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Cei. L'abbraccio di Zuppi e Baturi ai bambini di Kharkiv

di Mimmo Muolo

da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 21 febbraio 2024

Undici orfani di guerra sono stati ricevuti ieri nella Sala del Consiglio permanente. Sorrisi e scambio di doni. Il cardinale: «Impegno continuo per i ricongiungimenti familiari» .

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I bambini di Kharkiv ricevuti da Zuppi e Baturi alla Cei - Foto Muolo

Sorridono, si guardano intorno. Un po' intimiditi all'inizio, ma curiosi, con gli occhietti vispi, e via via sempre più a loro agio. Anche perché a sciogliere del tutto il ghiaccio ci pensa il cardinale Matteo Zuppi, stringendo le loro mani, abbracciandoli, carezzando i capelli biondo cenere. E facendosi suggerire come si dice "buongiorno" in ucraino - dobridem - parola che ripete con accento che deve suonare loro strano, tanto che molti scoppiano a ridere. Undici bambini in tutto, dieci femminucce e un maschietto, tra i sette e i dodici anni, provenienti dall'orfanotrofio di Kharkiv, a otto chilometri dal confine russo. Piccoli che hanno perduto, a causa della guerra, entrambi i genitori e vivono adesso insieme a un a ottantina altri coetanei praticamente in un bunker, perché la loro zona è continuamente sottoposta ai combattimenti.

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L'incontro nella sala del Consiglio Permanente - Foto Muolo

Sono arrivati in Italia il 6 febbraio scorso, ripartiranno il 25 e in questi venti giorni hanno girato tra varie località alla ricerca di un periodo di serenità. «I primi tempi erano tristi, gli occhi spenti, le espressioni immobili - racconta la giornalista Claudia Conte, che li accompagna -. Ora hanno ritrovato il sorriso e un briciolo di gioia». Lo conferma anche un altro volontario accompagnatore: «I primi giorni a Ivrea, quando passavano sulla casa dove erano ospitati gli arei diretti all'aeroporto di Caselle, avevano paura e faticavamo a fargli comprendere che non c'era nulla da temere».

Il cambio di umore lo si è visto anche nella tappa odierna nella sede della Cei, seguita a quelle del Carnevale di Ivrea, alla partitella a Coverciano con la nazionale italiana femminile di calcio e alla visita al Senato, dove sono stati salutati dal presidente Ignazio La Russa. Prima del ritorno a Kharkiv li attende ancora una puntata al Carnevale di Viareggio. A Circonvallazione Aurelia 50, nel palazzo della Conferenza Episcopale Italiana, sono stati ricevuti dal cardinale presidente e dal segretario generale, l'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi. Un incontro festoso e affettuoso culminato in uno scambio di doni: una colomba in terracotta, fatta dagli stessi bambini, per Zuppi. E un sacchetto di cioccolatini per ognuno di loro. Il tutto nel "salotto buono" della Cei, l’aula del Consiglio permanente, con i piccoli a occupare i posti solitamente riservati a cardinali e vescovi. Insieme con loro i volontari della Protezione civile, i rappresentanti dell’associazione “La memoria viva” presieduta da Roberto Faletti (che ha organizzato finora 45 viaggi umanitari in Ucraina e favorito anche il loro arrivo in Italia) e le due direttrici dell’orfanotrofio di Kharkiv, Irina Risko e Zoe Kis.

«Siamo felici di accogliervi - ha detto il presidente della Cei -. Tra pochi giorni saranno due anni dall’inizio della guerra, una ricorrenza che ci spinge ancora di più a fare tutto ciò che si può per la pace. Non possiamo abituarci e rassegnarci al conflitto. Vedere questi bambini ci fa capire l'orrore che hanno vissuto e il diritto che hanno di guardare al futuro e di capire che il mondo è anche fatto di persone che che si vogliono bene». Il porporato ha quindi auspicato che la prossima estate molti più bambini ucraini possano venire in Italia a trascorrere le vacanze. E in questo senso si sta già lavorando con il governo ucraino, tramite gli ambasciatori, il nunzio a Kiev e la Caritas per i necessari accordi. Zuppi, poi, parlando con Avvenire e Tv2000, ha confermato che continuano i ricongiungimenti familiari per i quali aveva lavorato durante la sua missione dello scorso anno nelle capitali russa e ucraina. «I nunzi a Kiev e a Mosca sono molto attivi in questo senso e sono in contatto tra loro. Quindi cerchiamo di facilitare il più possibile il ritorno dei bambini ucraini alle loro famiglie. E di fare ogni cosa per avvicinare la pace». «Ogni giorno che passa - ha aggiunto Zuppi - ci sono tanti orfani in più, bambini la cui vita sarà segnata per sempre. Anche per questo credo debba esserci l'impegno di tutti perché il sogno della pace si avvicini».

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Un momento dell'incontro alla Cei - Foto Muolo

Alla fine foto ricordo per tutti nel giardino davanti all'ingresso della Cei. Il cardinale mostra gioioso la colomba che i bimbi gli hanno donato. Loro assaggiano già i cioccolatini e sorridono divertiti davanti all'obiettivo. Un sorriso che per qualche giorno scaccia l'orrore.

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