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COME POSSONO DEI GENITORI USURAI INSEGNARE IL “MESTIERE” AI FIGLI?

di Don Antonio Mazzi
da www.exodus.it
@Riproduzione Riservata del 06 giugno 2022

Davanti a certe storie occorre fare l’impossibile perché l’educazione, la speranza e l’onestà vincano: l’agghiacciante caso a Roma, nel quartiere monteverde

Parlare di usura, di mafia, di droga, di bullismo e diventata cosa quasi normale. Leggiamo, sentiamo lo stomaco rovesciarsi, facciamo commenti già scontati e speriamo che le cose cambino. Tutto questo quando parliamo in generale. Se però, scendiamo ai particolari le paure si fanno più pesanti e struggenti. L’esempio del recente caso assurdo, insensato, impensabile di due genitori a Roma che stanno addestrando tre figli, di 7,10, e 12 anni a fare gli usurai come mestiere va oltre ogni limite. Di solito, pensiamo, che siano i ragazzi a fare cose irregolari, e quasi sempre contro il volere dei genitori. Ma in questo caso sentire i ragazzi dire “papà ha detto che dobbiamo imparare il lavoro suo”, ci fa impazzire.

Immaginare genitori di questo genere e leggere passo passo, con quale impegno insegnano i particolari, nonostante ne sentiamo di tutti i colori, facciamo fatica a crederlo. “Dovete imparare – dice la mamma – perché se voi capite il lavoro di papà, quando sarete un po’ più grandi, che magari il papà ha la febbre o che papà si può fidare di voi, siete in grado di fare il suo lavoro, capito?”. Genitori di questo genere, che hanno succhiato soldi almeno a 23 vittime accertate, da gestori di bar, a fornai, a infermiere, al titolare di una stamperia della zona di Monteverde, fanno rabbrividire.

E i tre ragazzi? Cosa sarà di loro, se già a 12 anni chiedono a papà quanto ha “portato a casa” e lo vogliono addirittura verificare? “Papà te li posso contare io i soldi?” una frase così ti congela, mette dentro al cuore almeno per chi come me lavora con gli adolescenti, lo spavento e insieme la rabbia più profonda. Ecco perché all’inizio dicevo che leggere di tutto ci costa poco, ma scendere nei particolari di alcuni casi credo che anche persone dalla coscienza impietrita, resterebbero disorientate.

Arrivati a questo punto è sufficiente tremare, piangere? No! Occorre ancora fare l’impossibile perché l’educazione, la speranza e l’onestà vinca. Dobbiamo allargare l’anima e fare spazio agli esempi, alle testimonianze, alle idee e alle vere emozioni.

Diventare genitori significa nascere noi per la seconda volta e far diventare consapevoli dei sentimenti i nostri figli adolescenti.

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