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Udienza. Il Papa: siamo tutti chiamati ad accogliere e integrare

da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 25 settembre 2023

Un ringraziamento speciale alla Cei che fa di tutto per aiutare i nostri fratelli e sorelle migranti e Il Pontefice invita poi alla partecipazione alla veglia ecumenica del prossimo 30 settembre.-

Come il padrone della vigna descritto nella parabola del Vangelo proposta dalla liturgia odierna, Dio non fa calcolo dei nostri meriti: ci ama come figli. Francesco lo spiega all’Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico di fronte a circa 18mila fedeli giunti per la preghiera mariana in questa fresca e soleggiata domenica di settembre.

Francesco mette in guardia dal rischio di “avere una relazione ‘mercantile’ con Dio, puntando più sulla nostra bravura che sulla generosità della sua grazia”. Dio ci cerca sempre ad ogni ora del giorno. Il padrone infatti, ricorda il Vescovo di Roma, uscì all’alba per prendere a giornata i lavoratori per la sua vigna, ma non solo “Continua ad uscire a tutte le ore fino al tramonto”, nelle diverse fasi della nostra vita, fino alla vecchiaia:

Così è Dio: non aspetta i nostri sforzi per venirci incontro, non ci fa un esame per valutare i nostri meriti prima di cercarci, non si arrende se tardiamo a rispondergli; al contrario, Lui stesso ha preso l’iniziativa e in Gesù è “uscito” verso di noi, per manifestarci il suo amore. La moneta con cui Dio ripaga ciascuno, prosegue Francesco, è il suo amore: il Signore è largo di cuore e gli operai dell’ultima ora vengono pagati come i primi perché la sua è una giustizia superiore:
La giustizia umana dice di “dare a ciascuno il suo, secondo quanto merita”, mentre la giustizia di Dio non misura l’amore sulla bilancia dei nostri rendimenti, delle nostre prestazioni o dei nostri fallimenti: Dio ci ama e basta, ci ama perché siamo figli, e lo fa con un amore incondizionato e gratuito.

A volte anche come Chiesa, invece che uscire a ogni ora del giorno e allargare le braccia a tutti, possiamo sentirci i primi della classe, giudicando gli altri lontani, senza pensare che Dio ama anche loro con lo stesso amore che ha per noi. L’appello del Papa è ad evitare di praticare una giustizia che non riesce a uscire dalla gabbia del calcolo e che si limita a dare secondo quanto si riceve. Da qui l’invito a interrogarci come cristiani sulla nostra capacità di uscire verso gli altri, dando quel “di più” di comprensione e perdono come insegnato da Gesù.
DOPO L'ANGELUS

È necessario che ad ogni uomo e ogni donna venga garantita la possibilità di vivere una vita degna nella società in cui si trova. Purtroppo miseria, guerra e crisi climatica costringono tante persone a fuggire. Perciò siamo tutti chiamati a creare comunità pronte e aperte, ad accogliere, promuovere, accompagnare e integrare quanti bussano alle nostre porte.

Il Papa, rientrato da Marsiglia, parla della sua partecipazione alla sessione conclusiva dei Rencontres Méditerranéennes, svoltisi nella città francese, “crocevia di popoli e culture” come la definisce Francesco, che rivolge un particolare ringraziamento alla Cei e al suo segretario generale monsignor Giuseppe Baturi.

Ringrazio in modo speciale i vescovi della Conferenza Episcopale Italiana che fanno di tutto per aiutare i nostri fratelli e sorelle migranti. Abbiamo sentito da poco monsignor Baturi in televisione nel programma 'A sua immagine' che si ispira a questo

Francesco poi invita poi alla partecipazione alla veglia ecumenica del prossimo sabato 30 settembre, in piazza San Pietro, intitolata “Together – Insieme”, “in preparazione all’Assemblea sinodale che inizierà il 4 ottobre” e, in conclusione, va ancora una volta con il pensiero alla “martoriata Ucraina”, chiedendo di pregare “per questo popolo che soffre tanto”.

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