Auguri Leone XIV: il Papa della pace oggi compie 71 anni
di Matteo Liut
da www.avvenire.it
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Nato a Chicago il 14 settembre 1955, Leone XIV celebra il secondo compleanno da Pontefice. Alla vigilia il nuovo appello: il perdono disarma i rancori e apre la strada alla riconciliazione. Gli auguri dalla Cei.-

Leone XIV all'Angelus di ieri, 13 settembre 2016, in piazza San Pietro / VATICAN MEDIA
Settantuno anni e una vita che unisce mondi diversi: gli Stati Uniti dell’infanzia e della formazione, il Perù della missione, Roma e il servizio alla Chiesa universale. Papa Leone XIV compie oggi 71 anni. Nato con il nome di Robert Francis Prevost il 14 settembre 1955 a Chicago, è il primo Pontefice statunitense della storia e celebra il suo secondo compleanno dopo l’elezione a Successore di Pietro, avvenuta l’8 maggio 2025. Attorno a lui si stringono idealmente fedeli e comunità di molti Paesi, con messaggi di auguri e soprattutto con la preghiera. È il compleanno di un Papa che fin dal primo saluto dalla Loggia delle Benedizioni ha indicato nella pace una delle parole decisive del proprio pontificato. Una pace «disarmata e disarmante», affidata non soltanto alla responsabilità di governanti e diplomatici, ma alla coscienza di ciascuno. Per Leone XIV, infatti, la guerra non nasce improvvisamente sui campi di battaglia: comincia quando l’altro viene considerato un nemico, quando il rancore prende il posto del dialogo e quando si rinuncia alla fatica di ricostruire una relazione spezzata.
La sua stessa biografia sembra prepararlo a essere un ponte tra culture e continenti. Agostiniano, nato e cresciuto negli Stati Uniti, ha trascorso una parte decisiva della propria vita in Perù, Paese del quale possiede anche la cittadinanza e dove ha vissuto il proprio ministero tra il 1985 e il 1986 e poi dal 1988 al 1999, prima di tornarvi nel 2014 come pastore della diocesi di Chiclayo. L’esperienza latinoamericana ne ha plasmato uno stile fatto di ascolto, concretezza e vicinanza alle comunità, soprattutto alle persone più povere e fragili. Nel 2023 papa Francesco lo ha chiamato a Roma come prefetto del Dicastero per i vescovi e, pochi mesi dopo, lo ha creato cardinale.
Chicago, il Perù e Roma raccontano le diverse appartenenze che Leone XIV ha imparato a tenere insieme: il Nord e il Sud del continente americano, il governo e la missione, la dimensione universale della Chiesa e la vita quotidiana delle comunità. Anche da questa esperienza nasce probabilmente la sua insistenza sulla necessità di incontrarsi, ascoltarsi e cercare ciò che unisce, senza ignorare le differenze e le ferite. E il richiamo alla pace è risuonato con particolare forza anche ieri, domenica 13 settembre, durante l’Angelus in piazza San Pietro. Commentando la pagina evangelica in cui Gesù invita Pietro a perdonare «fino a settanta volte sette», il Papa ha ricordato che dono e perdono sono alla base dell’esistenza cristiana e rappresentano la regola più autentica della convivenza. «Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace», ha affermato. Non si tratta di un richiamo astratto o consolatorio. Leone XIV ha descritto con chiarezza le conseguenze del perdono negato: nel cuore e nelle relazioni crescono conflitti, accuse, rancori e vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie e possono arrivare a scatenare le guerre. Per questo, ha spiegato, «solo il perdono libera e riporta la luce», anche quando la fragilità umana rende cupo l’orizzonte e incerto il cammino. Il perdono è come un vento capace di spazzare le nubi più fitte e di rendere nuovamente visibile il sole.
Dalla riflessione sulle relazioni personali, lo sguardo del Pontefice si è quindi allargato alle ferite della storia e ai conflitti del presente. Al termine della preghiera mariana, Leone XIV ha ricordato il venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, rinnovando la sua preghiera per quanti persero la vita e per coloro che continuano a portare le ferite di quella tragedia. «In un momento in cui i conflitti e la violenza affliggono tanti nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare affinché il Signore conceda al mondo il dono della pace», ha detto il Papa. La memoria dell’11 settembre, ha aggiunto, deve spingere a rinnovare l’impegno per la pace.
