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Non solo sagre c’è la «Traviata» in alta collina

di M.Grazia Piccaluga

A Valverde per il 18esimo anno torna la serata-evento Andrini: «L’Oltrepo può esprimere anche grandi show».-

Da piazza della Resistenza la voce di Violetta (il soprano Viktoria Kholod) si librerà leggera fin giù nelle valli, tra il Tidone e il Nizza. Per la terza volta in diciotto anni - sempre nella notte del 4 agosto - la Traviata di Giuseppe Verdi andrà in scena sotto le stelle, nel “teatro lirico” all’aperto allestito a Valverde. Ventesima tappa del Festival Ultrapadum 2018, ma anche diciottesima edizione di una delle più coraggiose rassegne musicali estive, quella che ha portato l’opera lirica a 600 metri sulle colline, con punte di 1500 spettatori negli anni d’oro. 

Per questa edizione la direzione dell’orchestra Filarmonica dei Navigli (45 elementi) è affidata a Julius Kalmar, allievo del leggendario direttore Hans Swarowsky (che ha formato allievi come Claudio Abbado, Zubin Mehta). 

L’ideatore del marchio” - e motore appassionato dell’evento - è dagli inizi Gianni Andrini, sindaco di Valverde, piccolo borgo di 315 abitanti. Nel 2000 si è messo in testa di affiancare alle sagre tradizionali un evento culturale nuovo. «Mi stuzzicava l’idea di portare la lirica fuori dalle mura del teatro – racconta – e attrarre un pubblico nuovo che poi, a spettacolo terminato, lasciasse il paese con un piacevole ricordo. Non un evento d’élite, ma la bellezza della lirica offerta a tutti. Anche questa è promozione del territorio». «Ricordo di aver letto la notizia sul giornale e di aver pensato che fosse un’impresa coraggiosa – ammette la pianista Angiolina Sensale, direttrice artistica di Ultrapadum – . Coraggiosa ma affascinante. Così ci buttammo nell’avventura». 

Partiti nel 2000 con la Tosca, nel 2001 è andata in scena la prima Traviata. L’anno successivo il Barbiere di Siviglia, nel 2003 Madama Butterfly. «Un omaggio alla nascita, in quell’anno, del “Giardino delle farfalle” – spiega Andrini – un luogo magico, una riserva che tutela la biodiversità e richiama studiosi da tutta Europa». L’evento anno dopo anno prende corpo e attrae il grande pubblico. Per distribuire le oltre 1500 sedie serve il campo sportivo.

L’intero paese si mobilita, in prima linea anche la Pro Loco. Gli abitanti stazionano agli ingressi del centro abitato per fornire indicazioni stradali, le ragazze accompagnano gli ospiti ai posti assegnati, le locande (oggi chiuse) offrono menù leggeri prima dello spettacolo. Il 2004 è l’anno del Rigoletto. Ma è nel 2005 che l’evento fa il salto di qualità con il Don Giovanni. «Per la scenografia quell’anno abbiamo noleggiato le diapositive dei bozzetti di Ezio Frigerio realizzati per la Scala e per Strehler – ricorda Angiolina Sensale – Le abbiamo proiettate su uno schermo di 10 metri per 12». Dal 2006 al 2011 si susseguono con successo Le nozze di Figaro, Tosca, La Vedova allegra, una seconda Traviata (2009), Carmen e La Boheme. La crisi falcidia però anche Valverde tra il 2012 e il 2014. Cala il sipario per tre estati. Ma dal 2015 si riparte con Elisir d’amore, I Pagliacci e Rigoletto questa volta in piazza della Resistenza. In media 400 spettatori.

Per La Traviata 2018 si punta di nuovo in alto. Sono mobilitate 115 persone: 45 orchestrali, il coro della polifonica Gavina diretto da Michele Viselli, i cantanti del laboratorio lirico con la regia di Carlo Antonio De Lucia e i cantanti, 4 dei quali usciti dal concorso internazionale Giacomotti, gli allestitori (ci sono fondali di tela di 5 metri per 9), i tecnici, i costumisti. 

da www.laprovinciapavese.gelocal.it

@Riproduzione Riservata del 01 agosto 2018

 

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