logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
23

BASSETTI: TUTELARE MADRI, GIOVANI E FAMIGLIE

di Annachiara Valle 

No a una comunicazione che divide. Il cardinale Bassetti rilancia la sinodalità come metodo e ricorda l'incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo come esempio del lavorare insieme.-

Un esempio di sinodalità, del camminare insieme tanto caro a papa Francesco. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, introducendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, parla dell’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo, «che si svolgerà a Bari nel febbraio del prossimo anno. Promossa dalla Chiesa italiana, sarà un’assise unica nel suo genere tra i vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Un incontro, anche qui, basato sull’ascolto e sul discernimento comunitario, che, valorizzando la sinodalità, si prefigge di compiere un passo verso la promozione di una cultura del dialogo e della pace, per un futuro dell’Italia, dell’Europa, dell’intero bacino mediterraneo».
Il “parlamentino” dei vescovi italiani, riunito a Roma fino al tre aprile, discuterà delle modalità e degli strumenti per una nuova presenza missionaria e si confronteranno sugli orientamenti pastorali della Chiesa italiana – Educare alla vita buona del Vangelo – per il decennio 2010-2020.
All’ordine del giorno anche, dopo il summit sulla protezione dei minori, l’aggiornamento sulle linee guida in materia della Chiesa italiana e la proposta di istituire un Servizio nazionale per la pastorale delle persone con difficoltà.
Il tutto, ha sottolineato il cardinale Bassetti, nel segno della sinodalità «riprendendo la preziosa indicazione, che Papa Francesco ci affidò in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze: “Cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente su tre o quattro priorità”».
E allora, in questa prospettiva di «ascolto, dove ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro», di «volontà di mettersi in sintonia, di accogliersi reciprocamente» i vescovi vogliono lavorare sugli «ambiti di Verona – la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza –» e sulle «vie di Firenze: uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare».
Il metodo, innanzitutto, ci tiene a precisare il presidente della Cei. Richiamando anche la «comunicazione che viene spesso usata per accendere gli animi, screditare e far prevalere le paure, arrivando a identificare nell’altro non un fratello, ma un nemico. Quanta distanza dal dialogo che abbiamo visto in atto in questi giorni con la visita del Santo Padre in Marocco…».
Il cardinale Bassetti si rammarica che ci si divida su tutto, «persino su un tema prioritario come quello della famiglia, sul quale paghiamo un ritardo tanto incredibile quanto ingiusto. Ma come si fa a dimenticare che, anche negli anni più pesanti della crisi, proprio la famiglia ha assicurato la tenuta sociale del Paese? E oggi non è forse ancora la famiglia a rappresentare per tutti la principale opportunità di riscatto?».
Le istituzioni pubbliche, è il suo richiamo, «non possono fare finta che la famiglia sia solo un fatto privato». Il cardinale chiede che si riparta «da un’attenzione reale alla natalità». Dice: «Pendiamoci cura delle mamme lavoratrici, imparando a riconoscere la loro funzione sociale; confrontiamoci con quanto già esiste negli altri Paesi del Continente per assumere in maniera convinta opportune misure economiche e fiscali per quei coniugi che accolgono la vita. Vanno in questa direzione diverse proposte avanzate anche dal Forum delle Associazioni Familiari». E ricorda che «la famiglia è il termometro più sensibile dei cambiamenti sociali: senza venir meno ai principi – visto che la famiglia non è un menù da cui scegliere ciò che si vuole – aiutiamoci a mettere a punto un pensiero sulla famiglia per questo tempo. Chi fosse sinceramente disponibile a questo passo – che è condizione per una società migliore – ci troverà sempre al suo fianco, forti come siamo di una ricca tradizione di cultura della famiglia».
E poi parla dei giovani e del lavoro che deve essere, come è stato detto nella Settimana sociale di Cagliari, «libero, creativo, partecipativo e solidale. Per rendere le persone partecipi della cittadinanza, la via principale rimane quella che sa ricercare con coraggio misure capaci di offrire lavoro e di crearlo». Il presidente della Cei ricorda anche la sfida educativa, posta al centro del cammino del decennio e che, con la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Christus vivit, che Papa Francesco ha firmato a Loreto lo scorso 25 marzo, trova nuovo slancio come «impresa comune da assumere nei luoghi della vita ordinaria dei giovani. La Segreteria generale, in particolare attraverso il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile, è impegnata a rilanciare la riflessione perché il Sinodo recentemente concluso trovi attuazione nelle nostre Chiese». Una impresa che richiede anche il coinvolgimento dei laici rivitalizzando «i Consigli diocesani, quelli presbiterali come quelli pastorali, e gli stessi Consigli parrocchiali: se questi organismi di partecipazione funzionano, comunione e corresponsabilità diventano effettive». All’ordine del giorno anche la riduzione delle diocesi «che più volte ci è stata sollecitata». Tutto per ricollocare il ministero «in un quadro comunitario». Che consenta di affrontare insieme temi anche difficili, come quello degli abusi. «Una delle indicazioni più preziose che mi sono portato via dall’incontro dello scorso mese scorso in Vaticano, dedicato alla tutela dei minori nella Chiesa», dice il cardinale, «rimanda proprio alla necessità che temi come questo siano affrontati insieme. Ne parleremo nel corso dei nostri lavori, alla luce anche dei tre documenti appena pubblicati, con cui il Santo Padre rafforza per la Città del Vaticano e la Curia Romana l’assetto normativo, stabilendo misure concrete con cui far sì che la Chiesa sia sempre più casa sicura per i bambini e le persone vulnerabili».
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 01 aprile 2019

Top