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Cyberbullismo, in Piemonte arrivano quattro ambulatori per assistere vittime e aguzzini

nella foto: Carolina Picchio, morta suicida a 14 anni dopo le persecuzioni sul web

di Mariachiara Giacosa

Finanziati dalla Regione, apriranno a Torino, Alessandria, Cuneo e Novara, dove la quattordicenne Carolina Picchio morì suicida dopo le persecuzioni online.-

Dopo il "patentino" per l'uso responsabile dello smartphone in funzione anti-bulli, in Piemonte arrivano i centri per la cura del bullismo e del cyberbullismo. Si tratta di quattro ambulatori specializzati nella gestione dei disturbi sia delle vittime, sia dei loro aguzzini, da aprire a Torino, Alessandria, Cuneo e Novara, che avrà il coordinamento della rete regionale grazie all'esperienza maturata dopo la tragica morte di Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo in Italia, morta suicida a 14 anni nel 2013: per i bulli che l'avevano perseguitata, spingendola al suicidio, è stata dichiarata dieci giorni fa l'estinzione del reato dopo la messa alla prova. "A Novara -  sottolinea il consigliere regionale Domenico Rossi, del Pd - purtroppo abbiamo avuto la prima vittima di cyberbullismo nel nostro Paese, ma quel tragico episodio, come ricorda spesso il padre Paolo, ha generato tanti percorsi positivi per il sostegno, formazione ed educazione rivolti ai ragazzi".

Il progetto è finanziato dalla Regione con 100mila euro all'interno dei programmi operativi previsti dalla legge contro il cyberbullismo e prevede l'apertura di strutture che dovranno individuare, anche sulla scia delle sperimentazioni nazionali, percorsi di sostegno e cura specifici attraverso équipe multidisciplinari sia per le vittime sia per i bulli. All'Azienda ospedaliera Maggiore della Carità e all'Asl Novara spetterà il compito di gestire le risorse e organizzare la rete di cura piemontese. "Questo primo stanziamento - conclude Rossi - sarà importante per condividere buone prassi, procedere con la formazione del personale, predisporre protocolli condivisi e cominciare un lavoro di coordinamento fondamentale per offrire risposte all'altezza delle problematiche che manifestano vittime e bulli. Accanto ai centri di cura occorre mettere a sistema il progetto sul patentino regionale per l'uso consapevole degli smartphone, la cui sperimentazione, avviata con successo nel Vco, si sta estendendo in altre province piemontesi".

da www.torino.repubblica.it

@Riproduzione Riservata del 28 dicembre 2018

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