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L'ostetrica social Alessandra Bellasio: «Aiuto le mamme, dal parto allo svezzamento. Nessuna è perfetta, chiedete aiuto»

di Valentina Venturi

da www.ilmessaggero.it
@Riproduzione Riservata del 21 gennaio 2023

«Mi hanno definito l'ostetrica delle mamme e mi piace: mi sento dalla loro parte, a tutti gli effetti». Alessandra Bellasio, 37 anni, è sì ostetrica ma anche consulente certificata in allattamento, insegnante di manovre di disostruzione pediatrica e madre. Grazie al modo spontaneo e professionale di interagire con le sue follower, la pagina Instagram ostetrica_alessandra_bellasio è ormai seguita da 159 mila utenti con un target al 96% femminile, mentre la fascia compresa tra i 25 e i 34 anni è al 60%. «Le mie due identità di ostetrica e mamma racconta Bellasio mi permettono di trovare il compromesso tra questi mondi all'apparenza distanti. Di norma esiste una netta divisione tra il professionista che dall'alto comunica nozioni ed evidenze scientifiche e la mamma che cerca di capire cosa è meglio per lei e per il suo bambino. Io voglio congiungere questi due universi».

Da professionista sanitaria e imprenditrice digitale, Bellasio approfondisce temi di interesse specifico come la genitorialità consapevole, il parto, l'allattamento, lo svezzamento e la prevenzione al soffocamento. Una delle battaglie gentili che porta avanti è quella legata all'errata narrazione della mamma perfetta: «Il modello della mamma perfetta è molto radicato e su questo i social hanno delle responsabilità. Il perfezionismo è l'altra faccia del senso di inadeguatezza che le mamme sperimentano quando si scontrano con la sballata idealizzazione della maternità. Mostrare solo la facilità e le soddisfazioni, omettere la stanchezza della quotidianità è un errore. Essere mamma non vuol dire rinunciare all'ora in palestra, all'estetista o al parrucchiere; c'è chi si sente in colpa perché rimpiange la vita di prima, si pente e rifiuta quei pensieri dandosi della pessima madre, infliggendosi persino l'idea di aver mancato verso il suo bambino. Bisogna sradicare l'idea che solo loro debbano occuparsi in maniera esclusiva del nuovo arrivato in famiglia; si può chiedere aiuto, non è una sconfitta».
Una visione moderna della professione, portata avanti da sempre: iniziando in ospedale al Sant'Anna di Como, proseguendo con videocorsi e consigli pratici proposti attraverso la piattaforma digitale UniMamma fondata nel 2021 («volevo contenuti fruibili ovunque e in differita») e poi su Instagram dove i post che pubblica sono realizzati da lei stessa, senza delegare nessuno. Ma che non la si chiami influencer: «Non faccio adv né sponsorizzazioni, anche se ricevo proposte continue: le mamme devono fidarsi di me e per farlo il mio punto di vista deve essere pulito, sopra le parti. È la mia visione etica e ho il sostegno delle mamme della community che l'apprezzano». Il suo impegno sui social è a titolo gratuito .
I REEL
«All'inizio ricorda la specialista, pubblicavo messaggi statici con caroselli incentrati sull'allattamento o la gravidanza. Ho capito quale era la mia strada con il reel.

Alle mamme non servono giudizi, dove ripercorrevo le domande più comuni che non attendono una risposta ma sottintendono una critica.

Da quel momento ho scoperto il mio metodo: trasmettere informazioni in modo semplice, empatico e comprensibile. E mi sono autoregolamentata: non faccio pubblicità, non lascio spazio alle polemiche e a chi mi attacca rispondo in modo cortese. La gentilezza e l'empatia ripagano, sempre».

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