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MIO MARITO GIUDICA QUELLO CHE FACCIO DAVANTI AI MIEI FIGLI

di Georgia

da www.mammecreative.it

@Riproduzione Riservata del 19 febbraio 2020

Mio marito mi giudica per quello che faccio. Se questa cosa capita si tratta, infatti, di una forma di violenza psicologica, che si realizza, tra i vari modi, attraverso affermazioni tese a criticare, deridere, svilire e sminuire chi le riceve e che trova terreno fertile proprio all’interno della coppia. Molto spesso questo avviene anche davanti ai figli e, ovviamente, non aiuta in quelli che sono i passaggi educativi.

Solitamente l’abusante é l’uomo che dopo essersi presentato in un determinato modo per conquistare e fidelizzare la vittima prescelta cambia schemi comportamentali e svela la propria reale natura dando inizio ai giudizi e ai maltrattamenti veri e propri, sì perché il giudizio e il controllo sono a tutti gli effetti forme di maltrattamento.

 

Mio marito è cambiato, mio marito giudica quello che faccio….prima non era così, poi con l’arrivo dei figli è sempre pronto a giudicarmi e a mettermi in discussione davanti a loro. Cosa posso fare?

Ci sono sicuramente dei fattori che possono portare ad un cambiamento. L’arrivo di un figlio in una coppia può essere molto destabilizzante e l’assunzione di responsabilità in questo caso può portare a dei forti cambiamenti, a volte temporanei, a volte no.  Molto spesso il compagno giudica perché proietta su altri qualcosa che appartiene a lui, mente e altera la verità, accusa per far sentire in colpa e inadeguata la compagna davanti ai figli in modo da destabilizzarla e metterla in cattiva luce.
Quando alzano il tiro questi soggetti possono diventare molto pericolosi e portare profondi disagi che possono avere conseguenze anche letali. Sono persone insicure e spesso anaffettive e malate,  incapaci di entrare in empatia col prossimo se non in fase di seduzione. Generalmente queste persone tendono a provare molta invidia per chi possiede risorse che loro non hanno e tendono a vampirizzare le loro prede prosciugando energie e lasciandole sole e confuse a domandarsi dove abbiano sbagliato.
Purtroppo si tratta di un mondo ancora poco esplorato sia dalla giurisprudenza che dalla psichiatria principalmente per le difficoltà di individuazione di tali situazioni che raramente vengono denunciate sia perché non riconosciute, sia per paura, sia per scetticismo nei confronti degli organismi preposti alla tutela della vittima che in mancanza di indicatori visibili, quali quelli che si possono invece rilevare nella violenza fisica, sottovalutano troppo spesso questa forma di violenza sotto certi aspetti ancora più grave di quella che lascia segni sul corpo.

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