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Dermatite da pannolino: come riconoscerla e cosa fare

di Irene Campagna , medico e comunicatrice scientifica

da www.uppa.it
@Riproduzione Riservata

È un disturbo molto frequente tra i bambini, tanto che ne soffre oltre il 50% dei piccoli tra i 4 e i 15 mesi. Alcune raccomandazioni permettono di riconoscere facilmente i sintomi, di trattare adeguatamente l’infiammazione e, in alcuni casi, di prevenirla.-

Mentre cambia il pannolino a Elena, la mamma nota che la pelle della piccola è arrossata. Preoccupata, chiama il pediatra, che subito la rassicura: «Si tratta di una dermatite da pannolino. Ecco cosa fare…». 

Questa condizione, nella maggior parte dei casi facilmente risolvibile, può, se trascurata, complicarsi. Per questo è importante riconoscere la dermatite da pannolino, curarla e prevenirla. 
Come curare la dermatite da pannolino? Esistono dei rimedi efficaci? È possibile prevenire il disturbo? Rispondiamo a tutte le domande dei genitori su questo sfogo così comune tra i più piccoli.

Cos’è la dermatite da pannolino e perché viene

Cos’è la dermatite da pannolino? Si tratta di un’infiammazione che, com’è facile intuire, riguarda l’area del corpo del bambino coperta dal pannolino. È molto frequente, tanto che ne soffre oltre il 50% dei piccoli tra i 4 e i 15 mesi. Quando viene la dermatite da pannolino la cute a livello dell’inguine, dei genitali e dei glutei  può apparire: arrossata, con piccole papule, aree desquamate o erose. L’eritema può essere esteso a tutta la zona o manifestarsi a chiazze. Nei casi più gravi possono presentarsi anche vescicole e piaghe, molto dolorose.

Perché viene la dermatite da pannolino? Le cause possono essere diverse: nella maggior parte dei casi si parla di dermatite “da contatto”, ovvero di un’infiammazione dovuta a determinate sostanze contenute nell’urina e/o nelle feci che irritano la pelle. L’umidità e la frizione generata dal pannolino portano alla macerazione della cute, rendendo quest’ultima più vulnerabile alla penetrazione di microrganismi e sostanze irritanti. 

Altre cause della dermatite da pannolino possono essere l’infezione da candida, che è un fungo, o, molto raramente la dermatite seborroica, una condizione comune che generalmente si manifesta  in altre aree del corpo. In rarissimi  casi la dermatite da pannolino può essere un segno di psoriasi.  

Meno frequentemente la dermatite da pannolino può essere causata da infezioni batteriche o da reazioni allergiche a sostanze contenute nei pannolini usa e getta, oppure ai detergenti utilizzati per lavare i pannolini lavabili

Quali sono i sintomi della dermatite da pannolino?

Come riconoscere la dermatite da pannolino? Va specificato che, a seconda della causa scatenante, le caratteristiche della dermatite da pannolino possono essere diverse. 

Se la causa è una dermatite da contatto, la pelle nella zona del pannolino, irritata dalle feci e dall’urina, apparirà rossa e lucida. Le pieghe cutanee, invece, in genere non sono arrossate.

Se la causa è la candida, la pelle assumerà un colore rosso scuro con chiazze anche al di fuori dell’area del pannolino, in particolar modo nelle pieghe delle cosce, dei glutei o nelle zone dell’inguine e dell’ano; in genere intorno alle zone arrossate sono presenti anche piccole papule e pustole. Il bambino potrebbe avere una candidosi anche a livello della bocca, che si manifesta come una patina bianca (mughetto) che riveste la mucosa delle guance, della lingua e/o del palato. 

La dermatite seborroica si presenta in genere nel primo mese di vita con chiazze rosse e giallastre, presenti sulle pieghe ma anche su faccia, nuca e collo. 

Tra i sintomi della dermatite da pannolino dovuta a psoriasi, invece, troviamo l’arrossamento e l’aspetto lucido della pelle nelle pieghe (le squame caratteristiche della psoriasi sono invece assenti). Spesso anche l’ombelico è interessato dal rossore e sulle unghie si possono osservare delle alterazioni, ovvero la formazione di piccole depressioni puntiformi sulla superficie. 

