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Il primo mese di vita del neonato

di Alessia Altavilla
da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata del 27 agosto 2019
Cosa succede nel primo mese di vita del neonato? Quali sono le prime difficoltà che mamma e papà devono affrontare nei primi giorni a casa con il bambino?.-

Il primo mese di vita di un neonato, quello più intenso ed emotivamente più destabilizzante per i neogenitori, è un periodo ricco di cambiamenti: 30 giorni essenziali in cui il bambino apprende i meccanismi fondamentali per adattarsi alla vita extra-uterina.

Le trasformazioni nel suo corpo e nei suoi comportamenti sono tantissime. Di seguito ve ne indichiamo qualcuna, con qualche consiglio per affrontare i problemi del primo periodo.

CRESCITA 
Il peso e la lunghezza alla nascita sono determinati da diversi fattori (ambientali, ereditari...) e solo in parte dipendono dal comportamento della madre (fumo, droghe e alcol in gravidanza, infatti, possono essere causa di scarso accrescimento del feto). Dal parto in poi, però, diciamo che il bimbo dovrebbe aumentare il suo peso di circa 30 gr al giorno arrivando a pesare, al termine del primo mese, circa un chilo in più rispetto alla nascita. 
L'alimentazione, quindi, e un numero corretto di ore di sonno sono fondamentali in questa fase per aiutarlo a crescere, così come i controlli dal pediatra per verificare che tutto stia procedendo per il meglio.

ALIMENTAZIONE
Nei primi mesi di vita il bambino dovrebbe consumare almeno 8 pasti al giorno (circa ogni 3 ore). Molte mamme che allattano al seno preferiscono, però, optare per l'allattamento a richiesta, attaccando il piccolo ogni volta che questi esprime il bisogno di mangiare. Non c'è una regola. Né un comportamento giusto o sbagliato. Se il piccolo cresce in modo regolare, qualsiasi scelta è corretta. 
L'importante è che l'alimentazione sia esclusivamente a base di latte (per i bambini allattati artificialmente il latte deve essere quello formulato) e, al limite, acqua. Nel corso di ogni poppata il bebè dovrebbe assumere dai 550 ai 650 ml di latte.

COMUNICAZIONE
La sola e unica forma di comunicazione per il bambino nel primo mese di vita è il pianto. Incapace di esprimere con la mimica facciale e con i gesti qualsiasi emozione, il bambino richiama l'attenzione dei genitori con il pianto. Piange se ha fame, piange se ha sonno, piange se gli dà fastidio il pannolino, se ha caldo, se ha freddo, se c'è troppo rumore, se qualcosa lo spaventa...
Insomma, il pianto è lo strumento per dire tutto ed è importantissimo che mamma e papà imparino velocemente a riconoscere le diverse forme di pianto per poter rispondere prontamente alle esigenze del piccolo.

SONNO
Nei primi mesi i bambini dormono tantissimo. Addirittura nei primi 30 giorni il piccolo può trascorrere dormendo anche 18 ore del suo tempo intervallando lunghi pisolini diurni e notturni a dormite più brevi che possono durare anche pochi minuti.
Il sonno della notte è interrotto dall'esigenza di mangiare e difficilmente è consecutivo. È importante, però, che i genitori inizino ad abituare il bimbo al concetto di luce e buio, lasciandolo dormire con la luce durante il giorno e al buio di notte e mettendo in atto un rituale della nanna serale che andrà poi ripetuto nei mesi e negli anni successivi: bagnetto, pigiamino (cambiate il bambino anche se nei primi mesi è del tutto inutile. Questo, però, lo aiuterà a orientarsi e a scandire meglio il tempo in seguito), pappa, coccole, nanna.

EMOZIONI
Nel primo mese di vita il bambino esprime principalmente l'esigenza di soddisfare bisogni primari. Non riconosce ancora i volti delle persone (anche se riconosce la mamma e, con il tempo, anche il papà), non vede se non oggetti posti a pochissima distanza da lui, non è interessato al mondo esterno e non sa ridere o sorridere (anche se molti genitori sostengono che i loro bimbi abbiano iniziato a sorridere già a poche settimane di vita). Le emozioni vere e proprie (felicità, tristezza, rabbia, paura...) arriveranno in seguito, quando il bambino sarà ormai ben ambientato nel mondo extra uterino.

REAZIONI FISICHE
Sin dalla nascita i bambini sono in grado di reagire ai rumori (i rumori forti li destabilizzano, i rumori costanti - aspirapolvere, phon, rasoio... - li tranquillizzano) e di percepire il caldo e il freddo (a dispetto di quello che si pensi i neonati soffrono molto il caldo anche perché non sono ancora attrezzati con un sistema di sudorazione in grado di proteggerli. Ecco perché non andrebbero vestiti con abiti leggeri e scoperti ogni volta che si entra in ambienti troppo riscaldati).

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