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Battezzati e inviati

di Vittoria Terenzi

Papa Francesco rilancia l’impegno missionario affidandolo non solo ai tanti consacrati e consacrate partiti per terre lontane, ma ad ogni battezzato, con il compito di declinarlo nella vita quotidiana. Nasce così il mese missionario straordinario di ottobre 2019.-        dominican-republic-756942_1280

«Se una persona ama, subito stabilisce delle relazioni: telefona, si incontra, scrive, ha il desiderio di uscire. Tutto quello che si fa per amore crea una relazione fondamentale. La missionarietà, se nasce da una fede che si ama, è relazione». Così spiega il card. Filoni nel breve video all’inizio della conferenza stampa che presenta il mese missionario straordinario indetto da papa Francesco, che si celebrerà nell’ottobre 2019.

In occasione del centenario dalla promulgazione della Lettera apostolica Maximum illud, con la quale Benedetto XV volle dare nuovo slancio alla responsabilità missionaria di annunciare il Vangelo, papa Francesco rilancia l’impegno missionario affidandolo non solo ai tanti consacrati e consacrate partiti per terre lontane, ma ad ogni battezzato, con il compito di declinarlo nella vita quotidiana. «Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo» è il tema del mese, un appello a realizzare la vocazione battesimale dell’annuncio del Vangelo.

A presentare l’iniziativa, nella sala stampa vaticana, il card. Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli; mons. Giampietro Dal Toso, presidente delle Pontificie opere missionarie (Pom) e segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli; p. Fabrizio Meroni, Pime, segretario generale della Pontificia unione missionaria (Pum), direttore del Ciam e direttore dell’Agenzia Fides.

Il card. Filoni ripercorre la storia partendo dalla Maximum illud, scritta in un’epoca di forti nazionalismi. «La Chiesa di Dio è universale, per nulla straniera presso nessun popolo» si legge, invece, nella lettera apostolica che sottolinea come solo l’annuncio del Vangelo e la carità, diffusi con la santità della vita e con le buone opere, debbano essere la ragione della missione. Il missionario cattolico, quindi, è un messo di Cristo, non del proprio Paese.

Anche il Concilio Vaticano II, nel decreto Ad gentes, ribadisce che la Chiesa è per sua natura missionaria e deve essere servizio al Vangelo. Nel corso degli anni, il Magistero dei papi ha continuamente evidenziato la natura missionaria della Chiesa: Paolo VI, nel 1975 scrive Evangelii nuntiandi, l’esortazione apostolica che fu fondamentale per l’applicazione del documentoAd gentesGiovanni Paolo II, con l’enciclica Redemptoris missioribadisce la permanente validità del mandato missionario. Infine, nel 2013, papa Francesco scrive: «Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione» (Evangelii gaudium, 27). L’indizione del mese straordinario, quindi, vuole dare completezza a questo sogno che papa Francesco ha avuto fin dall’inizio del suo pontificato.

«Come vivere questo mese?», chiede mons. Dal Toso. La missione ha diversi modelli: è affidata alle giovani Chiese locali nei diversi continenti ed è anche qui, in Occidente, dove è più che mai necessario portare il Vangelo, l’annuncio di Cristo che salva l’uomo. Ogni battezzato, dunque, è inviato al mondo che Dio guarda con simpatia e vuole salvare.

Lo slancio missionario parte dai media, dai social: la comunicazione del mese straordinario non è un’azione di marketing, ma missionarietà, spiega p. Meroni presentando il sito dedicato, che contiene un video di presentazione e una guida, tradotta in 5 lingue, che sarà distribuita ai vescovi e ai superiori generali di tutto il mondo.

Il logo è quanto mai eloquente: vi è raffigurata la croce che abbraccia il mondo e lo redime. Sulla croce ci sono i tradizionali colori dei continenti. Il mondo è trasparente perché la croce porta a compimento la salvezza del mondo – che è l’oggetto della missione – trasfigurandolo, riempiendolo di luce, facendo sì che esso sia completamente configurato e trasfigurato all’immagine dell’uomo perfetto che è Gesù Cristo. Testimoniare il Vangelo nel proprio stato di vita significa essere missionari, è l’impegno di ogni battezzato che, attraverso la testimonianza personale, la preghiera e l’offerta, può farsi strumento della proposta che Dio vuole fare all’uomo.

da www.cittànuova.it

@Riproduzione Riservata del 01 dicembre 2018

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