La dermatite allergica da contatto si manifesta con arrossamento, gonfiore e comparsa di piccole vescicole o di aree umide sulle regioni laterali dei glutei e delle anche. A scatenare la reazione allergica possono essere sostanze come gomme, tinture o resine utilizzate nella fabbricazione dei pannolini monouso ma anche i prodotti applicati sulla cute. 

Le infezioni batteriche da Staphylococcus aureus si manifestano con piccole papule e pustole ma possono degenerare con la formazione di bolle e vescicole che possono rompersi. L’infezione da Streptococcus pyogenes si presenta invece con un eritema rosso vivo e macerazione della cute nelle pieghe. 

Abbiamo dunque compreso che i sintomi della dermatite da pannolino possono essere molto diversi, quindi  per riconoscere la causa è bene che i genitori si rivolgano al pediatra.

Come si cura la dermatite da pannolino?

Quali sono i rimedi per la dermatite da pannolino? A seconda dei sintomi e della loro gravità, delle  condizioni generali di salute e delle cause scatenanti, il trattamento può essere diverso. In generale la cura della dermatite da pannolino si basa sulla guarigione della pelle irritata e sulla prevenzione di nuovi episodi. Per fare ciò è importante:

  • una buona igiene, che comprende il cambio frequente di pannolini molto assorbenti, per mantenere la pelle asciutta;
  • lavare ripetutamente la zona con acqua tiepida e, se necessario, con detergenti delicati;
  • tenere il bambino per alcune ore al giorno senza pannolino;
  • solo se strettamente necessario, utilizzare salviette, che comunque non devono contenere  sapone, oli essenziali o profumi; 
  • evitare rimedi “fai da te” per la dermatite da pannolino, come  bicarbonato di sodio o amido di mais, che potrebbero irritare ulteriormente la pelle.

Se i sintomi non migliorano dopo due-tre giorni, se peggiorano o se compaiono piccole pustole o vescicole, è bene  contattare il pediatra. Il rischio, infatti, è che possano sovrapporsi infezioni batteriche o fungine, rischio che è maggiore per i bambini che soffrono di dermatite atopica.

Ma esistono creme per la dermatite da pannolino? Quali mettere, in caso? Sono consigliate creme emollienti, per esempio a base di ossido di zinco o di vaselina. Queste creme, utili per il trattamento, non hanno una funzione preventiva; non è quindi necessario applicarle a ogni cambio se il bambino non ha la cute arrossata. In caso di candida è opportuno utilizzare delle creme antifungine, in caso di infezioni batteriche, invece, delle creme antibiotiche.

Nelle forme più gravi possono essere necessarie delle pomate a base di corticosteroidi, da utilizzare solo ed esclusivamente su raccomandazione del medico. Va detto che se da un lato queste creme riducono l’infiammazione, dall’altro non risolvono la causa scatenante, e la dermatite tenderà dunque a ripresentarsi una volta interrotto l’utilizzo. L’applicazione di cortisone aumenta inoltre il rischio di sovrainfezioni batteriche e fungine.

Si può prevenire la dermatite da pannolino?

La dermatite da pannolino è un disturbo molto frequente tra i bambini piccoli, ma alcuni fattori possono certamente favorirne la comparsa. In particolare:

Anche cambiamenti nell’alimentazione, con una conseguente variazione del pH delle feci, possono influire in tal senso. L’allattamento al seno invece è un fattore protettivo.

Per prevenire la dermatite da pannolino è importante:

  • mantenere la pelle sotto il pannolino pulita e asciutta;
  • cambiare spesso il pannolino;
  • lasciare il bambino senza pannolino quando possibile;
  • pulire la zona con acqua tiepida  e, eventualmente, con saponi a pH neutro;
  • evitare salviette profumate o contenenti alcol e detergenti aggressivi.

Per quanto riguarda il tipo di pannolino, se da un lato è vero che i bambini che utilizzano i pannolini lavabili hanno meno frequentemente la dermatite da pannolino, occorre precisare che il fattore determinante è comunque la frequenza nei cambiamenti. Il pannolino, infine, va allacciato non troppo stretto, soprattutto durante la notte, in modo che la cute non sfreghi sul pannolino bagnato o sporco.

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