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Estate. Il mare di tutti, anche di chi ha la Sla. Così si riaccende la voglia di vivere

di Luca Cereda 

da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 09 agosto 2022

Patrizia è affetta da sclerosi multipla, grazie all’associazione salentina Sunrise onlus, a distanza di 15 anni dall’ultima volta, è tornata in acqua.-

Patrizia vive a Bari ed è affetta da sclerosi multipla. Il mare lo vede tutti i giorni, ma solo dalla finestra. Grazie all’associazione salentina Sunrise onlus, a distanza di 15 anni dall’ultima volta, è tornata in acqua. Qualche minuto a contatto con le onde e corpo e spirito sono rinati: «Non ci sono parole per descrivere la mia felicità» sono le uniche parole che riesce a pronunciare, ma è l’emozione sul suo viso a dire tutto.

Il mare è di tutti. Volontari di Sunrise in azione con i loro amici - Collaboratori

Se il mare in estate è la meta della vacanza per moltissimi, per le persone con disabilità come Patrizia è quasi sempre inaccessibile. Ma le barriere sono fuori, l’acqua marina per natura apre le sue acque a tutti e può diventare anche terapeuica. Sono proprio questi i due ingredienti alla base del progetto “Mare di tutti” che Sunrise onlus realizza da luglio a settembre al Lido Coiba a San Foca, nel comune pugliese di Melendugno: «Facciamo una cosa molto semplice, portiamo in spiaggia le persone con disabilità e patologie neurologiche. Stando insieme agli altri, a tutti gli altri, dai bambini che giocano agli adulti che leggono sotto l’ombrellone, tutti quanti superano le barriere culturali che ancora oggi imponiamo culturalmente e socialmente ai disabili. Ostacoli che solo in rarissime eccezioni le persone con Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, con sclerosi multipla o con patologie neurologiche sanno di poter superare» spiega la presidente dell’associazione Maria De Giovanni, affetta lei stessa da sclerosi multipla.

Il progetto è iniziato gratuitamente cinque anni fa per alcune decine di persone, «ma è rimasto gratuito anche lo scorso anno, quando abbiamo avuto gente che arrivava da Roma, Torino e Milano per un totale di 500 partecipanti» aggiunge De Giovanni. "Mare di tutti" affronta la sfida dell’inclusione sociale portando persone con disabilità in acqua, ma ricorre alle onde salate dell’Adriatico anche per curare le patologie: «Da luogo “proibito” e irraggiungibile il mare è diventato lo spazio accogliente per la talassoterapia, che consiste in una fisioterapia effettuata direttamente in acqua, con il supporto di attrezzature specifiche per persone disabili e l’assistenza di fisiatri, fisioterapisti, cardiologi, psicologi, infermieri e volontari che si sono formati nell’approccio e nella gestione delle malattie neurologiche» spiega la presidente di Sunrise.

Questa esperienza è attiva sei giorni su sette nel lido di San Foca che è stato negli anni appositamente attrezzato con passerelle che arrivano fino al mare e carrozzine sulle quali sono state montate ruote in plastica per facilitarne lo scorrimento sul bagnasciuga e il galleggiamento in acqua. «Per diffondere questo messaggio inclusivo e queste pratiche terapeutiche, da fine luglio fino a settembre una volta alla settimana portiamo "Mare di tutti" in una diversa spiaggia del Salento, che viene opportunamente preparata per essere senza barriere per chiunque», racconta Maria De Giovanni che per questo progetto ha ricevuto l’encomio dal ministero della Salute e dal presidente della Repubblica è stata insignita del titolo di Ufficiale della Repubblica «per la sua instancabile attività di volontariato».

Il giorno prescelto per il "Mare di tutti (versione itinerante)" è il sabato e il pulmino dell’associazione passa a prendere chi non può spostarsi in autonomia: come Maurizio, che è stato il primo paziente delle nuove tappe itineranti al lido salentino di San Cataldo: «Veniamo da due anni di “isolamento nell’isolamento” per via delle le maggiori limitazioni subite in conseguenza della pandemia da chi come me ha la sclerosi o patologie neurologiche limitanti. Una situazione che però conoscevo già da 35 anni: tanto è passato dall’ultima volta che sono entrato in mare, nonostante ci viva a pochi metri. Essere di nuovo immerso nell’acqua è una sensazione che fa bene al mio corpo e alla mia anima e mi sento come tutti gli altri, parte di questo mare, che – conclude Maurizio – con la sua immensità, ci ricorda che può essere di tutti, senza barriere».

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