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Assalto all'infanzia, i diritti dei minori sono sovvertiti

di Luca Volontè

da www.lanuovabq.it
@Riproduzione Riservata del 29 agosto 2021

Si moltiplicano in molti Paesi gli attacchi alla infanzia, dalle politiche pro LGBTI negli Usa, alla criminalizzazione dei genitori in Nuova Zelanda, dalla auto-indentificazione del genere sessuale per i bambini in Scozia, ai matrimoni tra minori ed adulti in Colombia.-

Si moltiplicano in molti Paesi gli attacchi alla infanzia, dalle politiche pro LGBTI negli Usa, alla criminalizzazione dei genitori in Nuova Zelanda, dalla auto-indentificazione del genere sessuale per i bambini in Scozia, ai matrimoni tra minori ed adulti in Colombia. Un vero e proprio assalto all’infanzia da parte di una società ipocrita che fa della tutela dell’interesse del minore il suo slogan.

Diritti dei minori

Nella sua continua promozione dell'agenda radicale LGBTI, l'amministrazione Usa ha pubblicato a fine giugno documento di 2 pagine su come affrontare le molestie anti-LGBTQI+ nelle scuole ("Confronting Anti-LGBTQI+ Harassment in Schools"), nel quale si chiede di punire i bambini di 11 anni che non aderiscono all'agenda LGBTQI. Tra le situazioni che potrebbero essere oggetto di indagine da parte dei Dipartimenti della Giustizia e dell'Educazione, potrebbe esserci questo (esempio incluso nel documento): “Mentre si dirige verso il bagno delle ragazze, una ragazza transgender del liceo [cioè un maschio biologico] viene fermata dal preside che le impedisce di entrare. Il preside dice alla studentessa di usare il bagno dei ragazzi o l'infermeria perché sui registri scolastici è identificato come 'maschio'. Più tardi la studentessa si unisce alle sue amiche per provare a entrare nella squadra femminile di cheerleading e l'allenatore la esclude dai provini solo perché è transgender. Quando la studentessa si lamenta, il preside le dice che 'queste sono le politiche del distretto". La scorsa settimana i Dipartimenti federali della Giustizia, Educazione e Salute hanno trasmesso un video per tutte scuole per la ripresa delle lezioni scolastiche, un messaggio transgender di ‘bentornati a scuola’ che rassicura gli studenti transgender sull’appoggio costante ed incondizionato dei tre Dipartimenti federali.

Non di meno il governo scozzese che a fine agosto ha pubblicato la bozza della giuda scolastica per promuovere il transgenderismo nelle scuole. Secondo l'ultimo documento, alcuni bambini "stanno esplorando la loro identità di genere in ambienti di scuola primaria (5-12 anni) ed è importante fornire supporto e ascoltare quello che stanno dicendo". Gli insegnanti sono invitati a "rispettare i desideri di un giovane e usare il nome/pronome che ha chiesto venga usato", ricordandosi che "è meglio non condividere informazioni con i genitori o gli assistenti sociali" sull'identità di genere di un alunno per rispettare le “opinioni del bambino”. Non contento, il Governo scozzese ha già presentato, con gli alleati di coalizione del partito Verde, una proposta di legge che consentirebbe ai 16enni di cambiare il proprio sesso anagrafico con una semplice auto-dichiarazione, senza alcun consenso dei genitori né intervento farmacologico o chirurgico.

Sempre sul continente europeo, non possiamo dimenticare la spinta parlamentare che la coalizione al governo della Finlandia sta producendo in questi ultimi giorni di agosto per approvare celermente il divieto assoluto alle ‘terapie di conversione’. Un divieto che riguarderà sia gli adulti che i bambini.

Dall’altro capo del globo, in Nuova Zelanda si stanno moltiplicando le decisioni e proposte del governo a favore dell’indottrinamento LGBTI e contro ogni possibile libertà/diritto di genitori e cittadini contrari a tale ideologia. La nuova legge che vieta le terapie di conversione, sostenuta dai Laburisti che hanno la stragrande maggioranza in Parlamento, prevede non solo una pena detentiva di 5 anni ma anche reati penali per “i genitori o altri membri di una famiglia tentare di cambiare o sopprimere l'orientamento sessuale, l'identità di genere o l'espressione dei bambini all'interno della famiglia".  Nello stesso Parlamento sta procedendo speditamente anche in questo mese di agosto la legge che favorisce il ‘cambio di sesso’ attraverso l’auto-identificazione e le nuove modifiche legislative liberticide contro la lotta al ‘linguaggio di odio’ (hate speech) che limiteranno fortemente la libertà di parola, libertà religiosa e metteranno in pericolo persino quella di assemblea e manifestazione.

Nel continente latino americano è la Colombia, in particolare la Corte Suprema (Costituzionale), a far parlare di sé e a mettere in pericolo gli adolescenti del Paese. Pochi giorni fa, la Corte Suprema ha stabilito la che i minorenni dai 14 anni in sù possono scegliere legalmente, senza il consenso dei genitori, di sposarsi o convivere con un adulto se hanno "l'intenzione responsabile" di formare una famiglia. Per i giudici supremi del paese, "coloro che hanno più di quattordici anni e meno di diciotto" possono, "secondo la loro età e maturità", decidere "della propria vita e assumersi responsabilità…Nessun altro potrebbe essere il padrone dei loro destini. Quindi dovrebbero essere considerati persone libere e autonome e con pieni diritti", anche quello di convivere stabilmente e sposarsi con adulti e senza bisogno di alcun consenso dei genitori.

In tutti questi casi, siamo di fronte al più imponente assalto globale alla dignità umana, al pudore, allo sviluppo psichico e morale dell’infanzia mai visto prima nella storia dell’umanità. Tutto ciò, anche a prescindere dalle violazioni dei diritti umani dei genitori, dalle libertà e diritti di parola, educazione…,avrà delle conseguenze devastanti su intere generazioni di giovani ed interi Paesi…Infine, chiediamoci perché queste ‘leaders del progresso’, i Primi Ministri di Finlandia (Sanna Marin), Nuova Zelanda (Jacinda Ardern), Scozia (Nicola Ferguson Sturgeon) e i funzionari della Amministrazione USA (Kristen Clarke, Suzanne Goldberg e Rachel Levine) siano tutte donne disposte a sacrificare i bambini e la stessa originalità femminile sull’altare dell’omologante ‘Moloch LGBTI’.

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