logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
11

Psicomotricità infantile: qual è l'età migliore per iniziare

di Giulia Elia

da www.gravidanzaonline.it
@Riproduzione Riservata del 22 giugno 2022

Cosa significa psicomotricità infantile? Scopriamo qual è l'età migliore per iniziare, i benefici e alcuni esercizi per bambini da 2 a 6 anni.-

La psicomotricità infantile serve ai bambini per acquisire un corretto sviluppo motorio e neurologico. Vediamo le tipologie, qual è l’età migliore per iniziare, alcuni esercizi e, ovviamente, i benefici.

Cos’è la psicomotricità infantile?

La psicomotricità infantile in Italia si è sviluppata a partire dagli anni ’80 e oggi è sempre più diffusa e ricercata dai genitori. Ne esistono diversi tipi ed è adatta a tutti. Ne beneficiano sia i bambini con disturbi neurologici che devono intraprendere un percorso riabilitativo; sia quelli che vogliono sviluppare correttamente le abilità psico-motorie divertendosi.

La psicomotricità ha una visione globale della persona e in questo caso del bambino; infatti, prevede l’unione di mente e corpo, ossia i primi movimenti associati agli input del cervello che li originano. Si tratta di aspetti fondamentali per un bambino in età evolutiva.

In questo senso la psicomotricità è proprio una modalità di espressione che il bambino utilizza nell’infanzia per entrare in relazione col mondo che lo circonda. Il movimento permette al bambino di esplorare le sue capacità e anche i propri limiti.

Qual è l’età migliore per iniziare?

Abbiamo visto che la psicomotricità serve a connettere il corpo e la mente, il movimento con le emozioni provate e le abilità cognitive. In generale, è utile soprattutto ai bambini con un’età compresa tra 0 e 6 anni.

Questa infatti è l’età in cui i bambini traggono il massimo beneficio nelle attività psicomotorie, con lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, il gioco da soli e con gli altri, l’apprendimento per imitazione degli adulti.

A questa età i bambini sono più flessibili, apprendono di più e rispondono meglio alle attività; tuttavia, questa fascia d’età non è rigida: si può partire dall’età in cui il bambino comincia a gattonare per esplorare l’ambiente (circa 8 mesi) fino a 8 anni.

I benefici della psicomotricità

Quali sono i benefici che i bambini ricavano dalla psicomotricità? In generale, lo stare bene. Con l’aiuto dello psicomotricista, i bambini imparano a controllare il loro corpo e governarlo nello spazio e nelle relazioni con gli altri.

Questo è fondamentale per una crescita sana: per lo sviluppo dell’equilibrio, della coordinazione, ma anche dell’autostima, che è altrettanto importante.

In generale la psicomotricità infantile è adatta a tutti i bambini, ma è di grande aiuto soprattutto per i bambini con patologie come il ritardo psicomotorio, o disturbi del comportamento, disturbi cognitivi e del linguaggio.

È molto efficace anche per i bambini più timidi e fragili, per aprirsi al mondo senza paure; infine, per quelli con difficoltà di attenzione e concentrazione.

La psicomotricità funzionale e relazionale

Esistono diverse tipologie di psicomotricità, le più importanti sono funzionale e relazionale.

La psicomotricità funzionale mira ad agevolare lo sviluppo globale della persona attraverso il movimento; per mezzo del gioco, accompagna il bambino nello sviluppo psicomotorio, affinché sia il più possibile armonioso. È raccomandata durante le fasi dello sviluppo per una crescita sana nella vita di ogni giorno.

La psicomotricità relazionale è una disciplina che punta soprattutto alla relazione con gli altri; in particolare, mira a far raggiungere al bambino relazioni equilibrate e armoniche con genitori e coetanei attraverso il movimento.

movimenti, infatti, si trasformano in gesti attraverso cui il bambino impara a esprimere se stesso e le sue emozioni. Per mezzo del gioco il bambino impara a raccontare la sua persona, i suoi desideri e difficoltà, che il professionista aiuta a superare.

Esercizi di psicomotricità per bambini dai 2 ai 6 anni

Passiamo ora a descrivere alcuni esercizi di psicomotricità adatti a bambini da 2 a 6 anni, che si possono fare in casa. La prima cosa che serve sono degli spazi grandi e privi di potenziali pericoli. Poi, è importante che gli ambienti e gli oggetti siano colorati o di diverse consistenze. In base all’età dei piccoli, infine, cambia anche la tipologia di esercizi.

Per i bambini tra 2 e 3 anni l’attività perfetta è il percorso a ostacoli, che aiuta a incrementare le abilità psichiche e motorie. È un’attività che si può realizzare facilmente in casa, con dei cuscini, delle sedie, un piccolo materassino con cui realizzare una sorta di tubo dove il bambino può infilarsi. Il bambino deve “superare” gli ostacoli scalzo.

Un’altra attività si costruisce con un nastro adesivo messo a terra; il bambino dovrà camminare mettendo i piedi uno davanti all’altro. Queste attività per i bambini sono per loro davvero divertenti, oltre che utili.

Da 4 a 6 anni le attività di gioco per lo sviluppo della psicomotricità si fanno più complesse e interessano varie sfere sensoriali. Una semplice attività ma importantissima è il salto della corda; un’altra attività che i bambini amano è la caccia al tesoro, da fare in tutto lo spazio a disposizione; o ancora l’imitazione dei versi e dei movimenti degli animali.

Top