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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

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PROVINCIA 10/05/2021: Giornate Fai di Primavera. Ecco gli appuntamenti del 15 e 16 maggio in provincia. Aperture a Pavia Montebello Cava Manara Gambolò e Garlasco

da www.vogheranews.it
@Riproduzione Riservata del 10 maggio 2021

PROVINCIA – In occasione delle Giornate di Primavera (15-16 maggio), nel pieno rispetto delle misure di prevenzione Anti-Covid, il FAI propone visite guidate ai parchi e alle dimore storiche presenti su ogni territorio. In provincia di Pavia le aperture saranno 6. Eccole tutte (per tutte è caldamente consigliata la prenotazione del turno di visita sul sito www.giornatefai.it).

Parchi e Giardini delle dimore storiche di Montebello

MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI dell’ Oltrepò pavese

ORARIO:
Sabato: 14:00 – 17:30
Domenica: 10:00 – 17:30
Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI DELEGAZIONE FAI DELL’ OLTREPÒ PAVESE

Una visita ricca di natura che si intreccia con una pagina della nostra storia risorgimentale per fare nostro il pensiero di Gothe: …. il potersi aggirare fra mezzo ad una vegetazione affatto nuova, e sconosciuta, nel vedere le piante…non si pensa; e che cosa si è la contemplazione senza il pensare? Qui, fra mezzo a tutta questa varietà, il pensiero trovasi in continuo esercizio, e sorge l’idea che tutte le varie specie di piante possono pure avere avuta origine da una specie sola…. Fra tutti i piccoli paesi situati nell’area geografica dell’ Oltrepò Pavese, Montebello della Battaglia ha la presenza, sul proprio territorio, di un notevole numero di palazzi storici. Questi palazzi non furono solo testimoni passivi degli eventi a cui la storia ha rivolto la sua attenzione, ma in essi si firmarono accordi, riposarono illustri personaggi, si raccolsero feriti e divennero punti strategici nelle vicende delle battaglie. Montebello deve il suo nome alla famosa battaglia risorgimentale che il 20 maggio del 1859 vide lo scontro tra le truppe franco-piemontesi e austriache. Già a partire dal ‘600 però era considerato un piacevole luogo di villeggiatura e, dopo lo sviluppo del paese sulla dorsale della collina, sorsero anche alcune belle ville, costruite da nobili e notai pavesi, ai quali subentrarono nell’800, nobili genovesi.

PARCO di VILLA BELLISOMI (“Castello Rosso”). Gaetano Bellisomi nel 1743 decide di costruire a Montebello l’attuale villa e incarica il famoso architetto Francesco Croce di redigere il progetto; subito iniziano i lavori terminati nel 1747. Sita sul promontorio più occidentale dell’antico borgo è immersa nella calma di un parco di querce e cedri secolari. Dal suo belvedere si domina tutta la pianura dell’ Oltrepò Pavese fino a Pavia. PARCO di VILLA LOMELLINI. Proprio al centro del paese, delimitato dalle vie Cavour, Veniali e Vittorio Emanuele 2°, esiste un ampio parco sul quale si trova una bella villa quadrangolare, sormontata centralmente da una torretta terminante con una terrazza. Il palazzo dovrebbe essere di costruzione secentesca con successive ristrutturazioni. Durante la battaglia del 20 maggio 1859, il fabbricato subisce notevoli danni per la resistenza delle truppe austriache asserragliate al suo interno. Nel 1932, Don Orione (ora Santo) in persona, su suggerimento e con aiuto economico dell’allora Parroco di Montebello, don Giuseppe Bruno, acquistò il complesso per destinarlo a seminario. PALAZZO DEI GHISLANZONI. In Via Morelli di Popolo, quasi di fronte alla Scalinata Beuret, sul lato di levante della strada, c’è un bel palazzo, di non grandi proporzioni, ma d’aspetto austero, in mattoni a vista, con retrostante giardino digradante nella sottostante valle del Coppa. Il corpo centrale del fabbricato fu costruito nei primi anni del 1700 dalla famiglia Dalconte, mentre l’ala aggiunta verso levante, è dell’inizio del 1900. Ospitò nel 1926 Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, e nel 1931 San Luigi Orione.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

