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LA SANITÀ ITALIANA È SEMPRE PIÙ ROSA E ORA NASCE LA COMMUNITY

di Mariapia Bonanate

da www.famigliacistiana.it
@Riproduzione Riservata del 17 agosto 2022

Il 68% del personale sanitario è donna: per colmare il divario di genere e valorizzare le professionalità è nata una rete.-

Abbiamo una sanità sempre più al femminile, il 68% è donna. Le donne medico sono il 48%, ma tra gli  under 45 arrivano al 63%. Anche fra il personale amministrativo sono la stragrande maggioranza: il 73%.  Sono i dati di un Rapporto del ministero della Salute che inizia sottolineando come «la presenza  femminile, grazie al suo apporto peculiare e specifico, contribuisce in maniera fattiva e costante  all’incremento della qualità, della sicurezza, del gradimento, dell’assistenza e a un rinnovato approccio  alle cure sanitarie». In questo scenario, sta offrendo un contributo incisivo la community “Protagoniste in  sanità”, che si propone di dare un sostegno nel realizzare in modo concreto e originale il futuro della sanità e del Paese, nel superare il  divario di genere che continua a penalizzare le donne, sia sotto il profilo direzionale che retributivo.  Presente su tutto il territorio nazionale con responsabili territoriali e di area, la community è nata da un’idea  di Monica Calamai, 60 anni, direttrice generale dell’Ausl di Ferrara, chiamata a partecipare al tavolo tecnico  del ministero della Sanità per promuovere la professione femminile. «Vogliamo valorizzare le donne sia nella sfera personale, con percorsi di salute su misura, sia in quella professionale, con percorsi mirati di empowerment, sviluppi di talenti al femminile e monitoraggi  che indicano delle performance nelle aziende sanitarie.

Coniugare l’energia caratteriale che  contraddistingue il genere femminile con quella che muove il mondo reale, nell’ottica di pensare un  ospedale intelligente, a basso impatto ambientale e progetti di risparmio energetico ed economico», ha  spiegato Monica Calamai in un’intervista raccolta da Caterina Ceccati. Con queste prospettive la  community ha creato una fitta rete fra le donne che offre loro l’opportunità di confrontarsi per interrogarsi  «su come e quando il mondo socio-sanitario debba cambiare, sempre nel rispetto di valori come  condivisione, ascolto, equità, sostenibilità ambientale, nell’intento di sapere immaginare il futuro», come  precisa ancora Calamai. Partita con cento iscrizioni di medici e infermieri, la community oggi può contare  su un migliaio di adesioni, raccolte in un cammino operoso, costellato da iniziative fra le quali convegni,  come quello del giugno scorso a Bologna, in cui si è sottolineata l’importanza di puntare sul welfare e sull’utilità di “fare lobby” per favorire il cambiamento, da molti tavoli online e in presenza, in cui si parla di  reti e di nuove governance nella sanità. In preparazione un Manifesto da presentare a Governo e  Parlamento, con una serie di proposte per riformare il sistema sanitario, anche in vista del Piano  nazionale di ripresa e resilienza. Ma il cuore pulsante della community sono i “Caffè” settimanali online,  momenti di scambio e aggiornamento su temi di grande attualità, come per esempio la prevenzione  vaccinale oppure le violenze di genere, di fronte a una tazza di caffè da condividere virtualmente.

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