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VOGHERA 29/12/2020: Ospedale. Parte il progetto di riabilitazione cognitiva a distanza. I pazienti saranno seguiti a casa attraverso dei Tablet collegati a internet

da www.vogheranews.it

@Riproduzione Riservata del 29 dicembre 2020

VOGHERA – Parte all’ospedale di Voghera (e in quello di Mortara) il progetto di Tele-riabilitazione cognitiva voluto dall’ASST di Pavia e curato del dott. Fabrizio Pasotti, Neuropsicologo da anni impegnato nella diagnosi e nel trattamento dei deficit cognitivi presso la Unità operativa di Riabilitazione specialistica dell’ospedale di Voghera (e di Mortara).

“Il progetto – spiega il direttore generale Michele Brait, che questa mattina ha presentato il progetto nel corso di una conferenza stampa – o nasce dal forte interesse della Direzione Generale per il tema della telemedicina, in collaborazione con il Cognitive and Forensic Neuropsychology Lab – Neuroscience and Society Lab, (http://www.cfnns.it/) diretto dalla Prof.ssa Gabriella Bottini del Dipartimento del Sistema del Nervoso e del Comportamento dell’Università degli Studi di Pavia.”

“Partendo dal presupposto che l’organizzazione del sistema nervoso non è statica, ma passibile di modificazioni (concetto della plasticità cerebrale) – spiega ancora Brait – , è possibile agire sul paziente con interventi di riabilitazione e/o di stimolazione neuropsicologica. Su questo principio si basa il sistema del Neurotablet (http://www.neurotablet.com/): lo strumento che sarà utilizzato per il trattamento e che prevede la definizione di esercizi riabilitativi calibrati su ogni singolo paziente.”

In tal modo i pazienti potranno accedere al trattamento attraverso una prima selezione presso l’Ambulatorio di Fisiatria e, dopo un’estesa valutazione neuropsicologica, inizieranno la riabilitazione al proprio domicilio con un monitoraggio settimanale anche on-line.

Ciò avverrà attraverso tablet appositamente predisposti dati in uso ad altrettanti pazienti.

Saranno trattati principalmente pazienti con esiti di ictus cerebrale, Mild Cognitive Impairment (MCI) o Demenza Lieve, Parkinson e Sclerosi Multipla o altre patologie con impatto sul sistema cognitivo.

In tal modo verrà eseguita un’analisi del livello cognitivo-emotivo-comportamentale della qualità della vita del paziente e del caregiver, unitamente alle loro aspettative ed alla bontà generale del servizio erogato. l’Ambulatorio di Neuropsicologia Clinica e Riabilitativa, di cui è responsabile il Dott. Fabrizio Pasotti, opera sia presso l’Ospedale Civile di Voghera che all’interno dell’Ospedale Asilo Vittoria di Mortara.

Alla prestazione di oggi insieme al DG Brait, c’erano il dott. Fabrizio Pasotti; la dottoressa Mirella Delfitto, primario del reparto di riabilitazione specialistica; l’onorevole Elena Lucchini e il sindaco Paola Garlaschelli.

“La telemedicina è ormai una nuova frontiera che pian piano stiamo finalmente raggiungendo – ha dichiarato l’on Lucchini -. Avevo già assistito a un progetto di questo tipo all’ospedale di Varzi riferito al campo della pediatria. In quell’occasione il direttore generale Brait aveva comunicato che questo progetto sarei stato esteso anche ad altri ambiti. E così è stato. Per noi quindi, per la sanità della provincia e dell’Oltrepo pavese si tratta di un progetto importante, soprattutto in questo periodo di Covid in cui spesso è difficile recarsi negli ospedali per effettuare le visite e avere un rapporto tu per tu con il medico. Il fatto di poterlo fare direttamente da casa è un’evoluzione importante.”

“La pandemia che ci sta affliggendo sta anche generando una grande accelerazione tecnologica che, come in questo caso, dà la possibilità ai medici di arrivare nelle case dei pazienti anche senza la presenza fisica – ha dichiarato il sindaco Garlaschelli -. Oggi è stato presentato un progetto di tele riabilitazione cognitiva che va proprio in questa direzione e che consentirà ai pazienti di proseguire i percorsi riabilitativi senza le interruzioni causate del coronavirus. L’iniziativa è assolutamente lodevole e si spera che possano trovare i fondi necessari per la sua estensione ad altri ambiti della sanità.

I tablet acquistati dall’Asst sono 10: 8 a disposizione dei pazienti e 2 per i medici che li seguiranno da remoto. L’investimento di Asst per questo specifico progetto è stato di 13mila euro.

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