I palazzi sono circondati da parchi e giardini che verranno illustrati da agronomi e volontari FAI in una percorso atto a far conoscere ed approfondire sia la storia della cittadina, sia la visita naturalistica dei parchi medesimi. Questi, di fatto, sono il posto ideale per una breve passeggiata, per un momento di relax: splendidi spazi verdi, sono il vero gioiello delle Ville. Diverse specie di piante, tra cui alcune secolari, regalano ombra, tranquillità e bellezza. Inoltre sarà eccezionalmente possibile visitare l’interno del sacrario “Bell’Italia”, ossario eretto a memoria dei caduti della celebre battaglia di Montebello del 20 maggio 1859, preludio dell’unificazione d’Italia . Qui la cavalleria sardo-piemontese, agli ordini del colonnello de Sonnaz e la fanteria francese, guidata dal generale Forey, costrinsero le forze austriache del generale Stadion a ritirarsi oltre il Po: qui. in occasione del centenario della battaglia dove avvenne lo scontro, è stato realizzato il “Parco Lancieri di Montebello” che avvolge l’ossario. Il monumento fu progettato dallo scultore milanese Egidio Pozzi in forma di tempietto greco di stile dorico e realizzato in pietra di Verona. Venne inaugurato il 20 maggio 1882 da Tommaso di Savoia, allora Duca di Genova, e completato nel 1906 con l’aggiunta di ulteriori gradoni. Da Montebello, spostandosi di pochi chilometri, sarà possibile raggiungere anche l’albero della ” piccola vedetta lombarda” descritto nel libro Cuore di Edmondo De Amicis: “…. Proprio davanti all’aia si drizzava un frassino altissimo e sottile, che dondolava la vetta nell’azzurro. L’ufficiale rimase un po’ sopra pensiero, guardando ora l’albero ora i soldati; poi tutt’a un tratto domandò al ragazzo: – Hai buona vista, tu, monello?…” (TESTO e FOTO DELEGAZIONE FAI DELL’ OLTREPÒ PAVESE)

#160 Passi nell’Unità d’Italia

PAVIA

APERTURA A CURA DI Gruppo Fai Giovani di Pavia

ORARIO:
Sabato: 00:00 – 14:00
Note: Turni di visita ogni 30 minuti, gruppi di massimo 15 persone

Domenica: 10:00 – 18:00
Note: Turni di visita ogni 30 minuti, gruppi di massimo 15 persone

NOTE PER LA VISITA

Sabato 15/05 pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00 (ultima visita 17:00) Domenica 16/05 orario continuato dalle 10 del mattino alle 18:00 (ultima visita 17:00)

NOTE PRENOTAZIONE

Per quanto riguarda sabato 15, le prenotazioni si chiuderanno sabato 15 alle 10:00 del mattino. Per quanto riguarda domenica 16, le prenotazioni si chiuderanno sabato 15 alle ore 23:00.

A CURA DI GRUPPO FAI GIOVANI DI PAVIA

L’apertura prevede un percorso tematico legato all’importanza della città di Pavia nel processo di unificazione dell’Italia.Il percorso si snoda nel centro cittadino e prevede 4 tappe: Piazza del Lino, l’Università Centrale, Piazza Italia e infine Piazza Castello. Pavia diede un grande contributo alle lotte risorgimentali sia in termini strettamente materiali, sia in termini umani: i pavesi furono sempre pronti a trasformarsi da cittadini a soldati. Se la borghesia si pose a capo del movimento, fin dai moti del 1848 non mancarono studenti, possidenti, professionisti, artigiani, operai e rappresentanti di altre professioni che animarono le manifestazioni rivoluzionarie. Il territorio pavese stesso fu scenario delle prime due guerre di indipendenza, basti pensare a Mortara, Cava, la Sforzesca,Voghera, Montebello poi detta “della battaglia”; luoghi simbolo, a noi cari, delle battaglie che “fecero l’Italia”. L’Università di Pavia fu inoltre un importante centro di diffusione di ideali nazionali. Infatti, divenne promotrice di turbolenze e manifestazioni, data la situazione politico-istituzionale e la collocazione geografica della città: in particolare, l’ambiente universitario è sempre stato in primo piano nell’evidenziare le frizioni tra governo e corpo sociale. Nel processo di unificazione nazionale, per la città di Pavia fu particolarmente importante la famiglia Cairoli, a cui è dedicata la seconda sala del Museo del Risorgimento di Pavia.

