logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
2

«BAMBINI E SOCIAL: NON POSSIAMO FAR FINTA CHE SIA UN GIOCO LECITO»

da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 03 febbraio 2021
È questo l'appello che la Presidente del Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli ha rivolto in una lettera a Carla Garlatti, presidente dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza dopo i recenti drammatici casi di cronaca. Sul numero in edicola da oggi, Famiglia Cristiana ha dedicato al tema un'ampia inchiesta con un'intervista anche ad Alberto Pellai.-

“Gentilissima Presidente, le scrivo perché profondamente preoccupata e turbata rispetto a un caso, che da giorni rimbalza su tutti i media. Purtroppo sempre più spesso la cronaca ci riporta situazioni allarmanti legate al rapporto dei giovanissimi con i social. Ormai questi strumenti sono del tutto fuori controllo, le bambine e i bambini già dalle elementari hanno profili e pagine sui diversi social network, che usano regolarmente ritrovandosi coinvolti in esperienze drammatiche: bullismo, chat con immagini violente e pornografiche, adescamento da parte di adulti e pericolosi giochi con cui rischiano la vita”.

Inizia così la lettera che la Presidente del Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli ha inviato alla Presidente dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti chiedendo un sostegno rispetto alla pericolosa situazione rispetto al rapporto tra minori e social network. “Ne è un esempio la bambina di 10 anni palermitana morta soffocata per aver provato a fare una “challenge” su Tik Tok” prosegue. “A tutto questo si aggiunge una mercificazione e sessualizzazione del corpo e degli atteggiamenti dei minori, diventati ormai piccole star da buttare nella fossa dei leoni da tastiera. Come Presidente del Telefono Rosa, come donna, madre e nonna, non posso restare in silenzio di fronte a un dramma così importante. Una bambina che canta e balla, truccata e vestita in modo succinto, mettendo in atto comportamenti da adulta non è solo di cattivo gusto, ma è lesivo da un punto di vista psicologico e distruttivo per la crescita. Si rende conto dei danni e della confusione che si sta arrecando a una bambina? Benni G, nome utilizzato sui social, ha solo 9 anni ma qualcuno ha deciso di renderla un prodotto da mettere in vetrina. Quello che davvero mi sconvolge e mi lascia disarmata è che nessuno si sta preoccupando che dietro a un video e a una foto c’è molto di più. Si sta rubando l’infanzia di questa bambina senza alcuna sorveglianza e protezione”.

Maria Gabriella Carnieri Moscatelli nella sede del Telefono rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli nella sede del Telefono rosa

E conclude: “Come è possibile che così piccola abbia già dei profili social? Dove sono i controlli e il rispetto? Non basta che a gestire i suoi account ci sia la mano di un adulto, anzi tutto ciò è ancora più terribile. Non possiamo far finta che sia solo un gioco lecito, dobbiamo agire e difendere l’immagine di questa bambina affinché non diventi l’esempio sbagliato da seguire. Le chiedo di visionare con attenzione il caso, mettendo un freno a una situazione che è già degenerata. Non siamo affatto contrarie all’utilizzo dei social, strumenti oggi di condivisione e socialità ma, come Associazione che da oltre 30 anni sostiene le donne e i minori, conosciamo bene i rischi psicologici e la gravità di certi atteggiamenti. Sfruttare l’immagine di una bambina e renderla adulta non è divertimento, ma un reato da non sottovalutare. C’è bisogno di un intervento serio che protegga le bambine e i bambini, siamo noi gli adulti che con coscienza dovremmo difenderli. Spero davvero che lei possa fornirci il suo sostegno e agire tempestivamente. La ringrazio a nome di tutte le volontarie del Telefono Rosa”.

La garante Carla Garlatti, attraverso l’agenzia stampa Ansa, ha rinnovato il suo impegno rispetto al problema, dichiarando l’urgenza di un controllo maggiore da parte dei gestori delle piattaforme riguardo l’età degli utenti e dell’attuazione alle misure previste dalla direttiva europea sui servizi dei media audiovisivi. «Come Associazione, che da oltre 30 anni si occupa di donne e minori, crediamo davvero che sia necessario un piano di azione tempestivo. Per questo ringraziamo la Garante per aver preso posizione, sostenendo la difesa dei minori».

Top