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UN STAFFETTA PER SUPERARE LA DISABILITÀ

di Laura Belloni - Milano 02 giugno 2018

L'Arena di Milano ospita "Quanta fretta ma dove corri?", giornata all'insegna dello sport e della condivisione. I fondi raccolti andranno all'associazione Handicap su la testa.-

Occhi chiusi con una benda, per "vedere" l'arrivo del pallone bisogna fidarsi delle orecchie e del campanellino attaccato alla palla. Avete mai provato a mettervi nei panni di una persona non vedente durante una partita di calcio? «È un’esperienza coinvolgente e significativa, che spinge a mettersi in gioco. Cercando di superare i propri limiti si trovano in se stessi risorse che non si immaginava nemmeno di avere», dice Tommaso Gaudin, presidente di Handicap su la testa, l’associazione milanese che propone attività ricreative per persone con disabilità.
Sabato 2 giugno sono proprio i volontari di Handicap su la testa, in collaborazione con la Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale e 300 disabili provenienti da tutta la Lombardia, a trasformare l’Arena di Milano nel tempio dell’atletica dell’integrazione. «Oltre a trascorrere una bella giornata assieme, lo scopo è sensibilizzare la cittadinanza su disabilità e socialità», spiega Gaudin, alla guida dell’associazione che conta 80 utenti, 100 volontari e quasi 30 anni di attività.
Partenza al mattino con le gare di atletica (80 metri, lancio del vortex, marcia, salto in lungo e staffetta 4X100) riservate agli atleti con disabilità intellettive.
Nel pomeriggio esibizioni di associazioni sportive per persone con disabilità, in cui il pubblico può partecipare in prima persona: nel torneo di calcio integrato le formazioni schierano calciatori con disabilità e non, mentre nel calcio per non vedenti chi solitamente vede prova l’esperienza del gioco al buio.
«Stessa cosa per il tiro con l’arco: i normodotati partecipano mettendosi nelle stesse condizioni di chi ha una disabilità, utilizzando ad esempio gli stessi arti, sinistro o destro a seconda delle diverse condizioni», riprende il presidente.
Alle 18 le premiazioni, infine aperitivo e concerto sul prato dell’Arena. “Quanta fretta … ma dove corri”, questo il nome dell’iniziativa, è il primo evento sportivo milanese per persone con disabilità. «Vorremmo diventasse un appuntamento annuale», chiude Gaudin. «Lo sport è un mezzo di integrazione divertente ed efficace, un grande motore di socializzazione e coinvolgimento».
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 02 giugno 2018
 

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