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L'udienza. Il Papa agli Scout: denatalità drammatica, smarrito il senso della vita

di Alessia Guerrieri

da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 13 aprile 2024

Il Movimento Adulti Scout Cattolici (Masci) festeggia il 70esimo dalla nascita con l'incontro con Francesco e tre progetti su valore della nascita e la salvaguardia del creato.-

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Combattere l’inverno demografico, costruire una società giusta, salvaguardare il creato. Papa Francesco riceve in udienza il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani nel 70esimo di fondazione e si sofferma sul tempo di «drammatica denatalità in cui viviamo», in cui «l'età media degli italiani è 46 anni, degli albanesi 23». Poi ricorre ad un racconto, già citato più volte, di un suo collaboratore che in piazza ha visto una donna con un passeggino e dentro un cagnolino, sottolinea che questa «è un’epoca in cui l’uomo sembra aver smarrito il gusto del generare e del prendersi cura dell’altro, e forse anche il gusto di vivere». Una culla invece, ricorda, «simboleggia la gioia per un bimbo che viene alla luce, l’impegno perchè possa crescere bene, l’attesa e la speranza per ciò che potrà diventare». La culla ci parla della famiglia, nido accogliente e sicuro per i piccoli, comunità fondata sulla gratuità dell’amore; ma anche, di riflesso, aggiunge Bergoglio, «ci parla di attenzione per la vita in ogni sua fase, specialmente quando il passare degli anni o le asperità del cammino rendono la persona più vulnerabile e bisognosa».

Un anniversario importante, quello del Masci fondato il 20 giugno del 1954, in occasione del quale è stata voluta l’udienza con il pontefice, celebrato con lo slogan “Più vita alla vita” e con tre progetti «simbolo» che «toccano valori importanti»: il dono di una culla termica al Centro di primo soccorso e accoglienza di Lampedusa, un dono «significativo» per il Papa; la costruzione di una falegnameria nautica in Zambia; la piantumazione di un bosco ad Argenta, in Romagna. Francesco si sofferma su ciascuno di questi per riflettere sul valore della vita, sul bene comune, sulla salvaguardia del pianeta.

Tra questi il primo richiama la culla, «che ci ricorda l’amore per la vita che nasce». Ugualmente il rimando alla falegnameria, sottolinea ancora il pontefice, è pieno di significato: «In un mondo in cui si parla tanto - troppo - di fabbricare armi per fare la guerra, essa ci rimanda alla vocazione fondamentale dell’uomo di trasformare i doni di Dio non in mezzi di morte, ma in strumenti di bene, nell’impegno comune di costruire una società giusta e pacifica, dove a tutti sia data la possibilità di una vita dignitosa». Infine il bosco di Argenta, terra che vide agli inizi del fascismo l’uccisione di don Minzoni.

Piantare un bosco infatti, «ci ricorda la nostra responsabilità per la casa comune, che il Creatore ha affidato alle nostre mani», aggiunge Francesco. Il rispetto, l’amore e il contatto diretto con la natura sono caratteristiche peculiari dello scoutismo, fin dalle sue origini. «E sono valori di cui abbiamo tanto bisogno oggi – sottolinea ancora - mentre ci scopriamo sempre più impotenti di fronte alle conseguenze di uno sfruttamento irresponsabile e miope del pianeta, prigionieri di stili di vita e comportamenti tanto egoisticamente sordi ad ogni appello di buon senso, quanto tragicamente autodistruttivi; insensibili al grido di una terra ferita, come pure alla voce di tanti fratelli e sorelle ingiustamente emarginati ed esclusi da un’equa distribuzione dei beni». A fronte di questo, «lo stile sobrio, rispettoso e frugale degli scout è di grande esempio per tutti».

Don Giovanni Minzoni, a cui è ispirato il progetto del bosco di Argenta, «è stato un parroco coraggioso che, in un contesto di violenta e prepotente ostilità», si è battuto, anche attraverso lo scoutismo, per formare i suoi giovani «a una solida vita cristiana e a un conseguente impegno per la trasformazione della societa», ha ricordato infine Bergoglio. Anche questo è un richiamo importante a quell’ecologia integrale che, partendo dal farsi carico delle emergenze climatiche e ambientali, amplia la propria riflessione considerando, a monte, il «posto specifico che l'essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda».

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