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Salute. Estate e Alzheimer, consigli pratici per le attività

di Redazione Internet
da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 30 giugno 2021

Le indicazioni della Federazione Alzheimer Italia per aiutare le persone con demenza e le loro famiglie a recuperare mobilità e socialità, all'aria aperta, dopo l'isolamento della pandemia.-

Estate e Alzheimer, consigli pratici per le attività

Con l'arrivo dell'estate, per i familiari di persone con demenza la qualità della vita rischia di peggiorare a causa della chiusura dei servizi, dell'accesso limitato alle terapie e della diminuzione dei contatti. Per questo la Federazione Alzheimer Italia ha stilato una serie di consigli pratici per aiutare le persone con demenza a svolgere attività idonee all’aria aperta, anche per recuperare mobilità e socialità dopo l'isolamento della pandemia. In questo modo le loro famiglie potranno provare a riappropriarsi di attività e momenti di relazione stimolanti.

Ecco i 3 tipi di attività da svolgere all'aperto.

Attività motorie

Nelle ore meno calde della giornata, fare una passeggiata intorno a casa, nel cortile o anche in un parco vicino casa, con il solo obiettivo di camminare.

Attività di stimolazione cognitiva

Andare al parco o ai giardini pubblici, sedersi su una panchina e osservare ciò che avviene intorno: guardare i fiori e cercare di riconoscerli, osservare le persone che passano, sentire i profumi e i rumori. O anche, se si ha un cortile o un terrazzo, occuparsi della cura delle piante: innaffiarle, togliere le foglie secche, piantare fiori nuovi.

Attività ludico-ricreative

Andare al bar a bere un caffè o a prendere un gelato, assistere a un concerto all’aperto, andare in chiesa o in un museo (in questi casi va ovviamente valutato il tempo di tolleranza della singola persona).

Prima di cominciare, valutare 5 fattori

Il primo passo è sempre quello di ricostruire la storia personale di vita della persona con demenza: esperienze, carattere, interessi e bisogni servono a individuare le attività più idonee che andranno poi inserite in una routine quotidiana che permette al familiare una migliore organizzazione della giornata e aiuta la persona con demenza a sentirsi più sicura. A questo scopo è utile valutare 5 fattori:

- storia personale: quali erano le abitudini, gli interessi e le passioni prima della diagnosi, le attività sociali che svolgeva con particolare piacere;

- personalità: quali erano le caratteristiche caratteriali prima dell’esordio della malattia (ad esempio, una persona apatica e solitaria oppure socievole e creativa);

- stato fisico: è importante avere chiare le reali capacità di movimento e deambulazione della persona, in modo da valutare l’opportunità di utilizzare un deambulatore o di una carrozzina;

- stato cognitivo-comportamentale: analisi di quali sono le capacità residue di memoria, comunicazione e relazionali;

- ambiente: compito del familiare caregiver è fare un’attenta analisi dell’ambiente esterno, individuando luoghi di interesse, valutando eventuali barriere architettoniche e prediligendo percorsi con panchine o sedie e la presenza di aree coperte in caso di pioggia o forte sole.

Uscire di casa per una passeggiata o anche stare seduti in giardino o in un parco, riprendere alcune attività sociali e incontrare altre persone in spazi esterni: sono attività che stimolano i sensi riattivando ricordi e sensazioni piacevoli, oltre a incoraggiare l’interazione e il piacere della condivisione. A questo si aggiunge l’importanza dell’attività motoria: camminare, anche solo intorno a casa, aiuta a migliorare equilibrio e coordinazione, oltre ad agire in modo positivo su umore e benessere.

Accanto ai benefici, il caregiver deve tenere conto anche di aspetti meno positivi, come il rischio di affaticamento o dell’insorgere di fastidi o dolori fisici che possono ripercuotersi sull’umore (ad esempio, dolore a piedi o ginocchia) o anche la possibilità che i comportamenti esterni, come le grida di bambini o l’abbaiare di cani, possano creare disagio e stress.

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