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L’albero e il presepio: è Natale

di Vittoria Terenzi

Al centro di piazza san Pietro, come ogni anno, i simboli della natività. Arrivano dal comune di Jesolo insieme al patriarcato di Venezia, e dalla diocesi di Concordia-Pordenone con la Regione Friuli Venezia Giulia.-

«L’albero e il presepio sono due segni che non finiscono mai di affascinarci; ci parlano del Natale e ci aiutano a contemplare il mistero di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi». Lo ha detto papa Francesco nel corso dell’Udienza ufficiale alle due delegazioni delle comunità che hanno donato al Vaticano l’albero e il presepe. «L’albero di Natale con le sue luci ci ricorda che Gesù è la luce del mondo, è la luce dell’anima che scaccia le tenebre delle inimicizie e fa spazio al perdono… Il presepio, posto al centro della Piazza, è realizzato con la sabbia jesolana, originaria delle Dolomiti. La sabbia, materiale povero, richiama la semplicità, la piccolezza e anche la fragilità… con cui Dio si è mostrato con la nascita di Gesù nella precarietà di Betlemme».

“Sand Nativity” è il presepe monumentale offerto dal Comune di Jesolo e dal Patriarcato di Venezia che rimarrà a Piazza S. Pietro fino al 13 gennaio, domenica del Battesimo del Signore, data in cui termina il periodo natalizio. Un’opera di 16 metri di larghezza per 5 di altezza e 6 di profondità modellata con circa 700 tonnellate di sabbia, realizzata da quattro scultori di fama internazionale, selezionati dal Comune di Jesolo: Richard Varano (Usa), che è anche il Direttore Artistico del progetto, Ilya Filimontsev (Russia), Susanne Ruseler (Olanda) e Rodovan Ziuny(Repubblica Ceca).

L’idea del dono nasce quando mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, si reca in visita pastorale a Jesolo e ha l’occasione di visitare il presepe «declinato con motivazioni legate al tempo che si sta vivendo. Il Send Nativity – racconta mons. Moraglia – ha una caratteristica importante oggi che il presepe potrebbe anche sembrare solo un soprammobile o un simbolo: può aiutarci a fare l’esame di coscienza perché il Mistero prende forma nella sabbia». La città di Jesolo realizza quest’opera fin dal 2002. «La sabbia è effimera e la terra dice fragilità, dice precarietà: l’uomo è come il fiore del campo che al mattino fiorisce e alla sera è già secco. Ecco allora il mistero di Dio, la fede, la speranza, la carità, che si declinano nella fragilità umana» Il presepe deve essere «attuale oggi per i cristiani come cuore della fede, ma per chi non è cristiano come luogo dell’accoglienza, luogo della fragilità e il grande messaggio è che la fragilità può essere salvata».

L’albero di Natale è dono della diocesi di Concordia-Pordenone e della Regione Friuli Venezia Giulia. «Accostare insieme albero e presepe – spiega mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone –, è uno degli aspetti più belli della nostra natività oggi e di quello che noi ricordiamo in queste feste. L’albero è sempre un segno di vita e forza, anche in questi nostri tempi. E quando è illuminato diventa segno di Cristo, segno della luce che Cristo porta a tutti». Quello in Piazza S. Pietro è un albero “sopravvissuto” al maltempo che ha colpito l’Italia distruggendo foreste e causando la morte di alcune persone e, anche per questo, è un segno: «oltre alle sofferenze, oltre al dolore, c’è sempre anche il bene e c’è sempre qualcosa di bello, perché poi quest’albero diventerà giocattoli per i bambini poveri».

Il 7 dicembre, nel corso della cerimonia di inaugurazione del presepe e dell’albero, il sindaco di Jesolo Valerio Zocci, offre alcune chiavi di lettura di Sand Nativity. In primo luogo, la bellezza: il presepe ha una forza espressiva che è immediata e universale, parla ad ogni uomo e ogni donna. La cultura: l’opera è fatta di terra e, a trasformare la povertà della materia, è il genio creativo dell’uomo, è la cultura che crea la bellezza e la racconta. La solidarietà: la bellezza e la cultura, insieme, hanno generato la solidarietà. Attraverso le libere offerte dei visitatori, infatti, la città di Jesolo ha potuto sostenere importanti progetti a favore di persone disagiate in diverse parti del mondo.

Infine, la pace: il presepe è costituito da tanti granelli di sabbia che stanno insieme in forza di un’idea, di una passione. La pace è la capacità dei singoli di stare insieme, di trovare valori comuni per stare insieme e realizzare un’opera d’arte. «Da questa piazza unica al mondo –dichiara il Sindaco – e, in forza del gesto che stiamo compiendo, Jesolo prende l’impegno di vivere la sua vocazione all’ospitalità come via per costruire una cultura di pace».

A conclusione della cerimonia, nel corso della quale si sono avvicendati anche momenti musicali, canti e danze popolari, il segretario generale della Città del Vaticano, mons. Fernando Vérgez Alzaga ricorda che «è conservando nella mente una prospettiva alta che possiamo realizzare opere straordinarie come questo presepe o rendere straordinari gli atti di ogni giorno».

da www.cittànuova.it

@Riproduzione Riservata del 08 dicembre 2018

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