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ARMATI CONTRO IL BULLISMO: DUE LEZIONI DALLE MAMME

da www.mamme.it
il blog di una bionda e di una penna
@Riproduzione Riservata del 18 gennaio 2023

Il bullismo va affrontato con le armi. Dunque, cari genitori, munitevi di:

dialogo,
ascolto,
empatia,
responsabilità.

Armi potentissime che abbiamo il dovere di far passare dalle nostre mani a quelle dei nostri figli. Vittime o bulli che siano.

Due storie di bullismo

Vorrei raccontarvi due storie, di due madri e dei loro figli, armati fino ai denti. Donne che hanno scelto di agire con testa, cuore e fantasia.

La prima è la storia di una mamma e del suo bambino, vittima di atti di bullismo. La donna infila ogni giorno un bigliettino con un messaggio d’affetto nel pranzo del figlio. Puntualmente il messaggio viene trovato e stracciato dal bullo in questione.

La mamma, dopo aver fatto dei gran respiri e dopo aver accantonato il comprensibile sentimento di rabbia e di fastidio nei confronti dell’ingiustizia subita dal figlio, cerca di capovolgere il punto di vista e di mettersi nei panni del bullo. Perché questo bambino si accanisce contro suo figlio, o meglio contro quel biglietto pieno d’affetto?

Forse solo perché lui non troverà mai un biglietto dolce nella scatola del suo pranzo. La mamma parla con il figlio, e gli spiega che oltre al solito messaggio inserirà nel pranzo un biglietto rivolto al bullo. Il quale trovandolo ne rimane colpito.

Il primo giorno la sua reazione fa tenerezza e per certi aspetti fa anche sorridere. Il bullo ordina alla sua vittima di stracciare il biglietto questa volta indirizzato a lui stesso. La donna il giorno seguente gliene scrive un altro, che il bullo decide di tenere con sé, insieme agli altri biglietti gentili che continuerà a ricevere nei giorni successivi.

La seconda storia racconta l’importanza di responsabilizzare i figli, di renderli consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni.

La protagonista è di nuovo una mamma che seduta al tavolo con le due figlie dà loro una vera e propria lezione su quali siano gli effetti del bullismo. La donna, tenendo tra le mani un foglio bianco e intonso, chiede alle figlie di rivolgere ad alta voce delle brutte parole al foglio.

«Sei grasso.»

«Sei brutto.»

«Non hai amici.»

«Puzzi di cibo per cani.»

Ad ogni offesa la mamma stropiccia un pezzo del foglio, fino a consumarlo per intero e a ritrovarsi con in mano una palla di carta.

Chiede alle figlie di scusarsi con il foglio. A scuse avvenute distende nuovamente il pezzo di carta, sopra il quale restano però evidenti tutte le pieghe che ha subito. A questo punto chiede alle figlie: «Bene, vi sembra riparato?» Le due rispondono prontamente di no.

La protagonista è di nuovo una mamma che seduta al tavolo con le due figlie dà loro una vera e propria lezione su quali siano gli effetti del bullismo. La donna, tenendo tra le mani un foglio bianco e intonso, chiede alle figlie di rivolgere ad alta voce delle brutte parole al foglio.

Ecco che quelle pieghe agli occhi delle bambine, e ora di tutti noi, diventano le conseguenze permanenti che una vittima di bullismo si porta addosso.

Da dove vengono queste storie? Grossi libri di pedagogia? Studi approfonditi sul fenomeno del bullismo?

No, semplicemente da Tik Tok, da due profili di donne comuni, due madri come tante che hanno saputo sfoderare le armi giuste. I contenuti non hanno potuto far altro che divenire virali.

Qualche numero sul bullismo.

Si sa, si tende sempre a pensare che le cose brutte accadono agli altri. Ma in Italia 6 bambini su 10 hanno assistito ad atti di bullismo, che sia esso verbale, fisico, di tipo sociale, o che si tratti di cyberbullismo (il bullismo che avviene attraverso l’uso dei social network).

Quasi il 50% dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado dichiara di essere stato vittima di atti di bullismo. Questi i numeri raccolti dall’indagine dell’Osservatorio Indifesa, ente che ogni anno intervista migliaia di adolescenti e raccoglie le loro opinioni sul tema del bullismo attraverso un questionario online. Sono numeri impossibili da ignorare e che ci devono far riflettere.

Rivolgetevi ad un esperto, ma chiedetevi anche cosa c’è prima.

Davanti a questo argomento è facile che un genitore si senta schiacciato e incapace di capire da solo quale sia la strada giusta da percorrere. È doveroso dunque chiedere aiuto e rivolgersi agli esperti.

Ma il passo che vorrei accompagnarvi a fare oggi, è un passo indietro. Cosa c’è prima? Cosa possiamo fare da soli? Dobbiamo ricordarci che ci sono armi potentissime che abbiamo il dovere di infilare prima nelle teste e poi negli zaini dei nostri bambini. E per questo non serve nessuna laurea o qualifica specifica.

AscoltiamoliDialoghiamo con loro, facciamo lunghi giri, senza avere fretta di arrivare all’obiettivo. Dimostriamo loro l’importanza dell’empatia, essendo noi stessi esempio costante di come si comporta una persona empatica.

responsabilizziamoli, anche se ci sembrano piccoli, perfetti ed innocenti, anche se ci sembra presto. È dall’inizio che bisogna partire, da dove sennò? Per contrastare il bullismo non è mai troppo presto.

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