Il monumento alla famiglia Cairoli (situato in Piazza del Lino); l’Università centrale; la statua dell’Italia (situata in Piazza Italia) e infine la statua di Garibaldi (situate in piazza Castello), sono testimonianza del fatto che Pavia fu una città simbolo della lotta risorgimentale sin dagli albori. Inoltre in giro per la città, molti sono i riferimenti al ruolo che ebbe Pavia nel processo di unificazione del Paese. Numerose vie pavesi vennero rinominate con i nomi degli eroi risorgimentali, da Garibaldi a Novaria, e una moltitudine di lapidi in onore delle battaglie vennero scolpite sugli edifici, come quella posta all’interno dell’Università in memoria degli studenti caduti tra il 1859 e il 1860.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Attraverso “ #160 Passi nell’Unità di Italia “, il GRUPPO FAI GIOVANI DI PAVIA è lieto di aprirvi le porte della storia di Pavia e del suo importante ruolo nell’unificazione del nostro paese. Un percorso urbano per celebrare i 160 anni da un evento epico, una passeggiata per rivivere un grande e significativo momento attraverso il racconto di personaggi illustri e la visita di monumenti e piazze. 4 saranno le tappe: 1) Il monumento alla famiglia Cairoli in Piazza del Lino; 2) L’Università centrale; 3) La statua dell’Italia in Piazza Italia; 4) La statua di Garibaldi in Piazza Castello (TESTO SCRITTO DA GRUPPO FAI GIOVANI DI PAVIA)

Pieve di Sant’Eusebio

GAMBOLO’

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI di Pavia

ORARIO:
Sabato: 14:30 – 18:00
Note: gruppi in partenza ogni 30 minuti.

Domenica: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00

NOTE PRENOTAZIONE

PRENOTAZIONI PER IL SABATO POMERIGGIO CHIUSURA ALLE ORE 12 DEL 15-5-2021. PER DOMENICA 16-5-2021 CHIUSURA PRENOTAZIONI ALLE 12 DEL 16-5-2021

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI DELEGAZIONE FAI DI PAVIA

Il territorio di Gambolò si estende nell’ampia pianura percorsa dal Ticino e dal Terdoppio. La frequentazione antropica di questa parte di Lomellina risale al periodo dell’Età del Bronzo con alternanza di ritrovamenti archeologici nei diversi spazi del territorio che al volgere del secolo X è chiamato in una bolla papale “Campolato”, ovvero la pianura estesa, e nel 999 in un atto della Curia vercellese “Gambolato”. I Celti si riunivano qui, lasciando la loro memoria nella grande quantità di ritrovamenti alla Cascina Olippa. I Romani continuarono a frequentarla, facendone un luogo di culto a Minerva e Giove, che ci viene tramandato da due are custodite nelle colonne e altre epigrafi,e ora disperse. I Cristiani che cominciarono a diffondersi in Lomellina ai tempi del vescovo di Vercelli Sant’Eusebio, costruirono qui una prima chiesa e posero alla base della prima colonna l’epigramma più diffuso dei cristiani un XR (chiro) che ci porta ai secoli più antichi. Ricostruita verso il X secolo, porta con sé il carattere di uno stile romanico rigoroso, che sebbene abbia subito alcune trasformazioni nel volgere dei secoli non è stato alterato, mentre le strutture che si sono aggiunte ne hanno fatto un’antologia dei diversi stili e momenti artistici che si sono susseguiti.

