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“Provetta per tutte”, superate le 50mila firme: la proposta di legge verso il Parlamento

di Redazione "è vita"
da www.avvenire.it
@Riproduzione del 31 ottobre 2026

L’Associazione Coscioni annuncia il superamento della quota minima di firme necessarie per il deposito della proposta di legge di iniziativa popolare che punta a estendere la fecondazione artificiale a donne single e coppie femminili.-

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Un manifesto della campagna "Pma per tutte"

Ha superato le cinquantamila firme necessarie per il deposito in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di estendere l'accesso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) alle donne single e alle coppie di donne. Il deposito delle firme è previsto per la metà di novembre. La legge 40, che si andrebbe a modificare, attualmente prevede l’accesso «alle tecniche di procreazione medicalmente assistita» alle sole «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». Una disposizione mai intaccata dai numerosi ricorsi alla Corte costituzionale che dall’approvazione nel 2004 hanno modificato numerosi altri aspetti.

La campagna “Pma per tutte” è stata promossa dall'associazione Luca Coscioni, con la raccolta di firme – online e cartacee –, iniziata lo scorso 11 giugno – che ha coinvolto oltre 50 associazioni, con 800 volontari e tavoli di raccolta in 30 città.

Di «un diritto che oggi molte donne sono costrette a esercitare all’estero» parla Francesca Re, mentre per la segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, «cinquantamila firme sono cinquantamila persone che hanno scelto di non aspettare più. La storia della legge 40 dimostra che i diritti sono avanzati grazie a chi ha avuto il coraggio di rivolgersi ai tribunali e alla Corte costituzionale. Ora chiediamo al Parlamento di fare la propria parte. Dopo il deposito, dovrà confrontarsi con questa proposta, discuterla e pronunciarsi nel merito. L’iniziativa legislativa popolare è un diritto costituzionale, non una formalità da archiviare. Continueremo a mobilitarci anche dopo il deposito, perché questa battaglia riguarda la libertà di scelta, l'uguaglianza e la qualità della nostra democrazia».

Anche la sindaca di Genova Silvia Salis ha aderito alla campagna: «Credo che il diritto alla genitorialità e alla libertà di scelta debba essere garantito a tutte le persone, senza discriminazioni – ha detto –. La possibilità di avere un figlio non deve dipendere dall'orientamento affettivo, dallo stato civile o dalla disponibilità economica. Non è giusto che chi può permetterselo sia costretto ad andare all'estero mentre chi non ha le stesse possibilità economiche debba rinunciarvi». Salis ha voluto raccontare nel suo libro “È già domani” «la mia esperienza personale con la fecondazione assistita. Credo sia importante rompere il silenzio e il senso di colpa che ancora circondano questi percorsi. La Pma è una possibilità straordinaria offerta dalla medicina e dalla scienza a tutela dell'autodeterminazione, ma è anche un’esperienza emotivamente complessa. Troppe persone la vivono ancora quasi con la sensazione di dover giustificare una scelta che non ha nulla di cui vergognarsi». La sindaca, che non è tra le donne interessate dal progetto di legge, parla di «tabù culturali» da «rimuovere» insieme a «ostacoli concreti e normativi». I dati della più recente Relazione al Parlamento sulla legge 40 parlano di 17.235 bambini nati da Pma in un anno (il 2023), pari al 4,54% sul totale delle nascite: si direbbe che il «tabù» sia ampiamente superato. Quanto all’efficacia della tecnica, gli stessi dati dicono che ogni 100 cicli di Pma avviati si registrano 15,3 bambini nati. Un tasso di successi assai modesto per una tecnica che viene proposta come soluzione all’infertilità.

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