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«IN NOME DI EMMA E TOMMASO, FERMIAMO LE MORTI ACCIDENTALI NEGLI ASILI»

di Annachiara Valle

da www.famigliacristiana.it
@Rièroduzione Riservata del 29 giugno 2022

Il freno a mano non ha tenuto e la piccola Emma di tre anni è stata travolta da un Suv nel cortile dell’asilo. Proprio così, quasi tre anni fa a Chieri, in provincia di Torino, succedeva la stessa drammatica dinamica che ha coinvolto Tommaso, il bimbo dell’Aquila. Un’auto parcheggiata su una salita che all’improvviso come un proiettile parte e travolge due innocenti. Tommaso oggi non c’è più, Emma dopo mesi e mesi di ospedale e mille mila operazioni ce l’ha fatta. Anche se la sua vita non sarà mai più come prima. La mamma Annabianca Vincenzi ha deciso di parlare anche per il piccolo Tommaso.

Ha trasformato il suo dolore in un libro per bambini Emma e il cappellino magico (edito Jaca Book) come il copricapo che la piccola ha dovuto indossare a lungo a causa delle operazioni alla testa, a beneficio di chi come lei ha vissuto un’ospedalizzazione così lunga. E da un paio di settimane ha lanciato una petizione su change.org (https://www.change.org/p/stop-bambini-investiti-all-asilo-distanza-minima-macchine-zone-gioco-recinzioni-solide) per mettere in luce il tema della sicurezza nelle scuole materne e nidi. «Sono Annabianca, mamma di Emma» si legge nell’incipit, «una bellissima bimba che due anni fa è stata investita mentre era all’asilo ed è quasi morta. Per fortuna Emma è sopravvissuta, ma altri bimbi, come Tommaso a L’Aquila, non ce l’hanno fatta. Per questo è necessario regolamentare la sosta delle auto nei pressi degli asili. Dammi una mano a salvare i bimbi, firma con un click!».

E ancora: «Emma ha riportato dei danni cerebrali gravissimi ed è stata sottoposta a un lunghissimo intervento. Anche se adesso sta bene, le ferite che ha riportato fanno sì che lei non abbia più una vita come quella che aveva prima e dovrà subire ancora molti interventi in futuro. Quello che è successo a Emma è accaduto anche a L’Aquila, dove però il piccolo Tommaso è morto. Questo non deve più succedere!».

Annabianca conclude con un appello che ci provoca tutti, nessuno escluso: «Non possiamo concentrarci ogni volta sulle dinamiche del singolo incidente. Dobbiamo creare una situazione sicuradobbiamo mettere in pratica la prevenzione! Affinché questo non succeda più, c’è bisogno di norme più stringenti per regolare gli spazi tra le macchine e i luoghi dove giocano i bambini o gli asili. Ci vogliono delle recinzioni solide e sicure. Io ho già preso contatti col sindaco della mia città per mettere in pratica delle norme di sicurezza per i bambini. Ma c’è bisogno di fare di più e dobbiamo andare oltre le quasi 75mila firme raccolte finora. Dobbiamo essere in tanti, solo così potremo farci ascoltare da chi sta più in alto per cambiare le cose a livello nazionale e salvare i nostri bimbi. Tu cosa vuoi fare? Mi dai una mano a superare le 80mila fine e chiedere ai ministri competenti di mettere in pratica la sicurezza?».

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