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UNA VOCE DA HAITI: «LE FAMIGLIE HANNO BISOGNO DI TUTTO»

di Padre Wismick Jean Charles, missionario monfortino
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 15 settembre 2021

Il missionario padre Wismick Jean Charles testimonia la grave situazione del Paese colpito da un terribile terremoto e devastato, già da prima, da una crisi con crescente instabilità politica, delinquenza tra bande, scarsa sicurezza, disordini sociali, malnutrizione e scarsità alimentare.-

All’alba del 14 agosto 2021 un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito Haiti, facendo crollare ospedali, chiese e abitazioni, causando centinaia di morti e mettendo in crisi intere comunità.

Le statistiche ufficiali parlano di almeno 2.200 morti, 12.200 feriti, 130.000 case e 89 chiese distrutte  da un terremoto devastante, che ha lasciato migliaia di famiglie in condizioni estreme di bisogno.

Già prima del terremoto Haiti stava attraversando una crisi dai molti aspetti: crescent instabilità politica, crescente delinquenza tra bande e scarsa sicurezza, disordini sociali, malnutrizione e scarsità alimentare.

Tutte queste sfide sono state ulteriormente aggravate dalla pandemia Covid19.  Oggi, in più, sono stati distrutti ambulatori, seminari minori, chiese, scuole e altre strutture essenziali.

Secondo la delegazione delle Nazioni Unite presente ad Haiti, circa un milione e 200 mila persone sono state colpite dal terremoto, e tra esse ci sono 540.000 bambini. Oltre 650.000 persone hanno bisogno di assistenza umanitaria d’emergenza. Le famiglie hanno bisogno di cure sanitarie e di acqua pulita. Chi ha perso la propria abitazione ha bisogno di ospitalità e rifugio. I bambini che si sono ritrovati separati dai propri genitori durante il caos dei primi giorni hanno bisogno di protezione.

In questa tragedia, sarà molto difficile per le famiglie riportare i propri figli a scuola. L’apertura delle scuole è stata dapprima prevista per il 6 settembre 2021, ma il 3 settembre il Primo  Ministro di Haiti ha comunicato che si prevede di riaprire le scuole il 20 settembre per le aree non colpite dal terremoto, e il 4 ottobre per quelle colpite dal terremoto.

Ma anche se le scuole aprissero a dicembre, dirigenti scolastici e famiglie non sarebbero pronti, dato che molti edifici scolastici sono crollati e le famiglie non sarebbero in grado di pagare le rette scolastiche, in una situazione di estremo bisogno.

Le organizzazioni ecclesiali, così come le comunità religiose, stanno lavorando intensamente con le famiglie per offrire risposte concrete, che siano condivise con i leader locali, per garanitre sicurezza e protezione ai bambini e alle famiglie. Tra queste risposte è prioritario il ripristino dei servizi essenziali, come acqua pulita e cibo.

Con l’aiuto di volontari formati in loco e con il proprio personale, la settimana scorsa alcune comunità religiose hanno garantito la distribuzione del cibo. Molte famiglie hanno ricevuto diversi generali alimentari, tra cui riso, fagioli, combustibili per cucinare, in quantità sufficienti per sfamare per una settimana una Famiglia tra i quattro e i sette componenti.

Un bisogno urgente è stato anche il sostegno psico-sociale a bambini e famiglie colpiti dal terremoto. Il 31 agosto 2021 ho accompagnato sul campo un gruppo di giovani psicologi del Centro di Spiritualità e di Salute Mentale (CESSA) dei Missionari Monfortani della Provincia di Haiti, che sono ospitati a Les Cayes (epicentro del terremoto) dalle Sorelle della Carità di San Luigi. Questi giovani professionisti stanno fornendo assistenza psicologica alle famiglie presso l’ospedale OFATMA,  e anche in numerose tende che ospitano famiglie e bambini.

Riprendendo il messaggio di Papa Francesco durante l’Angelus del 15 agosto 2021, vogliamo sollecitare la solidarietà internazionale, per alleviare le sofferenze delle famiglie di Haiti. “Possa la comunità internazionale esprimere la propria concreta vicinanza, per aiutare la popolazione di Haiti in questo momento di emergenza”.

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