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Primo mese a casa con il bebè¨: 3 cose che devi sapere

di Alessia Altavilla
da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata del 20 luglio 2023

Nonostante la gioia e l'emozione, il primo mese a casa con il bambino non sempre va come ci si aspetta. Ecco, dunque, 3 cose da sapere e relativi consigli per affrontare serenamente il primo periodo.-

Per tutti i genitori, l'emozione di tornare a casa con il proprio bambino e iniziare finalmente una nuova vita con la famiglia allargata è, generalmente, immensa. I primi giorni di questa nuova avventura, infatti, sono quelli che chiunque abbia provato l'esperienza della genitorialità non potrà dimenticare mai e terrà nel cuore per sempre.
Nonostante questo, però, il primo mese di vita del bambino risulta spesso piuttosto complicato, soprattutto se mamma e papà sono al primo figlio e hanno delle aspettative che poi non si verificano.

Ecco, dunque, 3 consigli per affrontare al meglio il primo periodo.

ALLATTAMENTO

Per quanto al corso pre-parto ve lo abbiano raccontato come una cosa assolutamente naturale, che qualunque donna al mondo può affrontare serenamente e senza problemi, l'allattamento, in realtà, mette a dura prova la resistenza della mamma e non sempre va come deve andare.
Il seno può far male, il bimbo può non crescere come dovrebbe, l'allattamento a richiesta potrebbe trasformarvi in latterie ambulanti sfinendovi.... Insomma, le ragioni per le quali le cose non potrebbero essere rosee proprio come pensavate sono molteplici.
Ecco. Non preoccupatevi. È normale. Ci sono passate la maggior parte delle mamme e tutte, alla fine, sono sopravvissute. Loro e i loro bambini. Possono esserci delle difficoltà. Ma si risolveranno, con il tempo, la pratica, l'abitudine e anche la maggior conoscenza del vostro piccolino. Cercate, quindi, di stare tranquille e non sentitevi mai inadeguate.
Allattare è faticoso e non sempre appagante come potremmo pensare durante la gravidanza. Basta saperlo ed esserne davvero consapevoli.

NANNA

Sul fatto che nei primi mesi si dorma poco, più o meno, tutti i genitori sono preparati. La perdita di ore di sonno è la prima forma di disagio che le neo-mamme e i neo-papà sperimentano sulla loro pelle.
Soprattutto per il papà che, purtroppo, in Italia è quello che torna al lavoro prima, la mancanza di ore di sonno unita alla necessità di tornare a lavorare, alla lunga, può risultare sfinente.
Molti papà scelgono, quindi, di dormire sul divano, in tanti smettono di svegliarsi la notte quando il bambino piange lasciando fare tutto alla mamma, altri continuano a farlo con il risultato di essere sempre stanchi e distrutti.
Che fare, dunque? 
Il consiglio è cercare un equilibrio e, soprattutto, mettere in conto che sarà duro e faticoso. Supportarsi a vicenda finché possibile, collaborando insieme nell'accudimento del piccolo, sia di giorno che di notte. E quando uno dei due genitori deve tornare al lavoro, non sentirsi in colpa nel delegare all'altro le principali incombenze, ma esserci sempre nei giorni liberi, facendo sentire, all'atto pratico, la propria voglia di dare una mano.

PIANTI E GRIDA

I neonati piangono. E non sempre si riesce a spegnerli come si faceva da piccole con le bambole. Talvolta continuano a piangere per un tempo che a noi pare infinito e, soprattutto, senza motivo. In realtà, c'è sempre una ragione per la quale i neonati piangono, solo che non sempre noi siamo in grado di interpretare le loro richieste.
Per evitare, quindi, di impazzire, 3 cose:

  • mettete in conto il pianto disperato del neonato anche, apparentemente, senza motivo;
  • procedete per esclusione ricordando sempre che le esigenze di un bebè, all'inizio, sono piuttosto basiche (ha sonno, ha fame, vuole essere cambiato, ha caldo, ha freddo, gli dà fastidio la luce, il rumore, il silenzio, vuole essere preso in braccio, ha mal di pancia....);
  • prendetevi delle pause. Basta davvero poco: una passeggiata in solitaria di una mezz'oretta, un bagno caldo in solitudine, una telefonata a un amico... Staccare la spina ogni tanto non deve farvi sentire in colpa. Al contrario, dovete pensare che lo state facendo per voi e per il benessere di tutta la famiglia. Se, infatti, siete più tranquilli e rilassati sarà più semplice affrontare gli impegni richiesti dall'accudimento di un neonato.
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