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La favola di In.Con.tra tra libri e caffè

di Luigi Laguaragnella

da www.cittànuova.it
@Riproduzione Riservata del 22 gennaio 2022

Un caffè letterario per i senza fissa dimora è uno spazio di accoglienza e vicinanza. La lettura e la pausa caffè sono due momenti socialmente importanti e tutti devono avere la possibilità di ritagliarsi questo tempo.-

In.Con.Tra.

Un piccolo bar e una biblioteca sono lo scenario dell’accoglienza, del calore e dell’ascolto. L’associazione di volontariato In.Con.Tra. di Bari, così, ha progettato un bar dove agli homeless verranno offerte bevande, tisane e merende durante le ore pomeridiane con la possibilità di sfogliare un libro in un luogo di incontro e soprattutto di ascolto. «In realtà il social bar fa parte di un progetto più ampio riguardante la strutturazione di un centro di ascolto per le famiglie e senza fissa dimora della città». A parlare è Michele Tataranni, presidente dell’associazione attiva nel territorio barese dal 2007 nel supporto ai senza fissa dimora e alle famiglie indigenti.

In.Con.Tra. è nata e continua a nutrirsi del puro volontariato di cittadini, parrocchie e associazioni diffondendo il valore prezioso della gratuità del tempo del servizio. Grazie alla partecipazione dei cittadini e alla Provvidenza offre pasti caldi in piazza Balenzano, in una struttura coperta, vicino la stazione dopo anni di servizio di strada proprio all’esterno della zona ferroviaria.

In.Con.Tra.

La libreria sociale, avviata sperimentalmente nei mesi estivi è gestita dai volontari dell’associazione. Si situa in uno dei locali nei pressi della piazza che accoglie ogni giorno centinaia di persone. «In questo momento riusciamo a svolgere il servizio bar e biblioteca per alcuni giorni della settimana, grazie ai nostri volontari, durante le prime ore del pomeriggio. L’idea è piaciuta tanto soprattutto ai nostri ospiti, alcuni dei quali chiedevano la possibilità di leggere e sfogliare libri e giornali». Il progetto è stato avviato dal basso con il consueto impegno dei volontari, ma Michele lascia intendere concrete possibilità di strutturare il progetto grazie all’aiuto di una Fondazione: «Il bar e la biblioteca vogliono rappresentare l’ingresso in un vero e proprio centro di ascolto composto da un team di assistenti sociali, medici e di avvocati di strada. Attraverso la partecipazione ad un bando avremo la possibilità di sistemare e raccogliere i libri, molti anche in lingua straniera, gli arredi per rendere davvero accogliente questo posto in cui si intrecciano vite, esperienze. Con la presenza costante di persone al servizio bar e alla biblioteca il book bar sociale potrà restare aperto quotidianamente dando alla città la possibilità di un altro spazio da usufruire». E far sentire a casa i senza fissa dimora.

Oltre alla collaborazione di una libreria del quartiere che con il “carrello sospeso” invita all’acquisto di libri per riempire gli scaffali della libreria sociale, l’assessorato al Welfare del Comune di Bari potrà inserire il progetto in Bari social book per la creazione di presidi che promuovano la lettura in tutte le fasce sociali. La rete del sociale in questo modo si infittisce divenendo operativa ed efficace. In realtà la spinta solidale verso il prossimo non ha mai abbandonato l’associazione, nata dallo sgabuzzino di una parrocchia di Bari e grazie al sostegno di tantissime persone, non abbandonando mai il principio dell’essere dono per l’altro e grazie alla creatività della solidarietà riesce, come un vero e proprio miracolo, ad essere, voce e volto per gli invisibili che vagano nelle città.

In.Con.Tra.

Proprio la carica positiva e propositiva di Michele Tataranni e Gianni Macina, tra i fondatori dell’associazione, rappresenta la calamita della generosità per altre associazioni, aziende, cittadini, in una visione sempre aperta a tutti e al prossimo, quello della porta accanto, quello che distrattamente incrociamo accovacciato sul marciapiede. Sono aumentati, così, i servizi offerti non solo durante le emergenze che si ripetono ogni anno. I volontari donano coperte durante i freddi mesi invernali, acqua e prodotti freschi (non sono mancati anche i gelati) nelle torride estati. Ovviamente l’associazione non si è sottratta nella distribuzione di pacchi alle famiglie durante il lockdown.

Dove la solitudine passeggia tra i marciapiedi del capoluogo pugliese i ragazzi e le ragazze di In.Con.Tra. sono pronti ad essere mano, voce, sorriso per tante persone. “La cena degli abbracci” che permette a centinaia di persone di festeggiare il Capodanno in maniera degna, è nata dall’ispirazione dei volontari di In.Con.Tra. Negli anni sono aumentati gli amici dell’associazione con numerose aziende che offrono beni di prima necessità o ogni altro materiale necessario per eventuali richieste e sono nati numerosi progetti frutto di donazioni come le attività con un camper donato dal Rotary; attivo è l’impegno dei volontari nella lotta allo spreco attraverso il reperimento di alimenti freschi dai mercati generali; nel tempo è stato strutturato un piccolo emporio di alimenti e abiti usati.

Numerose, semplici e creative sono le attività dell’associazione impegnata quotidianamente tra il traffico e il caos del centro città, perché in aumento sono le persone bisognose. Si possono contare circa 5000 tra senza fissa e dimora e nuclei familiari supportati. Proprio per questo l’aiuto giornaliero che un cittadino può offrire il suo tempo gratuito diventa “provvidenziale”.  Quella di In.Con.Tra. non è una favola, come una di quelle che sarà possibile trovare tra i libri del caffè letterario, ma è una storia bella e vera che continua ad unire i baresi contro la povertà e la solitudine, per far vivere il maggior numero di persone felici e contente (più o meno).

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