costretti a parcheggiare lungo la salita, fra una stazione e l’altra della Via Crucis, oppure al parcheggio situato all’incrocio delle due strade provenienti da Stazzano e da Serravalle, dovendo poi percorrere a piedi i restanti 500 metri della salita.

Finalmente, dopo più di sedici mesi di lunga penalizzazione per tutti, la strada è stata riparata. I lavori eseguiti dal Comune di Stazzano con il sovvenzionamento della Regione Piemonte, il cui intervento è stata appoggiato e caldeggiato anche dal nostro Vescovo Mons. Vittorio Viola, sono iniziati Giovedì 25 Marzo, pochi giorni prima della Settimana Santa e, grazie al tempo favorevole, sono stati portati avanti con celerità fino ad oggi, 30 Aprile,  quando, rimosse le impalcature, gli operai hanno potuto riempire il buco creato dalla frana ed hanno reso la strada nuovamente agibile.

Ora sarà necessario un periodo di assestamento con una provvisoria copertura con il manto bituminoso. “Con la strada di nuovo percorribile – ci dice il Rettore Don Sesto Falchetti - possono ricominciare a risalire anche le persone di una certa età, che in questi mesi sono stati scoraggiate e tenute lontano dal tratto pedonale piuttosto faticoso”. In questo anno e mezzo tante difficoltà si sono dovute affrontare per portare tutto ciò che può servire alla conduzione del Santuario.

Si sono dovute portare di peso le bombole del gas di riscaldamento per superare ben due inverni; stessa cosa per i sacchetti di pellet che servivano per riscaldare l’appartamento di Suor Pia, l’unica inquilina presente presso il Santuario, con una età di circa 87 anni… I fornitori e lo stesso postino hanno mostrato tanta pazienza nel raggiungere l’abitazione a piedi per la consegna della merce.

Ma il vero e grande disagio lo dovettero affrontare il Rettore ed i devoti della Madonna. Dopo la frana, ci fu l’inverno piovoso del 2020 che rese il percorso a piedi, attraverso la salita della Scala Santa, molto difficoltoso a causa del terreno erboso e spesso fangoso.

La neve caduta spesso ed in maniera abbondante nel 2021, spostata dallo spartineve ai bordi della strada, impediva il parcheggio anche lungo la salita, rendendo fruibile solo il parcheggio situato a 500 m. dal Santuario, che rendeva inevitabile la salita a piedi al freddo e spesso sotto la pioggia.

“Eppure – ci dice nuovamente il Rettore – c’è sempre stato un afflusso di fedeli; infatti nelle domeniche in cui il virus SARS-COV2 ha imposto restrizioni negli spostamenti, i devoti della Madonna sono comunque saliti a pregare con regolarità”.
Ed anche il Rettore è regolarmente salito in Santuario; le funzioni e le celebrazioni si sono tenute secondo programma ed il Santuario, tanto caro alla Diocesi di Tortona, è rimasto e tutt’ora rimane aperto ininterrottamente dal mattino alla sera.
Speriamo che quanto prima le restrizioni provocate dalla pandemia si allentino e si possa ritornare ad una conduzione serena e devota, come è sempre stato nei confronti della Madonna.

  • Si stanno riprendendo con attenzione i pellegrinaggi:
  • Domenica 2 Maggio è salita la parrocchia di Cassano Spinola,
  • Domenica 9 salirà la parrocchia di Serravalle
  • il 16 Maggio Stazzano e poi Vignole Borbera… e, siamo certi, che i tanti devoti che provenivano da fuori provincia, e spesso anche da fuori regione, risaliranno a pregare la “Madonna Bianca” di Montespineto!

Ringraziamo infine il Signor Sindaco di Stazzano e Sua Eccellenza Mons. Vescovo per l’interessamento mostrato fin dall’inizio dell’evento ed ora aspettiamo che i lavori finiscano al più presto ed il sito d’arrivo al Santuario sia messo non solo in sicurezza, ma venga anche sistemato in modo tale da essere un degno arrivo alla casa della Madonna.