Riconosciuta fra le prime pievi della diocesi di Pavia, fu oggetto di molte donazioni. Attorno al pievano si costituì un capitolo di tre canonici che prestavano la loro opera religiosa risiedendo nel chiostro, ora scomparso, accanto alla chiesa. Fu visitata più volte dai vescovi pavesi, che la trovarono sempre in ordine anche se nel volgere del XVI secolo il Vescovo Ippolito Rossi prescrisse parecchi lavori. A seguito di queste disposizioni il tetto ligneo fu sostituito con la volta a botte, i massicci pilastri trasformati in colonne, rialzata la navata di destra per far posto ai due altari di cui erano beneficiari l’Ospedale San Matteo di Pavia e la famiglia Raverta, una delle più illustri del paese. Alla fine di questi primi lavori, che per altro crearono una qualche disimmetria nelle volte, rimase ancora completamente leggibile l’impianto originario, in particolare il cleristorio della navata di sinistra, mentre quello di destra fu in parte tamponato e chiuso. Sono state poste sugli altari opere importanti dello Zocchi, di Bernardino Campi (1572) altre tele di scuola lombarda; particolarmente interessante è la cantoria, opera condivisa tra Giovan Mauro della Rovere e dal Procaccini che in quegli anni lavorava alle ante del duomo di Milano.

Il XVII secolo continuò lo sviluppo della chiesa con la costruzione delle cappelle laterali in stile barocco. La scelta architettonica fu però tale che queste nuove inserzioni (1613 e 1653) non vennero minimamente ad alterare la trama romanica in quanto furono sfondate due pareti simmetriche sottraendo alla visione generale l’irrompere del nuovo stile e dei nuovi stucchi la cui bellezza per i colori, la qualità dell’esecuzione, i marmi e i finti marmi, i grandi affreschi del Fiammenghino dimostrano l’attenzione particolare di una comunità ricca, prestigiosa che tiene testa ai Litta, grandi feudatari del paese che qui non trovano spazio, e che, mentre tende a conservare la tradizione, non ha paura a guardarsi attorno per avere il meglio di quei tempi. Infatti, nella cappella del Suffragio, dove spicca la grande tela del pittore pavese Giovan Battista Tassanari (1613), il barocco è più rigoroso, più attento alla forma, più schematico, nella cappella di San Giuseppe si fa dolce, elegante e quasi lezioso. Accanto a Bernardino Campi qui troviamo due tele di scuola manierista milanese sulle quali è rappresentata con cura e dolcezza l’infanzia di Cristo. Soppressa la parrocchia nel 1832, la chiesa è andata lentamente in disuso fino all’abbandono. Nel 2003 un ardito intervento della Parrocchia in collaborazione con l’Amministrazione Comunale ha dato luogo a un restauro accurato che ha riportato il tempio al suo splendore e alla riscoperta degli affreschi quattrocenteschi della volta, ai graffiti del coro, alla valorizzazione completa della struttura.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Una visita a questo monumento farà riscoprire un complesso di particolare bellezza, di una rara sintesi di interventi artistici che non hanno mai cancellato quelli precedenti, ma li hanno sempre integrati producendo nuove armonie e sempre nuove sorprese.(TESTO SCRITTO DA DELEGAZIONE FAI DI PAVIA)

VISITE A CURA DI :Volontari FAI; Apprendisti Ciceroni Scuola Media Inferiore” G.e G.Robecchi” di Gambolo’

VISITE IN LINGUA STRANIERA

Inglese

Tra villeggiature ed eroi del Risorgimento

CAVA MANARA

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI Pavia

ORARIO:
Sabato: 14:30 – 18:00

Domenica: 10:00 – 18:00

NOTE PRENOTAZIONE

Le prenotazioni per il pomeriggio di sabato 15 verranno chiuse alle ore 10.00 della mattina di sabato 15. Le prenotazioni per la giornata di domenica 16 verranno chiuse alle ore 23.00 di sabato 15.

