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NASCITE AL MINIMO, CHE FARE? LA SALVEZZA ARRIVA DAI MIGRANTI

di Pietro Boffi
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 19 aprile 2023

Alle dichiarazioni shock di "sostituzione etnica" gli esperti rispondono che anche un robusto  aumento del tasso di natalità non ci consentirebbe di fermare il processo di invecchiamento della popolazione, destinato comunque a proseguire. Bisogna quindi iniziare a guardare i fenomeni migratori in un'ottica più ampia, senza farsi influenzare da una facile propaganda xenofoba. La politica dei porti chiusi non è solo disumana e anti evangelica, ma anche un suicidio assistito della nostra società (P. Boffi).-

 Lo scorso Venerdì 7 aprile (venerdì santo), l’Istat ha diffuso il report sugli indicatori demografici della popolazione italiana per il 2022. Complice la data, prossima alla Pasqua e quindi dominata dall’aspetto religioso, non ci risulta le sia stata dedicata molta attenzione, salvo le  abituali interviste-flash a qualche esperto e a qualche politico (di cui parleremo), senza i dovuti approfondimenti che i dati meriterebbero, e che è quello che cercheremo di fare con questa nota.

In realtà, non sappiamo quanto voluta, ma la data del venerdì santo risulta altamente simbolica, per quello che il report contiene. Innanzitutto, esso segnala che la popolazione italiana, in diminuzione da tempo, è scesa sotto il 58 milioni: «Alla luce dei primi risultati provvisori, la popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2023 è di 58 milioni e 851mila unità, 179mila in meno sull’anno precedente. Su base nazionale, il calo della popolazione è frutto di una dinamica demografica sfavorevole che vede un eccesso dei decessi sulle nascite, non compensato dai movimenti migratori con l’estero». In effetti, se depurata dall’effetto dovuto ai movimenti migratori, la situazione del cosiddetto “saldo naturale” si presenta molto più drammatica: «I decessi sono stati 713mila, le nascite 393mila, toccando un nuovo minimo storico, con un saldo naturale quindi di -320mila unità». Quindi, se fosse per le dinamiche interne della nostra popolazione, nel corso del 2022 noi avremmo perso 320.000 abitanti, una popolazione pari all’incirca a quella delle città di Bergamo e Brescia sommate insieme!

La causa principale di questo disastro, di questo lento (ma neanche troppo!) suicidio demografico a cui andiamo incontro, viene ovviamente indicata dall’Istat nel calo delle nascite: «Nel 2022 i nati sono scesi, per la prima volta dall’unità d’Italia, sotto la soglia delle 400mila unità, attestandosi a 393mila. Dal 2008, ultimo anno in cui si registrò un aumento delle nascite, il calo è di circa 184mila nati, di cui circa 27mila concentrate dal 2019 in avanti». Ma attenzione: è la considerazione che segue, quella che deve far scattare potenti campanelli d’allarme: «Questa diminuzione è dovuta solo in parte alla spontanea o indotta rinuncia ad avere figli da parte delle coppie. In realtà, tra le cause pesano molto tanto il calo dimensionale quanto il progressivo invecchiamento della popolazione femminile nelle età convenzionalmente considerate riproduttive (dai 15 ai 49 anni). Se nel corso del 2022 si fosse procreato con la stessa intensità e lo stesso calendario del 2019, il calo dei nati sarebbe stato pari a circa 22mila unità, totalmente attribuibile, pertanto, alla riduzione e all’invecchiamento della popolazione femminile in età feconda. La restante diminuzione, di circa 5mila nascite, risulterebbe invece causata dalla reale diminuzione dei livelli riproduttivi».

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