logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
7

Diocesi di Tortona: Si apre il cammino sinodale in diocesi

di Daniela Catalano
da www.diocesitortona.it
@Riproduzione Riservata del 04 febbraio 2022

Il 30 gennaio l’Eucaristia in cattedrale con i rappresentanti dei Vicariati 

TORTONA - «Chiesa di Dio, popolo in festa, canta di gioia: il Signore è con te! Dio ti ha scelto, nel suo amore ti vuole con sé: spargi nel mondo il suo vangelo, semi di pace e di bontà». Sulle note di questo canto, domenica 30 gennaio, alle ore 15.30, è iniziata la solenne Eucaristia di apertura del Sinodo nella Diocesi.
Mons. Guido Marini e i concelebranti, nella processione di ingresso, hanno attraversato il duomo che ospitava i numerosi rappresentanti giunti da tutte le comunità diocesane, per partecipare a questo importante momento della Chiesa di San Marziano e «per incontrare il Signore e con Lui dare inizio ufficiale al cammino sinodale».
La fase diocesana, che si concluderà in aprile, è una «consultazione del popolo di Dio», di ascolto “dal basso”, come indicato dalla costituzione apostolica Episcopalis communio di Papa Francesco. Con questa convocazione, il Pontefice invita a interrogarsi sulla sinodalità, tema decisivo per la vita e la missione della Chiesa.

Sinodo, infatti, come ha precisato il vescovo all’inizio dell’omelia, significa «insieme sulla via» cioè essere insieme a Cristo e «rimanere in ascolto dello Spirito per compiere un itinerario che ci conduce al Padre». Si può vivere bene il Sinodo nella misura in cui «restiamo fedelmente sulla via che è Cristo, ascoltiamo lo Spirito Santo che Lui incessantemente ci dona, e progrediamo verso il Padre che ci attende».
Ad aprire il cammino è stata la celebrazione eucaristica, che come ha ribadito Mons. Marini «è la radice di una vera esperienza sinodale e, nello stesso tempo ne è l’espressione più bella, più profonda, più vera».

Perché noi «non possiamo vivere il Sinodo senza l’Eucaristia», in essa c’è «la sua identità, il suo fine, la sua verità». Il presule ha spiegato che, durante il percorso, ci sarà la possibilità di lavorare in comunione, mettendosi in ascolto e rendendosi operativi; sarà creata, infatti, una commissione a livello diocesano che si riunirà per la prima volta il 7 febbraio e che terrà i contatti con i singoli Vicariati, dove si costituiranno intorno ai sacerdoti e ad alcuni referenti laici delle équipe che a loro volta saranno chiamate ad animare il cammino sinodale nelle variegate realtà della Chiesa tortonese.

«Il cammino sinodale – ha detto – si presenta a noi con aspetti peculiari che vivremo, accogliendoli con gioia, prontezza e partecipazione sincera. Senza perdere di vista il cuore e il centro.

Su quella via che è Cristo, noi siamo e saremo in ascolto dello Spirito Santo» che indicherà almeno tre direzioni, già contenute nelle letture proclamate domenica scorsa.

La prima è renderci sempre più appassionati di Cristo, nell’esperienza di fede e nelle comunità, la seconda è il dono della carità di cui parla l’apostolo Paolo, che «investe le nostre vite e ci rende capaci di un amore nuovo, splendido, bellissimo» e la terza è diventare come Geremia: «profeti in questo mondo, annunciatori e testimoni della salvezza».
Il desiderio all’inizio del cammino sinodale è che «la Chiesa di Tortona possa essere una realtà nella quale si ama Dio con tutta l’anima e si amano gli uomini con la stessa carità del cuore di Cristo». Prima di impartire la solenne benedizione, Mons. Guido ha rivolto un saluto affettuoso al vicario generale mons. Mario Bonati, ai vicari episcopali e foranei, ai sacerdoti, ai diaconi, ai ministranti e alla corale, che ha visto uniti i coristi della cattedrale e quelli del santuario della Guardia, in segno di comunione.

Ha esortato tutti i fedeli a ripartire «con grande gioia nel cuore e con rinnovato e entusiasmo perché è bello essere del Signore, vivere nella Chiesa e, in comunione profonda tra di noi, portare Dio in un mondo che ne è assetato».

I fedeli hanno fatto ritorno alle loro case con la convinzione nel cuore che il cammino sinodale «possa essere davvero nutrito da questa gioia e da questa gratitudine».

Top