A CURA DI DELEGAZIONE FAI PAVIA

Il paese di Cava Manara è situato a pochi chilometri da Pavia; dall’alto di un terrazzo alluvionale il suo nucleo originario domina una fertile pianura delimitata a nord dal corso del Ticino e a sud da quello del Po. In alcuni documenti medievali relativi al sistema viario del territorio si trova persino il riferimento topografico “monte di Cava”. Il paesaggio che si gode dalla piazza principale è di grande suggestione e, nelle giornate più serene, lo sguardo è libero di correre dalle Alpi lombarde fino alle colline dell’Oltrepò. Cava Manara ha sempre avuto grande importanza strategica nell’ambito della rete di collegamenti nord-sud. Già in epoca romana esisteva “Cavea taberna”, con evidente funzione di stazione di sosta per i viandanti. Nel 912, ad un gruppo di pellegrini diretti a Roma apparve S. Agostino. Vicina al confine tra Piemonte e Lombardo-Veneto, durante il Risorgimento fu poi teatro di diversi scontri. Memorabile quello sostenuto nel 1849 dai bersaglieri guidati da Luciano Manara, in onore del quale nel 1863 il nome di Cava fu mutato in Cava Manara. Il centro storico è ricco di “memorie” costituite da dipinti, statue, lapidi e architetture. E’ ad esempio ancora riconoscibile l’antico perimetro per la presenza di resti di bastioni e porte di accesso. Tuttavia, gli edifici di maggiore interesse artistico sono da ascrivere alla committenza dei Marchesi Olevano, signori di Cava dagli inizi del ‘600 sino alla fine del ‘700. Essi diedero un nuovo volto al paese affidando all’architetto Lorenzo Cassani la realizzazione della chiesa parrocchiale di S. Agostino e della loro villa di residenza, entrambe tardo-barocche.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

La visita prenderà avvio dal belvedere della piazza principale, dalla quale si può godere di un notevole panorama sulla pianura circostante e sui resti degli antichi bastioni. Ci si sposterà poco a lato a considerare un elegante esempio di archeologia industriale costituito dalla dismessa “Fabbrica di saponerie e stearinerie”, edificio di fine ‘800 in via di recupero. A fianco si visiterà la Chiesa di S. Agostino, struttura settecentesca a pianta centrale di notevole pregio con un apparato decorativo pittorico interamente dedicato al santo e al cosiddetto miracolo di Cava Manara. Unita fisicamente alla chiesa c’è poi la “villa di campagna” dei Marchesi Olevano, che verrà esplorata in esterno, sottolineandone soprattutto il perfetto inserimento nel contesto ambientale generale. Passando in rassegna alcuni palazzotti sedi in passato delle carceri, del podestà e del bargello, si andrà infine ad ammirare su una facciata lo stemma dipinto degli Olevano e, murata a breve distanza, la lapide in onore di Luciano Manara. (TESTO SCRITTO DA DELEGAZIONE FAI PAVIA)

VISITE A CURA DI :Delegati e Volontari FAI

Teatro Martinetti

GARLASCO

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI di Pavia

ORARIO:
Sabato: 14:30 – 18:00
Note: Partenza gruppi di visitatori ogni 30 minuti. Durata delle visita: 60 minuti circa.

Domenica: 10:00 – 18:00
Note: Partenza gruppi di visitatori ogni 30 minuti. Durata delle visita: 60 minuti circa.

NOTE PRENOTAZIONE

prenotazioni per sabato 15-5-2021 chiusura alle ore 12 di sabato 15-5-2021- Per la domenica 16-5-2021 chiusura ore 12 del 16-5-2021

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI DELEGAZIONE FAI DI PAVIA

Questo piccolo ed elegante Teatro si trova nel cuore del centro storico di Garlasco. Nella prima metà del 1800, quando si diffuse la moda del teatro, anche la borghesia di Garlasco decise di costruire un Teatro cittadino dove avere un proprio palco. Fa le persone interessate figuravano il geometra Giuseppe Martinetti ed il figlio Cesare, ingegnere, che si adoperarono per la realizzazione e l’adeguamento funzionale del Teatro, tanto che all’edificio venne dato il loro nome.

