logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
16

«LASCIAMO CADERE DALLE MANI LE PIETRE DELLA DENIGRAZIONE E DELLA CONDANNA»

di Antonio Sanfrancesco

Francesco all’Angelus commenta l’episodio evangelico della donna adultera salvata da Gesù: «Scribi e farisei ̀ sono chiusi nelle strettoie del legalismo e vogliono rinchiudere il Figlio di Dio nella loro prospettiva di giudizio e di condanna. Ma Gesù è venuto per salvare non per condannare».-

Cos’ha da dire alla nostra vita il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima che presenta l’episodio della donna adultera? «Che ciascuno di noi», dice papa Francesco all’Angelus, «deve prendere coscienza» di essere peccatore e deve «lasciar cadere dalle sue mani le pietre della denigrazione e della condanna che a volte vorremmo scagliare contro gli altri».
Il Pontefice davanti a migliaia di fedeli in piazza San Pietro spiega nel dettaglio il significato del Vangelo odierno di Giovanni nel quale, spiega, «si contrappongono due atteggiamenti: quello degli scribi e dei farisei da una parte, e quello di Gesù dall’altra. I primi vogliono condannare la donna, perché si sentono i tutori della Legge e della sua fedele applicazione. Gesù invece vuole salvarla, perché Lui impersona la misericordia di Dio che perdonando redime e riconciliando rinnova».
Francesco sottolinea come gli scribi e i farisei vogliono tendere una trappola a Gesù: «gli portano una donna sorpresa in adulterio; la pongono nel mezzo e chiedono a Gesù se si deve lapidarla, così come prescrive la Legge di Mosè. L’Evangelista precisa che essi posero il quesito “per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo”. Si può supporre», è l’analisi del Papa, «che il loro proposito fosse questo: il “no” alla lapidazione sarebbe stato un motivo per accusare Gesù di disobbedienza alla Legge; il “sì”, invece, per denunciarlo all’autorità romana, che aveva riservato a sé le sentenze e non ammetteva il linciaggio popolare».
Francesco sottolinea la differenza abissale tra scribi e farisei, da una parte, e Gesù dall’altra: «Gli interlocutori di Gesù sono chiusi nelle strettoie del legalismo e vogliono rinchiudere il Figlio di Dio nella loro prospettiva di giudizio e di condanna. Ma Egli non è venuto nel mondo per giudicare e condannare, bensì per salvare e offrire alle persone una vita nuova. E come reagisce Gesù? Prima di tutto rimane per un po’ in silenzio, e si china a scrivere col dito per terra, quasi a ricordare che l’unico Legislatore e Giudice è Dio. Poi dice: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”».

«OGNI VERA CONVERSIONE È PROTESA A UN FUTURO NUOVO, AD UNA VITA NUOVA, BELLA»

Gli accusatori della donna si sentivano «paladini della giustizia», ma Gesù, prosegue Bergoglio, «li richiama alla consapevolezza della loro condizione di uomini peccatori, per la quale non possono arrogarsi il diritto di vita o di morte su un loro simile. A quel punto, uno dopo l’altro, cominciando dai più anziani – cioè quelli più esperti delle proprie miserie – se ne andarono tutti, rinunciando a lapidare la donna».
Questa scena, afferma ancora il Pontefice, «invita anche ciascuno di noi a prendere coscienza che siamo peccatori, e a lasciar cadere dalle nostre mani le pietre della denigrazione e della condanna che a volte vorremmo scagliare contro gli altri». Alla fine rimangono solo Gesù e la donna, là in mezzo: «la misera e la misericordia», dice il Papa citando Sant’Agostino. E sottolinea il profondo insegnamento da trarre da questo episodio: «Gesù è l’unico senza colpa, l’unico che potrebbe scagliare la pietra contro di lei, ma non lo fa, perché Dio “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva” E Gesù congeda la donna con queste parole stupende: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Egli apre davanti a lei una strada nuova, creata dalla misericordia, una strada che richiede il suo impegno di non peccare più»̀.
L’invito di Gesù alla donna adultera «vale per ognuno di noi», spiega ancora il Papa, «in questo tempo di Quaresima siamo chiamati a riconoscerci peccatori e a chiedere perdono a Dio. E il perdono, a sua volta, mentre ci riconcilia e ci dona la pace, ci fa ricominciare una storia rinnovata. Ogni vera conversione è protesa a un futuro nuovo, ad una vita nuova, bella, libera dal peccato, generosa». E conclude: «La Vergine Maria ci aiuti a testimoniare a tutti l’amore misericordioso di Dio che, in Gesù, ci perdona e rende nuova la nostra esistenza, offrendoci sempre nuove possibilità».
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 07 aprile 2019

Top