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Matematica alla scuola primaria: il 40% dei bambini ha problemi

di Caterina Belloni
da www.quimamme.corriere.it
@Riproduzione Riservata del 19 agosto 2026

Altissima la percentuale dei bambini che non raggiungono il livello minimo richiesto, le competenze diminuiscono progressivamente. E’ il verdetto delle Invalsi: servono provvedimenti.-

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Gli allievi delle scuole primarie italiane hanno problemi con la matematica, tanto che e il 40% di loro non raggiunge il livello minimo di apprendimento della materia. Ad indicarlo sono i risultati delle prove Invalsi 2026, che sono stati presentati di recente a Roma. Per scendere nei dettagli, si è registrato un 3% in meno rispetto alle passate edizioni delle prove, che servono per misurare i livelli di conoscenza degli studenti italiani e vengono effettuate in seconda e quinta elementare, in terza media e in seconda e quinta superiore.

La sorpresa dei piccoli

In genere, le elementari ottenevano buoni risultati, ma quest’anno in matematica si è notato un crollo, soprattutto rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, con un calo dei risultati medi pari a circa l'8-10%. "È necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l'innalzamento degli apprendimenti in matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali", ha detto il presidente di Invalsi, Roberto Ricci.

Il caso delle medie

In terza media, invece, i risultati di matematica nel 2026 sono apparsi stabili: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 56% al 55%. Anche qui appare evidente che una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia fatica a raggiungere livelli adeguati in matematica. E poi ci sono differenze tra il Sud e il Nord.

Dubbi sulle cause

Secondo Roberto Ricci “i risultati scolastici del post pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre-pandemia: l'ipotesi è che dopo lo shock il livello si sia assestato ma non ai parametri precedenti. C'è un fenomeno identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia, questa è la nuova normalità”. Mal comune mezzo gaudio? Decisamente no, visto che il nostro Paese ultimamente non vanta successi particolari sul fronte delle materie scientifiche.

Barlumi di speranza

Dalle prove Invalsi, in realtà, emergono anche un paio di elementi positivi. Ad esempio, gli studenti dell'ultimo anno delle superiori hanno migliorato le loro competenze in italiano. A livello nazionale, la quota di chi raggiunge almeno il livello obiettivo è cresciuta dal 52% del 2025 al 54%. I segnali più incoraggianti arrivano dal Mezzogiorno, dove l'incremento risulta particolarmente importante: nel Sud il valore cresce dal 44% al 47%. Progressi che consentono alle regioni meridionali di avvicinarsi gradualmente ai livelli del Nord, che fa registrare un 60%.

Calano gli abbandoni

Infine, la dispersione scolastica risulta in diminuzione. Nel 2025 è stata pari all'8,2%, dato che ci colloca al quattordicesimo posto in Europa. Ma l’aspettativa è che scenda ancora nel 2027, arrivando al 7,3%. I dati delle Invalsi quest’anno descrivono una coorte di oltre 2,3 milioni di alunni appartenenti a vari livelli scolastici, dalle primarie alle secondarie di secondo grado.

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