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Fase 2. Dialogo Viminale-Cei: ecco le disposizioni per i funerali dal 4 maggio

di Vincenzo R. Spagnolo

da www.avvenire.it

@Riproduzione Riservata del 30 aprile 2020

Il ministero dell'Interno risponde alle richieste dei vescovi italiani e invia una circolare ai prefetti sulle misure di sicurezza per celebrare le esequie dal 4 maggio.-

 

Le indicazioni del Viminale sulla celebrazione dei funerali dal 4 maggio

In vista dell'avvio della cosidetta Fase due, che inizierà dal 4 maggio, prosegue il dialogo fra il ministero dell'Interno e la Conferenza episcopale italiana rispetto alla celebrazione delle cerimonie religiose. Un ulteriore passo è stato raggiunto stamani riguardo alle modalità per celebrare in sicurezza i funerali, che potranno avere luogo da lunedì, come anticipato ad Avvenire dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e poi previsto dal governo nell'ultimo Dpcm. Oggi infatti il prefetto Michele di Bari, capo dipartimento Liberta civili e immigrazione del Viminale, ha inviato un'articolata comunicazione, indirizzandola a monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei. Contemporaneamente, è stata inviata una circolare a tutti i prefetti, con allegata la lettera, affinché prendano visione delle nuove disposizioni in vigore dal 4 maggio. Si raccomanda, fra l'altro, che tutti i partecipanti (fino a 15) siano a distanza di un metro, che usino mascherine e guanti, che la cerimonia sia circoscritta nell'edificio di culto o in un luogo aperto, che duri lo stretto necessario e che una volta terminata, i partecipanti si allontanino evitando il rischio di assembramenti. Inoltre, se il funerale dovesse svolgersi in un luogo chiuso (la chiesa), si chiede che esso sia previamente sanificato. E se dovesse contestualmente avere lugo la messa per il defunto, che vengano evitati contatti fisici fra i presenti, come lo scambio del segno della pace.

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Nel documento, che ha la veste di una risposta al "quesito in ordine alla celebrazione della cerimonia funebre a seguito dell’emanazione delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19", si ricorda come "con il recente D.P.C.M. 26 aprile u.s., sono state emanate nuove disposizioni in materia di contenimento dell’epidemia virale da Covid-19, avviando un processo di graduale ripartenza delle attività sospese a seguito della pandemia e riconsiderando alcune delle misure più restrittive finora previste". La tutela della salute pubblica e l’esigenza di non vanificare gli importanti sforzi fin qui compiuti, scrive il Viminale, "ancora nella situazione attuale richiede la limitazione di diversi diritti costituzionali, fra i quali anche l’esercizio della libertà di culto". Poi, nel testo, viene citato "l’articolo 1 comma 1 lett. i" del Dpcm, che prevede come a decorrere dal 4 maggio siano “consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino ad un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Una misura, ricorda il prefetto di Bari, "connessa all’attuazione delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19". Per tale ragione, prosegue, "la celebrazione delle cerimonie funebri deve essere circoscritta esclusivamente in un edificio di culto o in un luogo all’aperto". Poi seguono le raccomandazioni vere e proprie: "Si avrà cura, quindi, che i partecipanti si allontanino quanto prima dal luogo della celebrazione, evitando la formazione di assembramenti ovvero di cortei di accompagnamento al trasporto del feretro". Il Viminale riconosce peraltro come "la forma liturgica della celebrazione rientra nella competenza dell’autorità ecclesiastica, secondo un prudente apprezzamento legato alle diverse situazioni nei vari territori, le tradizioni e le consuetudini locali", ma auspica che si assicuri "che la cerimonia si svolga in un tempo contenuto". In particolare, si legge, "i riti dell’ultima commendatio e della valedictio al defunto, sono rimessi, allo stesso modo, alla competente autorità ecclesiastica, ovviamente da compiersi nel medesimo luogo in cui viene celebrato il rito esequiale".

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