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Celebrazioni. Perdonanza celestiniana, l'Aquila città di misericordia

di Claudio Tracanna, L’Aquila    
da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 24 agosto 2019
Ieri sera l’accensione del bracere davanti alla Basilica di Collemaggio. Il 28 l’apertura della Porta Santa con Bertello. La bolla del 1294.-
Il capoluogo d’Abruzzo, da più di settecento anni, celebra annualmente l’indulgenza della "Perdonanza celestiniana", eredità lasciata dal santo pontefice Celestino V che, con la bolla Inter sanctorum solemnia, indisse quella che, a buon diritto, è considerata la vera anticipazione del primo Giubileo della storia del 1300. Ieri sera, con l’accensione del grande braciere dinanzi la Basilica di santa Maria di Collemaggio, custode delle spoglie di san Pietro Celestino, si è dato il via alle manifestazioni che faranno da contorno al giubileo aquilano che avrà inizio il prossimo 28 agosto, primi vespri della solennità del martirio di san Giovanni Battista.
Proprio il 28 sarà il cardinale Giuseppe Bertello, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato Vaticano, a colpire per tre volte, con un bastone di legno d’ulivo del Getsemani, la Porta Santa della Basilica aquilana e dare così il via, con la celebrazione eucaristica, al giubileo celestiniano. Ad introdurre spiritualmente fedeli e pellegrini alla celebrazione della misericordia e del perdono, sarà il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, che oggi alle 18, a Collemaggio, terrà una conferenza al termine del biennio mariano indetto dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, su «La sua misericordia di generazione in generazione - il Magnificat di Maria, uno sguardo nuovo su Dio e sul mondo».
Da domani fino al 27 agosto, vigilia della Perdonanza, nel centro cittadino che lentamente vede la sua rinascita dopo il sisma del 2009, sarà collocata la Tenda del Perdono dove, oltre l’Adorazione eucaristica, vi saranno sacerdoti per la confessione e religiosi e religiose per colloqui spirituali. Dopo la solenne celebrazione di apertura del 28 agosto, per tutta la notte e fino ai vespri del 29 agosto i fedeli potranno confessarsi con i numerosi sacerdoti che, a turno, si succederanno nei confessionali della Basilica. I giovani saranno i protagonisti della grande veglia che animerà la Basilica dalle 22 a mezzanotte e mezza quando inizierà, per finire all’alba, la lettura continua di alcuni passi della Bibbia sul tema della rinascita e della misericordia. I vescovi di Abruzzo e Molise si succederanno nella celebrazione delle Messe dedicate ai giovani, ai malati, alle famiglie, ai lavoratori e ad altre categorie di persone fino ai vespri del 29 agosto quando terminerà l’indulgenza della Perdonanza.
A chiudere la Porta Santa di Collemaggio sarà l’arcivescovo del capoluogo abruzzese, il cardinale Giuseppe Petrocchi, che ieri sera, durante la cerimonia di apertura del giubileo aquilano, ha voluto ricordare il decimo anniversario del sisma che ha colpito la città, invitando tutti a mettersi alla scuola di Celestino: «Per ricostruire bene occorre promuovere la cultura della convergenza solidale e della condivisione, che presuppongono la logica del perdono e la disponibilità a progettare un futuro fraterno, abitato dall’amicizia e dalla speranza. Bisogna aprire i "cantieri della concordia" – ha proseguito il porporato – sostenuti da coraggiose e perseveranti idealità: religiose, politiche e culturali. Una ricostruzione "sana" e destinata a diventare sempre più feconda, richiede forti "anticorpi" etici; capacità di coesione, lungimiranti e produttive; e grandi energie, profetiche e creative. Per questo – ha detto in conclusione Petrocchi – l’anima della Perdonanza è anche l’anima della ricostruzione».

La storia

La «Inter sanctorum solemnia», nota anche come Bolla del Perdono, è la bolla emessa da papa Celestino V il 29 settembre 1294, con cui si concedeva l’indulgenza plenaria a tutti coloro che, pentiti dei propri peccati, si fossero recati nella Basilica di Collemaggio all’Aquila. Un evento storico che determinò un fenomeno di coinvolgimento popolare. Il successore, Bonifacio VIII, fu il primo Papa a indire il Giubileo nella storia della Chiesa, riprendendo lo spirito della Perdonanza aquilana.
 

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