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Il ticket si pagherà solo con il bancomat

Pavia, negli otto ospedali e nei poliambulatori del territorio da luglio contanti accettati solo per importi fino a 10 euro. L’Asst: "Così riduciamo il rischio di furti e rapine".-
PAVIA. Il denaro contante finisce in soffitta anche nella sanità locale. Da luglio, infatti, diventerà obbligatorio l’utilizzo della tessera bancomat e della carta di credito per il pagamento dei ticket negli otto ospedali della provincia e nei poli ambulatoriali che fanno capo all’Asst di Pavia; il ricorso ai contanti sarà ancora ammesso unicamente per importi fino a 10 euro (quindi in un numero limitato di casi). Una svolta epocale, se si pensa alla montagna di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali (che fruttano ogni anno circa sei milioni di euro): con la riforma, l’Azienda ospedaliera punta a ridurre il rischio di furti e rapine, più alto se nelle casse degli sportelli al pubblico ci sono maggiori quantità di denaro liquido, e a garantire la tracciabilità dei pagamenti.
Vanno però messi in preventivo i disagi e le difficoltà di quegli utenti, in particolare i pensionati, che non hanno grande dimestichezza con bancomat e tesserini magnetici, o non ne hanno affatto, e per le mille necessità della vita quotidiana preferiscono continuare a servirsi delle care vecchie banconote. Come se la caveranno? I timori ci sono. L’Asst non nasconde queste problematiche, ma - ufficiosamente - ricorda che tanti anziani hanno l’esenzione del ticket, per cui la questione per loro non si porrà nemmeno. Inoltre, ha previsto ulteriori opportunità di pagamento che in qualche modo possono agevolare i pensionati: l’assegno bancario o circolare (intestato all’Asst), il bollettino o il vaglia postale. Imminente, poi, l’ulteriore opzione del pagamento on line, che sfonderà un’altra frontiera.

Una svolta che guarda al futuro, dunque. Ma che preoccupa. E suscita qualche polemica. «Ancora una volta gli utenti-cittadini devono adeguarsi alle esigenze imprescindibili dell’Azienda - sottolinea la sindacalista Patrizia Sturini – c’è chi il bancomat non ce l’ha per scelta e chi non vuole essere costretto ad averlo. L’obbligo della tessera magnetica comporterà anche un aggravio di costi e una perdita di tempo, visto che ai cup dovrà essere esibita la ricevuta dell’avvenuto pagamento». C’è il passo avanti sostanziale rappresentato dalla maggiore sicurezza garantita ai dipendenti, «ma – avverte Sturini – l’accordo siglato nell’ottobre scorso per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza in ogni presidio sanitario, finalizzato proprio alla prevenzione dei furti e di eventuali danni alle strutture, è rimasto finora inattuato». La replica di fonti dell’Asst riconosce i ritardi, ma li giustifica evidenziando gli alti costi necessari per la posa delle telecamere in corrispondenza di ogni sportello al pubblico (sono complessivamente sedici, tra gli otto Cup ospedalieri e le otto casse dei presidi ambulatoriali).
Sempre l’azienda spiega che la svolta dei bancomat è già stata sperimentata a Broni e allo sportello del presidio pneumotisiologico di viale Gorizia a Pavia: esame superato senza provocare grosse o insormontabili criticità. Ma si tratterà di valutare il suo impatto quando tra poche settimane l’applicazione sarà su scala generale e non limitata a un paio di sedi. Riguarderà, per riassumere, i Centri unici di prenotazione degli ospedali-hub di Voghera e Vigevano, gli sportelli ospedalieri di Stradella, Varzi, Casorate, Mede, Mortara, l’ex Arnaboldi di Broni, i poliambulatori di Corteolona, Vidigulfo, Certosa di Pavia, oltre ai tre presidi di Pavia (ambulatori viale Golgi, pneumotisiologico di viale Gorizia, fisiatria-territoriale di viale Indipendenza).
da www.laprovinciapavese.gelocal.it
@Riproduzione Riservata del 08 giugno 2018

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