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Roma, partorisce in auto mentre il marito la accompagna in ospedale

da www.tg24.sky.it
@Riproduzione Riservata del 06 luglio 2022

Fabrizio Baglioni stava accompagnando in ospedale la moglie Elisabetta, incinta di due gemelle, quando la prima bimba ha iniziato a uscire. Il 41enne ha quindi accostato sulla via Appia e la donna ha dato alla luce le due figlie.-

Ha dato alla luce le sue due figlie gemelle in auto mentre il marito la stava accompagnando in ospedale. È la storia di Fabrizio Baglioni, informatico 41enne, e di Elisabetta, insegnante 43enne. Come raccontato da La Repubblicatutto è cominciato quando la donna, incinta al nono mese, ha sentito che le contrazioni erano diventate più forti. I due, residenti a Castelgandolfo (Roma) e genitori già di sei figli, sono quindi subito saliti in auto, ma non sono riusciti a percorrere molta strada quando la prima delle due gemelle ha iniziato a uscire. Il 41enne ha dunque fermato l’auto sulla via Appia e ha chiesto a un passante di chiamare un’ambulanza, mentre una pattuglia dei carabinieri di passaggio ha accostato per aiutare.

La nascita delle gemelle

La prima bimba è venuta al mondo in pochi istanti. La seconda, invece, era podalica e necessitava dunque dell’intervento di un’ostetrica. Tuttavia, la moglie era ben dilatata e la neonata è riuscita comunque a uscire. Dopo qualche attimo di preoccupazione dovuto al fatto che non piangeva, Fabrizio ed Elisabetta si sono accorti che anche la loro ottava figlia in realtà stava bene, muoveva gli occhi e dava qualche colpo di tosse. Arrivati sul posto, i medici hanno constatato che le due gemelle, Sara e Anna, godevano di buona salute e che non era necessario neanche trasportarle in ospedale. "Io non piango mai. L'ho fatto solo quando sono nati i miei figli. Ma questa volta ho pianto più forte”, ha raccontato Fabrizio, neocatecumentale, al quotidiano. "Ero rimasto freddo e lucido fino alla fine. Poi sono esploso. Come hanno reagito gli altri bambini? Rebecca, Giuditta, Giovanni, Daniele, Pietro e Federico - che hanno dai 2 ai 14 anni - erano tutti d'accordo: mi hanno detto che sono un supereroe”.

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