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Un’azienda che sostiene le famiglie

di Vittoria Terenzi
Vinicio Bulla, imprenditore a capo della Rivit spa di Caltrano, in provincia di Vicenza, ha deciso di creare un fondo per aiutare quanti, tra i 150 dipendenti, vogliano creare o allargare la propria famiglia, prevedendo contributi per ogni nuova nascita e per sostenere l'educazione scolastica dei bambini.-

Vinicio Bulla è un imprenditore veneto, padre di tre figli. Una vita dedicata alla sua azienda, la Rivit spa che produce ed esporta in tutto il mondo leghe speciali e tubi in acciaio inox, tra i più usati nelle piattaforme petrolifere. L’azienda dà lavoro a 150 dipendenti nello stabilimento di Caltrano, un paese di 2.500 persone ai piedi dell’altopiano di Asiago. In oltre 40 anni di attività, la Rivit Spa è cresciuta nel segno dell’evoluzione tecnologica e industriale ed è diventata oggi un punto di riferimento per piccole aziende e grandi multinazionali.

Convinto che la vita – particolarmente la vita che nasce – non sia un valore negoziabile, Bulla è riuscito a mettere in atto un progetto attraverso il quale intende aiutare i suoi dipendenti desiderosi di creare una famiglia o di avere un figlio. A quasi 80 anni di età, ha deciso di “congelare” in banca i suoi risparmi e destinarli a un fondo che erogherà contributi ai lavoratori, per sostenere le famiglie e la natalità.

Secondo l’imprenditore, senza bambini, paesi come Caltrano e le stesse aziende locali – rimaste senza manodopera – sono destinati a morire. La cittadina, infatti, è popolata sempre più da anziani e questa iniziativa intende aiutare i dipendenti della Rivit Spa a sentirsi più sicuri e motivati ad allargare il nucleo familiare. In tal modo si vogliono anche ricompensare e gratificare i lavoratori ai quali, come riconosce lo stesso imprenditore, l’azienda deve il suo successo.

Una decisione che non ha sorpreso coloro che conoscono Bulla, un uomo infaticabile che ha lavorato duramente per evitare ai dipendenti la cassa integrazione anche nei momenti di recessione: in 44 anni di gestione dell’azienda, infatti, non ha mai tagliato stipendi, né licenziato personale.

«Non voglio morire con i soldi in banca, voglio aiutare il territorio», ha dichiarato. È nato, così, un innovativo progetto di welfare familiare, messo in atto con la collaborazione di Confindustria Vicenza, che prevede per i dipendenti fino a 3 mila euro di contributo per la nascita o l’adozione di un figlio e, per pagare le scuole, fino a 6.600 euro l’anno per ogni bambino per l’iscrizione e la mensa negli asili nido e nelle scuole materne. Si tratta di sette anni di scuola pagata per i papà e le mamme che lavorano nell’aziendaInoltre, per i dipendenti che già hanno un figlio, è assicurata una cifra di duemila euro una tantum per il secondo e di tremila per il terzo e successivi, oltre ai 550 euro per il nido e i 250 per la scuola materna.

Un gesto di generosità deciso insieme ai tre figli, tutti impiegati in azienda, che ha colpito il Paese. Il progetto è garantito per almeno 7 anni, fino al 31 agosto 2025, e Bulla ha già messo a disposizione, per i rimborsi-bebè, una somma di 200mila euro all’anno. Secondo i calcoli dell’imprenditore, potrebbero essere 20 i destinatari del sussidio per il nido e 24 quelli per la scuola materna, ma non ci saranno difficoltà a superare tali cifre. Elena, nata a dicembre 2018, è la prima bambina di un operaio che riceverà il benefit.

Un gesto di grande valore sociale che dimostra che, laddove l’impresa non persegue obiettivi di carattere meramente economico, ma mette al centro i valori della persona, tenendo conto dei bisogni delle famiglie, si raggiungono risultati positivi per la crescita della comunità. Il modello, che è stato definito sperimentale e innovativo, riesce a conciliare vita e lavoro delle persone. Si auspica che possa essere adottato anche da altri imprenditori e sembra abbia già dato qualche risultato: le domande di lavoro nell’azienda sono raddoppiate.

da www.cittànuova.it
@Riproduzione Riservata del 18 febbraio 2019

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