Ringraziamo altresì il nostro Rettore Don Sesto che non solo non ci ha mai lasciati soli ma, con il suo solito ottimismo, è sempre stato il primo ad arrivare e l’ultimo a partire!

di Luca Simoni

da www.diocesitortona.it

@Riproduzione Riservata del 30 aprile 2021

Il laboratorio di cucito creativo e sostenibile realizzato da Caritas, “A.Vo.Ca.To.” e “Agape”
“Ri-cuci” per tessere trame di solidarietà.-

TORTONA - Ago e filo per tessere la solidarietà, intrecciare trame di storie, di umanità e di lavoro.

Macchine per cucire, stoffe e filo colorato per integrarsi e riscoprire un mestiere antico fra riciclo e riuso. Nasce così, grazie alla Caritas diocesana, in collaborazione con “A.Vo.Ca.To ODV” (Associazione Volontari Caritas Tortona) e con la cooperativa sociale “Agape Onlus”, il laboratorio di cucito creativo e sostenibile “Ri-Cuci”.

L’obiettivo è quello di riutilizzare i tessuti ricavati dalla raccolta degli abiti usati realizzata dalla cooperativa Agape sul territorio diocesano, nell’ottica di proporre un’esperienza di formazione a persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto Caritas di Tortona.

Il laboratorio realizzerà oggetti di uso comune donando nuova vita a stoffe e tessuti, secondo la filosofia delle 3 R: “Riduci, Riusa, Ricicla” per lo sviluppo di un’economia circolare che permette di ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale e ridonare un nuovo utilizzo agli abiti.
L’iniziativa si inserisce nel progetto di recupero degli indumenti usati, portato avanti dalla cooperativa “Agape Onlus”, che, mediante la raccolta nei “cassonetti verdi”, vuole diminuire il quantitativo di rifiuti nelle discariche; finanziare progetti di solidarietà della Caritas e promuovere l’occupazione e l’inserimento sociale nel mondo del lavoro di persone svantaggiate tramite delle cooperative sociali.

Il servizio “raccolta indumenti usati” è un reale sostegno alla differenziata perché abbassa i costi di gestione dei rifiuti solidi urbani a vantaggio della collettività.
Solo nella Diocesi tortonese ogni anno sono recuperate diverse centinaia di tonnellate di vestiti che diventerebbero rifiuti nell’indifferenziata.

Il riuso dei filati con modalità fantasiose e inaspettate, mediante la creazione di oggetti unici, permette un recupero virtuoso, grazie soprattutto alla disponibilità e alla competenza dei volontari che hanno realizzato il laboratorio.
Una sarta esperta segue gratuitamente le partecipanti attraverso lezioni alternate di teoria e pratica, spiegando le moderne tecniche sartoriali per la produzione artigianale di accessori, suppellettili per la casa e altri prodotti in stoffa e i segreti più antichi del taglio e cucito.
In questo spazio “rosa” si mescolano competenze, creatività e artigianalità e si si cuciono sugli abiti, insieme a merletti e perline, dettagli di grande qualità.

da www.diocesitortona.it

@Riproduzione Riservata del 30 aprile 2021

Dal 6 maggio gli incontri online.-

Potete trovare maggiori informazioni nell'articolo che ho già pubblicato e messo in evidenza il 13 aprile 2021

Titolo: Tortona: Punto di ascolto Centro di Aiuto alla Vita - Corso di formazione base per volontari

Grazie dell'attenzione - milena

TORTONA - Inizia il 6 maggio il corso di formazione base per i volontari del CAV (Centro di aiuto alla Vita) del Punto di Ascolto di Tortona. Nelle scorse settimane sono state raccolte le adesioni di quanti desiderano aggiungersi agli attuali membri del CAV della città e delle zone limitrofe.

Il corso prevede una serie di incontri di formazione che proseguiranno fino all’inizio del 2022 e saranno caratterizzati dall’impegno e dalla collaborazione tra diversi soggetti attivi. Sono coinvolti la Diocesi, il formatore Alberto Cerutti, il Movimento per la Vita, l’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia e tutti i volontari.

Molto attesa è la testimonianza del vescovo che in passato, per alcuni anni, ha prestato servizio al Centro di ascolto della Caritas di Perugia.

I primi incontri avranno come temi “Difendere la vita: come perché e per chi?” e “L’ascolto profondo: oltre la mente e il cuore... L’anima!” e si terranno in videoconferenza.

