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Assegno unico figli, da gennaio 2022 le domande: vale anche per gli Isee più alti? Regole e importi

di Redazione Economia
da www.corrieredellasera.it
@Riproduzione Riservata del 30 dicembre 2021

Assegno unico per i figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto attuativo dell’assegno unico e universale per i figli a carico. Il testo ha ricevuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari senza subire modifiche. Da gennaio, quindi, sarà possibile fare domanda per ottenere l’agevolazione e da marzo avranno inizio le erogazioni. Vediamo come funziona il nuovo bonus per i figli, che andrà a tutte le famiglie dal settimo mese di gravidanza del bambino fino ai 21 anni di età.

Assegno universale per i figli: importi diversi in base al reddito

L’assegno unico avrà un valore di 175 euro al mese per i minorenni (dal settimo mese di gravidanza) e di 85 per i maggiorenni tra 18 e 21 anni. Tutto questo purché l’Isee sia sotto i 15 mila euro. Se l’Isee va oltre l’assegno comincia a scendere. Quando l’Isee raggiunge o supera i 40 mila euro l’assegno si assesta rispettivamente a 50 e 25 euro al mese. Questi i parametri fondamentali della misura. L’assegno è potenziato, poi, in alcuni casi: per i figli successivi al secondo (da 85 a 15 euro), per i minorenni non autosufficienti (105 euro), nuclei dove le madri hanno meno di 21 anni, dove il figlio ha una disabilità (95 euro se grave, 85 se media, 80 euro se hanno 18-20 anni), quando entrambi i genitori lavorano (in questo caso il «premio» è di 360 euro l’anno per gli Isee sotto i 15 mila euro).

Cadenza annuale

Lo strumento ha subito delle modifiche rispetto al passato: intanto non è più prevista una soglia sopra la quale non si ha diritto al contributo, ma è appunto «universale». Inoltre, sostituirà altri aiuti finora in vigore a sostegno delle famiglie con figli.
L’assegno unico universale avrà periodicità annuale, da marzo a febbraio. Ogni 12 mesi, a partire da gennaio, si dovrà presentare una domanda all’Inps tramite sito web, call center o grazie all’aiuto dei patronati. L’istituto di previdenza dovrebbe essere pronto già dai primi giorni di gennaio. Se la richiesta sarà presentata entro giugno, saranno erogato anche le mensilità pregresse, ma più tardi l’assegno partirà dal mese successivo alla domanda. Chi percepisce il reddito di cittadinanza non dovrà fare domanda, in quanto l’assegno unico verrà pagato d’ufficio dall’Inps.

Come fare domanda per l’assegno unico

Per richiedere l’aiuto è necessario avere un Isee valido, ma non importa allegarlo alla domanda. Sarà l’Inps a verificarne autonomamente l’esistenza. La procedura, infatti, è piuttosto snella e non richiede di aggiungere nessun tipo di documento. La richiesta verrà presentata da un solo genitore e dovrà solo indicare i dati dei figli e dell’altro genitore, quelli utili al pagamento (di entrambi i genitori in caso di ripartizione a metà dell’importo), sottoscrivere le dichiarazioni di responsabilità e l’assenso al trattamento datiI figli maggiorenni potranno fare domanda in sostituzione dei genitori e chiedere la corresponsione diretta della quota di assegno a loro spettante.

Il simulatore dell’Inps

Sul sito dell’Inps è attiva la «Simulazione importo assegno unico» (a questo link trovate il simulatore Inps per l’assegno unico), un servizio che permette a tutte le famiglie con figli a carico di calcolare l’importo mensile del nuovo sostegno. è accessibile liberamente ed è consultabile da qualunque dispositivo mobile o fisso. Non sono, infatti, richieste credenziali per il suo utilizzo. Per calcolare l’importo dell’assegno teoricamente spettante, occorre inserire alcune semplici informazioni: membri che compongono il nucleo familiare (numero di figli, età anagrafica ed eventuale stato di disabilità), presunto importo dell’Isee e maggiorazione «transitoria» per chi ha un Isee sotto i 25mila euro.
Per ottenere un risultato attendibile, è sempre preferibile far riferimento all’Isee che sarà attestato nel 2022. L’Istituto ribadisce comunque che il risultato del simulatore dell’assegno unico è «solamente indicativo», dal momento che per ottenere la prestazione occorre presentare la domanda e attendere l’esito dell’istruttoria svolta dall’Inps che verifica le autodichiarazioni rese sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati a disposizione dell’Istituto.

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7 milioni di famiglie, 11 milioni di figli

L’assegno unico interessa circa 7 milioni di nuclei familiari a cui corrispondono 9,6 milioni di figli minorenni e 1,4 con più di 18 ma meno di 21 anni. Ma secondo le stime, almeno per il primo anno, è probabile che non tutti gli aventi diritto fruiscano della nuova misura: stando alla relazione tecnica al decreto legislativo, mentre è ipotizzata un’adesione al 100% delle famiglie che già percepivano gli assegni per il nucleo familiare, per quelli che finora non hanno avuto diritto a tale aiuto l’adesione è stimata nel 2022 tra il 65 e l’85% per poi crescere successivamente. Ne consegue che a fronte di una spesa teorica di 18,4 miliardi, quella effettiva nel primo anno dovrebbe essere di 13,9 miliardi.

L’assegno unico «assorbe» altre misure

Il debutto della nuova versione dell’assegno unico coincide con la mancata proroga di altre misure attuate dal governo, a sostegno delle famiglie ancora fino al 31 dicembre, quali gli assegni per il nucleo familiare e quelli per le famiglie con almeno tre minorenni e il premio alla nascita. Con la riforma dell’Irpef, almeno per il 2022, verrà applicato un taglio di 0,8 punti percentuali sui contributi per redditi fino a 35mila euro annui da lavoro dipendente.

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