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IL PAPA: «A ESSERE FAMIGLIA SI IMPARA OGNI GIORNO»

di Annachiara Valle

da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 26 dicembre 2021

 «Non esiste la Santa Famiglia delle immaginette», dice il Pontefice esortando al dialogo tra genitori e figli, tra fratelli, con i nonni per costruire relazioni vere.-

Dobbiamo liberarci dalla dittatura dell’io. Papa Francesco ricorda che festaggiamo la Famiglia di Nazaret, una famiglia umile e semplice, che ci fa contemplare aspetti concreti delle nostre famiglie. Gesù che resta al tempio di Gerusalemme e i genitori che angosciati lo cercano, ci dice di un «Gesù inserito nella trama degli affetti familiari, che nasce e cresce nell’abbraccio e nelle preoccupazioni dei suoi. Questo è importante anche per noi: proveniamo da una storia intessuta di legami d’amore e la persona che siamo oggi non nasce tanto dai beni materiali di cui abbiamo usufruito, ma dall’amore che abbiamo ricevuto». Un secondo aspetto, dopo quello di essere inseriti in una storia, è quello che «a essere famiglia si impara ogni giorno.
Nel Vangelo vediamo che anche nella Santa Famiglia non va tutto bene: ci sono problemi inattesi, angosce, sofferenze. Non esiste la Santa Famiglia delle immaginette. Maria e Giuseppe perdono Gesù e angosciati lo cercano, per poi trovarlo dopo tre giorni. E quando, seduto tra i maestri del Tempio, risponde che deve occuparsi delle cose del Padre suo, non comprendono». Anche loro hanno bisogno di tempo per imparare a conoscere il loro figlio. Così anche per noi: ogni giorno, in famiglia, bisogna imparare ad ascoltarsi e capirsi, a camminare insieme, ad affrontare conflitti e difficoltà. È la sfida quotidiana, e si vince con il giusto atteggiamento, con le piccole attenzioni, con gesti semplici, curando i dettagli delle nostre relazioni».

Bisogna prendere a esempio Maria che, nel Vangelo, dice a Gesù: «Tuo padre e io ti cercavamo». Il Papa insiste su quel tu che viene prima dell’io. «Per custodire l’armonia in famiglia bisogna combattere la dittatura dell’io. È pericoloso quando, invece di ascoltarci, ci rinfacciamo gli sbagli; quando, anziché avere gesti di cura per gli altri, ci fissiamo nei nostri bisogni; quando, invece di dialogare, ci isoliamo con il telefonino; quando ci si accusa a vicenda, ripetendo sempre le solite frasi, inscenando una commedia già vista dove ognuno vuole aver ragione e alla fine cala un freddo silenzio». 
E allora ripete il consiglio che tante volte ha dato: «Alla sera, dopo tutto, fare la pace. Mai andare a dormire senza aver fatto la pace, altrimenti il giorno dopo ci sarà la “guerra fredda”! e questa è pericolosa perché comincerà una storia di rimproveri, una storia di risentimenti. Quante volte, purtroppo, tra le mura domestiche da silenzi troppo lunghi e da egoismi non curati nascono conflitti! A volte si arriva persino a violenze fisiche e morali. Questo lacera l’armonia e uccide la famiglia». Chiede di convertirsi «dall’io al tu. Quello che deve essere più importante nella famiglia è il tu. E ogni giorno, per favore, pregare un po’ insieme, per chiedere a Dio il dono della pace. E impegniamoci tutti – genitori, figli, Chiesa, società civile – a sostenere, difendere e custodire la famiglia che è il nostro tesoro!».
Infine, dopo aver annunciato la lettera agli sposi, «il mio regalo di Natale per voi» (che pubblichiamo integralmente), il Papa insiste sull’inverno demografico invitando le coppie di sposi ad aprirsi alla vita e all’arrivo dei figli.

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