Il relatore è Alberto Cerutti, 55 anni, padre di tre figli, fondatore nel 1992, e direttore per 25 anni, del CAV di Borgomanero (NO), cofondatore anche dell’associazione “Difendere la vita con Maria”, nata nel 1998, ideatore di “Zainetto per la Vita”, un aiuto economico alle madri in difficoltà che si trovano ad affrontare una gravidanza inaspettata e cofondatore dell’associazione “Life” di Novara.

Seguirà l’approfondimento del tema “La generazione umana: oltre i confini della biologia!”, i metodi naturali nell’educazione, nell’antropologia e nel raggiungimento di una piena sessualità, nell’ambito del progetto di formazione del Movimento per la Vita.

Infine sarà presentata l’attività di formazione dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia sul tema “Sentire o ascoltare?”, che tratterà le tecniche di ascolto di cui i volontari del CAV dovranno essere a conoscenza.

di redazione fc

da www.famigliacristiana.it

@Riproduzione Riservata del 30 aprile 2021

È questa l'eredità di Padova capitale europea del volontariato. L’annuncio della candidatura è stato dato in occasione della cerimonia conclusiva di questo anno speciale. Giustizia, carità, fraternità e generazioni al centro della nuova versione attualizzata della “Carta dei Valori del Volontariato”.-

«Il volontariato è una energia irrinunziabile della società». Con queste parole pronunciate il 7 febbraio 2020 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella apriva solennemente l’anno che ha visto Padova Capitale Europea del Volontariato.

In questo difficile anno caratterizzato dalla pandemia il volontariato si è confermato il motore autentico e vero della società. Senza il volontariato non si sarebbe potuto far fronte al Covid. Per questo motivo, in occasione della Cerimonia di chiusura di Padova Capitale Europea del volontariato, Emanuele Alecci annuncia la candidatura del volontariato quale bene immateriale UNESCO. Come ultimo atto ufficiale Padova Capitale Europea del Volontariato si costituisce come Comitato Promotore di questa iniziativa. Il comitato e l’advisory board saranno presentati prossimamente assieme alla domanda di candidatura ufficiale UNESCO.

«Questa proposta poggia su solide motivazioni» spiega Emanuele Alecci. Il volontariato è un elemento di crescita morale e civile di ogni Nazione. È un bene prezioso, un capitale e un patrimonio che dobbiamo proteggere e sostenere. Per questo è necessario che il volontariato ottenga il riconoscimento UNESCO quale bene immateriale. Questa candidatura vuole avere l’appoggio e il sostegno di tutte le forze attive in Italia a partire dal mondo Istituzionale, politico, accademico e culturale. Perché soltanto correndo tutti insieme si potrà raggiungere questo importante risultato».

Quale ulteriore lascito di Padova Capitale Europea è stata presentata da Fondazione Zancan la nuova versione rivista e aggiornata della “Carta dei Valori del Volontariato” pubblicata per la prima volta vent’anni fa, nel 2001. «Vi era l’esigenza di riprendere un dialogo tra generazioni che ci aiutasse a rimettere al centro una riflessione sul volontariato che in qualche modo si era bloccata» ricorda il Presidente di Padova Capitale Europea del Volontariato.

La Carta- il cui coordinamento scientifico e redazionale è stato condotto da Fondazione Zancan- si poggia su quattro valori: giustizia, carità, fraternità e generazioni. Una nuova Carta che raccoglie anche il contributo di idee e esperienze maturate nel corso della pandemia e che si candida a essere strumento di educazione civica nelle scuole. Non a caso Tiziano Vecchiato, Presidente della Fondazione Zancan, evidenzia come: «Abbiamo trovato un bel bilanciamento fra solidarietà umana e natura così come fra diritti e accoglienza».

di Massimo Calvi

da www.avvenire.it

@Riproduzione Riservata del 04 maggio 2021

L'Istat: -30% di nati dal 2008. A gennaio -14,3%, l'anno può chiudere con una flessione del 3-5%. Blangiardo: il clima di paura dovuto ai decessi ha bloccato le coppie. Cala ancora la popolazione.-

La paura del Covid farà crollare le nascite anche nel 2021

Il calo delle nascite che nel 2020 ha fatto registrare il minimo storico di 404mila bebè – il 3,8% in meno in dodici mesi, con un numero medio di figli per donna sceso a 1,24 – proseguirà con toni ancora più drammatici per tutto l’anno in corso. Gennaio 2021 ha visto infatti una flessione delle nascite del 14,3% e l’anno potrebbe chiudersi con una diminuzione tra il 3 e il 5%, con un numero di nati da scenario di guerra, tra i 384mila e i 393mila. Il dato, allarmante, è frutto di un’elaborazione curata dal presidente dell’Istat, il demografo Giancarlo Blangiardo, diffusa insieme agli Indicatori Demografici per il 2020.

