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I minorenni invisibili senza fissa dimora all’interno delle città italiane

di Rsalba Miceli

da www.lastampa.it
@Riproduzione Riservata del 31 luglio 2023

Nel 2015 l’Italia ha adottato ufficialmente l’approccio “housing first” che individua nella casa il punto di partenza per i percorsi di inclusione sociale. Tuttavia i nuovi dati dell’Osservatorio sulla povertà educativa #Conibambini sugli under 18 senza casa in Italia (relativi al 2021) pubblicati sul sito dell’impresa sociale Con i Bambini mettono in evidenza una situazione di grande precarietà abitativa che riguarda circa 13.000 minorenni (6027 bambine e ragazze e oltre 6.500 maschi), vulnerabili sotto diversi aspetti: condizioni di salute, dipendenze, esposizione al rischio criminalità, isolamento e marginalizzazione.

«Tendenzialmente nel caso dei minori - viene specificato nel sito dell’impresa sociale - si tratta soprattutto di persone senza fissa dimora (ospiti in strutture di vario tipo) o che vivono in sistemazioni insicure o inadeguate (ricordiamo la piccola Kata, la bambina di cinque anni scomparsa a Firenze il 10 giugno scorso, nell’ex hotel Astor, in cui abitava con la famiglia, ndr), mentre appare più contenuto il fenomeno dei senza tetto (dal momento che ai minorenni viene sempre garantito un alloggio), nonostante il disagio abitativo risulti tra gli ambiti più complicati in termini di reperimento di dati affidabili. Va poi considerato che l’insieme dei “senza casa” non esaurisce la totalità del disagio abitativo.
Non comprende infatti le famiglie che vivono in abitazioni sovraffollate, fatiscenti o a rischio morosità. Così come quelle che abitano in campi attrezzati, in insediamenti abitativi tollerati o spontanei».

Cos’altro sappiamo di loro? Il 38% di questi bambini e ragazzi sono stranieri o apolidi. Quasi la metà degli under 18 senza tetto e senza fissa dimora (44%) si concentra nelle tre maggiori città italiane:
a Roma sono 3.186 (uno su 4 dei bambini e ragazzi senza casa che vivono nel nostro Paese); a Milano sono quasi 1.400;
a Napoli sono circa 1.000.
Seguono Cagliari (281), Foggia (248), Torino (244), Bari (226), Marsala (223).

Cosa prevede il piano di azione “Child Guarantee”? Nel giugno del 2021 una raccomandazione europea ha formalizzato il Piano di azione “Child Guarantee” per tutelare le vulnerabilità sociali dei minori (18 milioni di minori in Ue si trovano in questa condizione). In particolare, agli Stati membri UE è fortemente consigliato di fornire ai bambini bisognosi l’accesso gratuito ed effettivo a una serie di servizi: ad esempio, i servizi educativi e di cura della prima infanzia, le attività in ambito scolastico, l’accesso gratuito alla mensa a scuola per garantire almeno un pasto sano al giorno, i servizi sanitari.

Tali politiche riguardano tutto lo spettro delle vulnerabilità sociali e non solo i senza tetto, per i quali devono essere elaborate azioni mirate. Seguendo i dettami della raccomandazione europea, lo scorso anno il governo ha approvato un piano d’azione per tutelare i minori a rischio povertà ed esclusione sociale. La normativa affida agli attori locali e ai sindaci alcune competenze riferite alla precarietà abitativa, in particolare per le famiglie a rischio sfratto e nei casi di occupazione.

Tuttavia, la forte frammentazione della governance, che vede interessate amministrazioni locali, regionali e nazionali, limita l’attuazione delle misure. Per ovviare a tale inconveniente, il Piano suggerisce la necessità di una collaborazione tra lo Stato, la Conferenza stato-regioni e l’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani). Una risposta coordinata non può che partire dall’analisi dei dati sul fenomeno. In questo senso, appare fondamentale l’impulso del Piano per creare un Osservatorio aggiornato sulla condizione abitativa, realizzato con il sistema informativo del Ministero delle infrastrutture.

Attualmente l’Osservatorio #Conibambini, realizzato da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, fornisce dati e contenuti sul fenomeno in Italia, con l’obiettivo di promuovere un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia e di stimolare i soggetti istituzionali nel prendere decisioni in merito.

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