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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

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Il male e i drammi che provoca. Il nostro limite e la vera forza

di Marco Tarquinio
da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 06 luglio 2019
 
Gentile direttore,
desidero condividere delle osservazioni tratte da un commento al Vangelo di domenica 4 agosto (Lc 12,1321), perché mi sembra mettano ben in luce la verità profonda racchiusa nei tragici fatti di cronaca di questo tempo, in particolare quelli che hanno avuto per protagonisti alcuni giovani: «[...] I beni del mondo li abbiamo giudicati bastevoli a farci 'come Dio', padroni del segreto della vita e della sua gioia [...]. Gesù, Sapienza eterna, è venuto a smentire questa favola e a distruggere la chimera; ma il bacillo ci era già entrato nel sangue, e c’è tuttora: la nostra fame di beatitudine, quella che soltanto Dio può saziare perché per Lui siamo fatti, si è riversata sulle cose, come se esse potessero saziarla. Ed ecco, siamo diventati portatori di un bisogno infinito che adesso però, non avendo noi creduto fin dal principio alla Parola, non ha più il suo tesoro e cerca, nel possedere tutto, di riempire il vuoto lasciato dal Tutto, quello vero che ci ha creati.[...] Non è la povertà, per i nostri criteri di vita, una semplice disgrazia? Non è la sobrietà una stoltezza, nella cultura di tutte le fruizioni e di tutti gli appagamenti? E l’arricchirsi davanti a Dio che cosa significa, realmente, nella nostra scala di valori? Questa vita, che ci sarà comunque richiesta da Lui, è fruttuosa secondo il suo amore? Sono interrogativi pressanti, non evocati per metterci paura, ma per risanare noi stessi nella misura in cui ne abbiamo bisogno, e molti altri, dallo svuotamento. […]».(Giuseppe Pollano, Alla Mensa della Parola). Ecco perché i commenti e le analisi, anche quando sono corretti nell’informare, sono spesso limitati, perché non aiutano a cogliere il centro del problema e, di conseguenza, le vie, o meglio, la Via per affrontarlo. Cordialmente
Marinella
Risponde Il Direttore
Credo che lei, gentile amica, si riferisca ai drammatici fatti avvenuti nella discoteca marchigiana di Corinaldo, e al cinico modo con cui sarebbe stata provocata da un gruppo di giovani. Terribile. Persino annichilente, se non si è capaci di alzare lo sguardo e di approfondirlo. Dunque, la sua conclusione è fondata e stimolante. Proprio per questo, però, non ci esonera dalla nostra fatica e dalla nostra passione di vivere e d’informare, e ci dà il senso del nostro dovere, del nostro limite e della forza della Fonte alla quale andiamo e dalla quale possiamo attingere.

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