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Pannolini e dermatite: come riconoscere lo sfogo e curarlo

di Giorgia Fanari

da www.uppa.it
@Riproduzione Riservata

La pelle dei bambini è estremamente delicata: per questo è fondamentale scegliere con cura pannolini, indumenti, prodotti per l’igiene e accessori che andranno quotidianamente a contatto con la loro pelle, così da prevenire eventuali irritazioni cutanee.
Nei bambini più piccoli, specialmente i lattanti, bisogna tenere sempre sotto controllo la zona del sederino che può arrossarsi o irritarsi con grande facilità, trasformandosi anche in dermatite da pannolino, che può causare piaghette e lesioni tra glutei, interno cosce e girovita. 

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Sebbene la dermatite da pannolino sia generalmente transitoria e facilmente risolvibile, non deve comunque essere sottovalutata, poiché potrebbe sfociare in complicanze infettive, da batteri o da funghi. Ecco perché è importante saperne di più e intervenire in maniera tempestiva, rivolgendosi in caso di dubbi al proprio pediatra di riferimento. 

Per aiutare i genitori a capire meglio come prevenire e riconoscere la dermatite da pannolino, abbiamo individuato alcuni consigli, insieme a LILLYDOO, brand specializzato in prodotti per la puericultura naturali. 

Quanto è frequente la dermatite da pannolino? 

La dermatite da pannolino è un disturbo molto frequente e – a causa dell’immaturità della pelle – può comparire sin dai primi mesi di vita, ma si acutizza in particolare dal quinto mese in poi, quando il piccolo comincia a stare seduto da solo, con un picco di incidenza che si riscontra tra i 9 e i 12 mesi. A soffrirne è circa il 50% dei lattanti e il 25% delle visite al medico di base è legato proprio a disturbi dermatologici nel primo anno di vita [1]  

In Italia, uno studio [1] condotto sulla popolazione infantile sottolinea che la frequenza degli episodi di dermatite da pannolino si attesta attorno al 15% (considerando un campione di 2169 casi). 

I pannolini causano la dermatite? 

Il nome di questa irritazione è legato al suo manifestarsi nella zona della cute su cui è poggiato il pannolino. Ma sono davvero solo i pannolini a causare la dermatite da pannolino? La relazione tra dermatite da pannolino e l’effettivo uso di questi prodotti è al centro di numerose ricerche scientifiche e ad oggi, è emerso che non sono direttamente responsabili della dermatite da pannolino.
Indossarli quotidianamente però può inevitabilmente portare i bambini ad avere irritazioni o dermatiti, ma si tratta di situazioni che sono estremamente soggettive e possono dipendere anche da cause diverse e concomitanti. 

Di fatto, la dermatite da pannolino è una reazione infiammatoria della pelle dovuta a una combinazione di molteplici fattori tra cui:

  • umidità;
  • sfregamento del pannolino;
  • uso di detergenti non adatti per lavare il piccolo o i suoi vestiti;
  • ristagno o contatto prolungato con urina o feci, che contengono sostanze irritanti per la pelle, che può macerarsi e diventare più vulnerabile. 

Vanno quindi presi in considerazione numerosi fattori che, se correlati, possono contribuire allo sviluppo della dermatite da pannolino: da ciò che i bambini indossano a ciò che mangiano, fino ad arrivare al cambio di temperature o di abitudini, l’età, la presenza di dermatite atopica, le condizioni di salute, le abitudini igieniche. 

Riassumendo, i principali fattori di rischio che si associano allo sviluppo della dermatite da pannolino sono: 

  • età: la pelle del neonato e del bambino è più delicata e meno matura, quindi più soggetta a questo tipo di problemi.
  • dieta: i cambiamenti nella dieta man mano che il bambino cresce sono collegati ai cambiamenti del microbiota intestinale e del pH delle feci. Secondo alcuni studi, ad esempio, i piccoli allattati al seno – rispetto a quelli nutriti con latte artificiale – mostrerebbero un’incidenza di dermatite da pannolino più bassa, per via di feci con un pH più elevato, un’attività degli enzimi digestivi inferiore e meno batteri produttori di ureasi.
  • frequenza dei cambi: il contatto prolungato con sostanze irritanti come urina e feci aumenta il rischio di infiammazioni cutanee. Cambiare più frequentemente i pannolini aiuta a diminuire i rischi. 

