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Diocesi di Milano: Con l’oratorio tutti al museo

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da www.diocesidimilano.it
@Riproduzione Riservata del 08 aprile 2024

Sono 8000 i bambini, e le rispettive famiglie, che riceveranno un abbonamento annuale gratuito valido in 249 musei tra Lombardia e Valle d'Aosta. Don Stefano Guidi (Odl) illustra il progetto «Un, due, tre...Musei!», nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia, Associazione Abbonamento Musei e Oratori diocesi lombarde.-

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Un abbonamento gratis a tutti i musei della Lombardia e della Valle d’Aosta. È il regalo che riceveranno 8000 bambini che frequentano gli oratori, e le rispettive famiglie, grazie al progetto «Un, due, tre…Musei!», nato dalla collaborazione tra Regione LombardiaAssociazione Abbonamento Musei e Oratori diocesi lombarde (Odl). L’iniziativa è stata possibile grazie allo stanziamento di 200 mila euro da parte della Regione e al contributo di Fondazione Cariplo, che ha offerto altri 100 mila euro.

La tessera gratuita sarà annuale per i bambini, mentre quella dell’accompagnatore adulto avrà validità bi-mensile, con la possibilità di estenderla a un anno a prezzo agevolato. Inoltre, ogni famiglia aderente al progetto avrà l’opportunità di godere di uno sconto sull’acquisto di ulteriori tessere. Le agevolazioni saranno valide nei 249 musei di Lombardia e Valle d’Aosta che aderiscono al circuito Abbonamento Musei. Dalla Pinacoteca di Brera, al museo della carta di Toscolano Maderno (Bs), dal Museo diocesano Carlo Maria Martini di Milano a Villa Monastero a Varenna, da Palazzo Te a Mantova al Forte di Bard in Val d’Aosta. Sono numerosi i luoghi della bellezza, grandi e piccoli, che apriranno le loro porte ai bambini tra i 6 e i 13 anni. Una fascia d’età nella quale sono ancora curiosi e ben disposti verso le attività in famiglia, dunque perfetta per incentivare l’amore per la cultura, soprattutto nei contesti più svantaggiati.

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Non stiamo infatti parlando solo di ingressi gratuiti ai musei: il progetto, che si svilupperà da aprile a fine dicembre 2024, prevede anche un palinsesto di eventi, laboratori e visite guidate, sempre gratuiti, pensati ad hoc per i bambini.

Sarano gli oratori a farsi da tramite per comunicare l’iniziativa alle proprie comunità e a fornire le indicazioni per le adesioni. È una collaborazione, quella con Odl, che riconosce il ruolo centrale che gli oratori hanno nella nostra Regione, anche per quanto riguarda la cultura: per la loro capillarità (i 2300 oratori lombardi costituiscono il 40% di quelli italiani) e per la preziosissima funzione di socialità e inclusione che svolgono sui territori.

Don Guidi: «Un progetto ambizioso»

Don Stefano Guidi, coordinatore di Odl e direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi), ha commentato così l’iniziativa: «La dimensione culturale è indispensabile nel cammino di crescita dei ragazzi e degli adolescenti, per questo gli oratori della Lombardia collaborano volentieri con tutte le Istituzioni culturali ed educative che promuovono questa visione. Nello specifico, si tratta di un progetto molto ambizioso, che non punta solo a regalare biglietti scontati, ma a favorire una fruizione collettiva della cultura. Il contributo specifico degli oratori a questa iniziativa sta proprio nella nostra capacità di fare comunità. La speranza è di creare una sorta di “comunità culturale”, cioè gruppi di persone che si incontrano e cominciano ad avere un rapporto di frequentazione duraturo nel tempo, un rapporto quasi di quotidianità, con i musei della propria zona, che sono i custodi della storia di quel territorio».

Un’azione che diventa importante soprattutto nei contesti sociali più difficili, ai quali la diocesi ambrosiana da diverso tempo sta dedicando un’attenzione particolare con il progetto «Oratorio e periferie»: «Il nostro focus sui cosiddetti “oratori di periferia” riconosce un bisogno forte di attenzione soprattutto verso quei ragazzi e quegli adolescenti che purtroppo si trovano a vivere in condizioni sociali svantaggiate. Bisogna dare loro la possibilità di esprimere la loro umanità e la loro personalità e aiutarli a leggere il proprio vissuto, anche grazie agli strumenti che la cultura mette a loro disposizione».

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