L’attività del Martinetti fu intensa e vivace, i suoi programmi accontentavano spettatori competenti e raffinati. La fortunata attività continuò sino alla fine degli anni ’50 del secolo scorso. Durante questo periodo sul palcoscenico del Martinetti furono chiamati ad esibirsi attori del calibro di Gustavo Modena, il meglio dei cantanti lirici del tempo e diede spazio anche alla rivista, ad esempio il celebre Erminio Macario fu presente più volte. Inoltre fu uno dei primi teatri ad ospitare il ” Cinema Parlante”. Con gli anno ’60 arrivarono nuove modalità di divertimento, così iniziò il decadimento del Martinetti. Nel 1977 l’Amministrazione Comunale dell’epoca vide la possibilità di recuperare il teatro e dargli nuova vita. Dopo averlo acquistato procedette con interventi di ristrutturazione. Il recupero fu lento, ma ritornò all’antico prestigio nel maggio 2006, offrendo una capienza di 255 posti. La facciata in Via SS. Trinità è di ispirazione classica: trabeazione ai piani, scansione di lesene, timpano centrale. L’atrio si presenta non particolarmente ampio, ma molto armonioso, con soffitto delicatamente affrescato. L’interno giocato sull’accostamento del rosso degli arredi e di un raffinato beige-grigio delle decorazioni della tinteggiatura, ricrea l’effetto speciale di una ” bomboniera” progettata per la vita sociale e la cultura.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Attraverso il percorso guidato i visitatori potranno apprezzare un piccolo teatro raffinato nella struttura e negli arredi, non sempre aperto al pubblico, che testimonia l’intraprendenza e la vivacità della cittadina. (TESTO SCRITTO DA DELEGAZIONE FAI DI PAVIA)

VISITE A CURA DI Associazione Amici del Teatro Martinetti

Sacrario Bell’Italia di Montebello della battaglia

MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA

INGRESSO DEDICATO AGLI ISCRITTI FAI CON POSSIBILITÀ DI ISCRIVERSI IN LOCO

APERTURA A CURA DI Delegazione dell’Oltrepo’ Pavese

ORARIO:
Sabato: 16:30 – 17:00
Note: ORARIO DI APERTURA SABATO ORE 16,30 INIZIO 0RE 17,15 FINE UNICA VISITA

NOTE PER LA VISITA

ORARIO DI APERTURA SABATO ORE 16,30 INIZIO 0RE 17,15 FINE UNICA VISITA

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI DELEGAZIONE DELL’OLTREPO’ PAVESE

Visita guidata al sacrario “Bell’Italia”, ossario eretto a memoria dei caduti della celebre battaglia di Montebello del 20 maggio 1859, preludio dell’unificazione d’Italia. Qui la cavalleria sardo-piemontese, agli ordini del colonnello de Sonnaz e la fanteria francese, guidata dal generale Forey, costrinsero le forze austriache del generale Stadion a ritirarsi oltre il Po. Qui in occasione del centenario della battaglia dove avvenne lo scontro, è stato realizzato il “Parco Lancieri di Montebello” che avvolge l’ossario. Il monumento fu progettato dallo scultore milanese Egidio Pozzi in forma di tempietto greco di stile dorico e realizzato in pietra di Verona. Venne inaugurato il 20 maggio 1882 da Tommaso di Savoia, allora Duca di Genova, e completato nel 1906 con l’aggiunta di ulteriori gradoni.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

