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QUELLO SPRONE A TUTTI I RAGAZZI: NON FERMATEVI, NON SCORAGGIATEVI

di Don Antonio Mazzi
da www.exodus.it
@Riproduzione Riservata del 14 gennaio 2022

La predilezione di Sergio Mattarella per i giovani: citando la lettera agli studenti del professor Carmina, ucciso nel crollo di Ravanusa, il caso di Sato ha voluto ribadire la sua costate attenzione alle nuove generazione

Certamente il breve ma intenso discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha suscitato commenti molto positivi, soprattutto da coloro che in questi ultimi tempi sono impegnati nel cercare chi possa continuare, con una certa dignità, l’impegno delicatissimo più che mai, nel prendere le consegne. Anch’io, nonostante la mia piccolezza, avendolo incontrato personalmente, mi sento obbligato a ringraziarlo per due passaggi molto indovinati ed emozionanti.

“Pensando al futuro, mi torna in mente lo sguardo di tanti giovani impegnati nel volontariato, che si distinguono negli studi, che amano il proprio lavoro, che si impegnano nella vita delle istituzioni, giovani che hanno patito a causa di condizioni difficili e che risalgono la china imboccando una strada nuova”.

Queste ultime parole mi ricordano l’incontro e mi emozionano in modo particolare, perché sono le speranze che il Presidente, quasi come dolce supplica, vorrebbe fossero poste tra le mani di questi giovani.

“I giovani sono portatori della loro originalità, della loro libertà e chiedono che il testimone non venga negato alle loro mani. Alle nuove generazioni sento di dover dire: non fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società”.

E poi, inserisce la lettera stupenda che Pietro Carmina, educatore oltre che professore di Filosofia, una delle vittime della tragica esplosione di Ravanusa lo scorso 11 dicembre, aveva scritto ai suoi studenti: “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordete la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare”.

Spero che tanti professori questa lettera se la tengano nel Diario personale più che nei registri di classe.

In questo ultimo discorso ha parlato il presidente, il politico, il padre, l’educatore, il testimone carismatico. E finisce: “L’Italia crescerà. E lo farà quanto più avrà coscienza del comune destino del nostro popolo, e dei popoli europei”.

Grazie Presidente

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