L’esercizio di estrapolazione mostra un Paese unito dalla paura e bloccato dall’insicurezza già dal febbraio 2020, quando l’emergenza sanitaria era ancora agli esordi da un punto di vista mediatico. Lo si vede bene dal fatto che nei primi dieci mesi dell’anno scorso il calo delle nascite viaggiava intorno al 2,7%, ma a novembre, cioè 9 mesi dopo il primo balzo dei decessi di febbraio, la caduta è stata dell’8,2% rispetto a un anno prima, e a dicembre, 9 mesi dopo il primo lockdown, del 10,3%. L’aumento del 40-50% dei morti della primavera 2020, in sostanza, avrebbe causato indirettamente un calo del 10% circa delle nascite a fine 2020 e inizio 2021, con il mese di gennaio che ha infranto la soglia dei mille nati giornalieri, scendendo a quota 992.

Blangiardo ammette che si tratta di un approccio grezzo, «basato sull’estrapolazione di un dato storico», ma questo non sminuisce il valore della proiezione. Se si osservano i picchi di mortalità della seconda ondata si può ipotizzare che dopo un assestamento ci sarà un nuovo crollo delle nascite nel cuore dell’estate, con cali ancora superiori al 10% in agosto. E il fatto che regioni come la Lombardia, inizialmente più colpita, e la Sicilia, meno esposta durante la prima fase pandemica, mostrino dati simili è probabilmente, spiega Blangiardo, la «chiara testimonianza di un Paese nel quale a ogni latitudine si è condiviso, per esperienza diretta o per via mediatica, quel clima di difficoltà e di paura capace di spingere gli aspiranti genitori a orientare i loro programmi verso tempi migliori».

La flessione ulteriore della natalità, che sta assestando la famiglia italiana a un solo figlio per coppia, si chiede il presidente dell’Istat, è «sintomo di un disturbo occasionale o conferma di un malessere strutturale?». La risposta si trova nel rapporto Istat sugli Indicatori Demografici. Dal 2008 al 2020 l’Italia ha perso il 30% di nati: al conto della crisi economica, dopo 12 anni si è aggiunto quello della crisi sanitaria. E invertire la tendenza sarà sempre più difficile: dei 13mila nati in meno nel 2020, 7mila sono semplicemente imputabili alla diminuzione strutturale del numero di donne in età fertile, dovuto a 30 anni di crisi demografica e di politiche per la natalità di fatto assenti. Allo scenario di declino si è dunque aggiunto il conto del Covid.

La popolazione italiana nel 2020 è scesa a 59 milioni e 259mila abitanti, 384mila in meno: si è persa una città grande quasi quanto Bologna. A fronte di 404mila nascite, 7 ogni mille abitanti, i morti sono stati 746mila (+18%), 13 ogni mille abitanti. Il virus è stato responsabile di 75.891 morti dirette, ma la mortalità in eccesso, cioè rispetto a quanto normalmente atteso, parla di almeno 99.000 vittime. Il Paese è sempre più vecchio, l’età media è salita a 46 anni, ma la speranza di vita, a causa dei decessi dovuti alla pandemia, è scesa di quasi 14 mesi, a 82 anni. Un Paese segnato nel profondo, dove si nasce sempre meno, e che il Covid ha isolato: il saldo tra le persone partite per l’estero (142mila) e quelle arrivate o rientrate (221mila, il 34% in meno) è stato di 79mila unità. Calano gli italiani, si ferma anche la crescita degli stranieri, stabilizzati a 5 milioni e 36mila, 4mila in meno in un anno.

CAV Voghera

L'Associazione Vogherese di volontariato, che aiuta gratuitamente la donna in difficoltà ad accogliere la vita, superando le difficoltà.

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