Come si manifesta la dermatite nell’area del pannolino 

A seconda della causa scatenante, le caratteristiche della dermatite potrebbero variare e i sintomi possono manifestarsi in modo leggermente diverso in ogni bambino. 

Generalmente con la dermatite da pannolino la cute nella zona dei genitali, dell’inguine e dei glutei presenta – in maniera estesa o a chiazze – arrossamenti, piccole papule o lesioni cutanee. Nei casi più gravi microrganismi responsabili della dermatite possono essere particolarmente aggressivi e portare allo sviluppo di lesioni anche ulcerate, profonde e molto dolorose. 

Tuttavia, sarebbe più corretto parlare di “dermatite dell’area del pannolino” considerando che ne esistono di diversi tipi, tra cui la dermatite allergica da contatto, la seborroica, le infezioni da candida, la psoriasi. Per poterle riconoscere è senza dubbio importante rivolgersi al pediatra, così da ricevere la diagnosi corretta e trattare la malattia in maniera adeguata. 

Ogni forma di dermatite tuttavia ha una serie di caratteristiche specifiche, che possono indicare al genitore la tipologia di infiammazione. Nel caso della dermatite da pannolino da candida, la pelle potrebbe apparire di colore rosso intenso con macchie anche all’esterno dell’area del pannolino e l’infezione potrebbe colpire anche le pieghe delle cosce. A favorire la proliferazione di funghi potrebbe essere l’ambiente caldo e umido che si sviluppa all’interno del pannolino. In questo caso il bambino potrebbe avere anche una candidosi a livello della bocca, una patina bianca (mughetto) che riveste la mucosa delle guance, della lingua e del palato. 

Con la dermatite seborroica da pannolino invece la pelle è rossa con chiazze gialle e oleose e può arrivare a colpire anche il viso, il cuoio capelluto o il collo.

Esiste inoltre la ​​psoriasi dell’area del pannolino, che compare generalmente dopo il terzo mese di vita nella regione del pannolino e in particolare sulle pieghe. Questa tipologia è caratterizzata da pelle arrossata e lucida, interessando spesso anche l’ombelico e talvolta associandosi a pitting ungueale (picchiettatura a ditale da cucito: segno clinico caratteristico della psoriasi).

La dermatite allergica da contatto si manifesta con la presenza di arrossamento, gonfiore e comparsa di piccole vescicole o di aree umide sulle regioni laterali dei glutei e delle anche. In genere si tratta di sensibilizzazioni della pelle del bambino alle nuove gomme e alle resine utilizzate nella fabbricazione dei pannolini monouso, o ancora ai prodotti che vengono applicati sulla cute.

Infine, la dermatite atopica colpisce sia adulti che bambini: è una malattia infiammatoria della pelle, caratterizzata da eczema, con intenso prurito e secchezza cutanea. 

Pannolini e dermatite: usa e getta e lavabili

Nonostante il pannolino non sia l’unica causa per la dermatite, è importante scegliere accuratamente quello più adatto per il proprio bambino. Bisogna iniziare pensando al modello, sarà meglio una proposta usa e getta o un pannolino lavabile? È bene sapere però che, secondo quanto affermato dal professore e pediatra Bernard A. Cohen, le dermatiti da pannolino possono verificarsi con i pannolini lavabili con la stessa facilità con cui si verificano utilizzando i pannolini usa e getta. La scelta di quale tipologia usare è quindi una decisione che i genitori possono prendere indipendentemente dalle irritazioni che hanno un’incidenza simile. 

Nel caso dei pannolini usa e getta bisogna fare grande attenzione a cosa contengono: cercateli dermatologicamente o clinicamente testati, senza profumi, allergeni e additivi, così da ridurre la presenza di elementi chimici per evitare che contengano materiali che irritano la pelle del bambino. È sempre bene leggere con attenzione l’etichetta e le specifiche del pannolino, in modo da conoscerne le specifiche, come si può fare ad esempio sulla pagina ad hoc di Lillydoo.

Meglio evitare inoltre i pannolini usa e getta colorati: non solo costano e inquinano di più, ma i coloranti impiegati, essendo solubili nei grassi, attraversano facilmente la barriera cutanea, vengono assorbiti e si rendono responsabili di dermatiti allergiche da contatto, provocando chiazze di arrossamento e desquamazione fortemente pruriginose [3] . 