IL DOTT. ANDREA MARIANI, SINDACO DEL COMUNE DI MONTEBELLO, RACCONTERA’ IL “PIANO DELLA BATTAGLIA” CHE SI SVOLSE IL 20 MAGGIO 1859 TRA GLI ALLEATI FRANCO-PIEMONTESI E GLI AUSTRIACI E CHE,VITTORIOSAMENTE, PORTO” ALLA LIBERAZIONE DELLA LOMBARDIA.  (TESTO SCRITTO DA DELEGAZIONE DELL’OLTREPO’ PAVESE)

VISITE A CURA DI: Delegazione FAI Oltrepo’ e dal Dott. Andrea Mariani, Sindaco del Comune di Montebello

Oasi LIPU “Bosco del Vignolo”

GARLASCO, PAVIA

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI di Pavia

ORARIO:
Sabato: 14:30 – 18:00
Note: Partenza gruppi di visitatori ogni 30 minuti. Durata delle visita: 60 minuti circa.

Domenica: 10:00 – 18:00
Note: Partenza gruppi di visitatori ogni 30 minuti. Durata delle visita: 60 minuti circa.

NOTE PRENOTAZIONE

PRENOTAZIONI PER SABATO 15-5-2021 la chiusura è prevista per le ore 12 del 15-5-2021- Per la giornata della domenica 16-5-2021 le prenotazioni si chiuderanno alle ore 12 del 16-5-2021

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI DELEGAZIONE FAI DI PAVIA

OASI LIPU BOSCO DEL VIGNOLO. L’oasi Bosco del Vignolo si estende su una superficie di 25 ettari, situata nel territorio comunale di Garlasco, provincia di Pavia, e si snoda lungo l’antico terrazzo fluviale del Ticino. Il nome “Vignolo” deriva dalla presenza, in tempi passati, di numerose vigne. Nato nel 1998 da una convenzione stipulata tra il Comune di Garlasco, il Parco Lombardo della Valle del Ticino e la LIPU, il Bosco è dotato di un Centro visite da cui parte un Sentiero-natura corredato da pannelli didattici. Si presenta come un mosaico di eco-sistemi tra cui ricordiamo le numerose risorgive di acqua purissima, con i suggestivi microambienti caratterizzati da Scilla bifoglia, Felce maschio, Crescione e Lenticchia d’acqua; i “Maraschi”, come qui vengono chiamati gli stagni, ricoperti da praterie di Carici, Tifa e Canna e da una fitta boscaglia di Salicone e Salice bianco; una vegetazione arborea ricca di Robinia, insieme a Platano e Pioppo nero e arbustiva, come il Sambuco nero, la Fitolacca e la Felce, e infine un esteso ontaneto, bosco igrofilo tipico della Pianura Padana, frammisto ad altre specie arboree quali Farnia, Salice bianco e Pioppo nero, e il cui sottobosco presenta due aspetti diversi in relazione all’umidità del terreno.

La notevole diversità ambientale si riflette anche nella varia e numerosa avifauna presente; durante la primavera si possono osservare in volo o a caccia nelle risaie Aironi cinerini, Nitticore e Garzette e lungo i canali limitrofi si vede il coloratissimo Martin Pescatore. Nel bosco abbondano Scriccioli, Cucili, Ghiandaie e Cince, e nell’ambiente acquatico gli anfibi, come il Rospo smeraldino, i due Tritoni di pianura e il Gambero di fiume, quasi estinto nell’area padana. E non dimentichiamo le numerose e coloratissime specie di libellule e il ” Butterfly garden”, un giardino che permette di vedere le varie fasi della vita delle farfalle.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

L’area, che fino agli anni 80 ospitava una discarica e un campo da motocross, dopo una bonifica ed un recupero di ripristino dell’habitat originale, consente oggi un’immersione totale nella natura, che chi ci accompagnerà nella visita ci aiuterà a conoscere ed apprezzare, nel relax di una passeggiata tra viottoli e ponticelli. (TESTO SCRITTO DA DELEGAZIONE FAI DI PAVIA)

VISITE A CURA DI: Volontari FAI e Volontari LIPU

VISITE IN LINGUA STRANIERA

INGLESE

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