Per quanto riguarda i pannolini lavabili, secondo alcune ricerche causerebbero  irritazioni in maniera ancora più frequente [4] . Questo potrebbe essere dovuto a una serie di motivi: i pannolini lavabili sono generalmente meno assorbenti di quelli usa e getta e in alcuni casi vengono utilizzate delle coperture protettive non molto traspiranti. Fate quindi attenzione a questo aspetto nello scegliere questa tipologia, valutando anche il materiale di cui sono composti (se ne trovano in microfibra, cotone, bamboo, canapa) per individuare quello più adatto al vostro bambino. 

Inoltre, in fase di lavaggio bisogna considerare attentamente i detersivi che si utilizzano nel bucato, poiché potrebbero essere aggressivi e irritanti per la pelle: un problema che diventa serio quando si deve lavare un tipo di abbigliamento che andrà a stretto contatto con le parti intime del bambino. In tal caso è importante utilizzare detersivi privi di profumo o sostanze irritanti, o anche solo dell’aceto. Evitate ammorbidenti e, all’occorrenza, prevedere un ciclo di risciacquo extra dopo il lavaggio, per rimuovere eventuali residui di detersivo. 

Ad ogni modo, sia che si utilizzino pannolini lavabili, usa e getta o entrambi, è fondamentale cambiarli spesso, per mantenere il bambino pulito e asciutto ed evitare contatto prolungato con feci e urina. 

Rimedi per la dermatite da pannolino

Le cause della dermatite da pannolino sono diverse e non si può quindi prevedere un trattamento unico: sarà sempre opportuno consultare il pediatra che saprà dare le indicazioni più corrette. 
Tuttavia, come anticipato, tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza della dermatite da pannolino nei bambini ci sono l’umidità che può crearsi nell’area dei genitali, lo sfregamento, l’irritazione da ammoniaca e/o da enzimi fecali. 

Si possono quindi tenere in considerazione alcune linee guida generali per prevenire l’insorgenza della dermatite da pannolino o, nel caso in cui sia già in corso, evitare peggioramenti.  

  1. È importante effettuare cambi frequenti del pannolino, per far sì che la pelle del bambino o della bambina non resti a contatto con feci e urina. Per evitare di non accorgersi dei liquidi raccolti dai pannolini, ad esempio, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, quando magari si è meno esperti, può essere utile scegliere quelli con indicatore di urina (come quello dei pannolini delle taglie 1-2 di LILLYDOO) che cambia a contatto con i liquidi, realizzato con un adesivo termoplastico sensibile al Ph della pelle.
  2. Si consiglia di lavare la zona con acqua tiepida e sapone neutri, evitando saponi, talco, creme grasse che favoriscono macerazione, profumi o altri detergenti aggressivi e asciugando bene, soprattutto in inverno, con un panno morbido. Senza dimenticare di pulire con attenzione le pieghe della pelle, dove possono depositarsi sebo e sporco, e la zona di natiche, interno coscia e genitali, dove proliferano più facilmente funghi e batteri.
  3. Quando si è fuori casa, all’occorrenza utilizzare salviettine umidificate: secondo recenti studi, non causano danni alla pelle ma è bene che siano prive di saponi, oli essenziali o altre fragranze e detergenti aggressivi che possono essere irritanti per la pelle dei più piccoli.
  4. Nello scegliere i pannolini, attenzione a individuare la taglia giusta, per evitare sfregamenti in eccesso. Soprattutto, verificate che siano dermatologicamente o clinicamente testati, nonché privi di profumi, allergeni e additivi, così da ridurre la presenza di elementi chimici, considerando che alcuni materiali potrebbero rivelarsi fastidiosi per la pelle dei più piccoli.
  5. Per quanto riguarda le creme, sono da utilizzare nel caso in cui si notino arrossamenti, ma non in maniera preventiva. Tuttavia, all’occorrenza, è preferibile usare creme emollienti, a base di ossido di zinco o di vaselina e cortisonici topici specifici per dermatiti da pannolino. Si tratta di rimedi che non devono essere utilizzati per un uso protratto nel tempo o intermittente, soprattutto se autoprescritti. Pertanto è sempre bene rivolgersi al pediatra per una corretta cura del problema.

Se i sintomi non migliorano dopo un paio di giorni di trattamenti, contattare il pediatra per valutare la situazione. 

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