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Milano. Una filiale chiusa diventa un negozio solidale

di Pietro Saccò
da www.avvennire.it
@Riproduzione Riservata del 20 novembre 2019
L'ex sportello UniCredit di largo Treves, a Milano, ospita il negozio di Panda Onlus che vende prodotti del design milanese. L'incasso serve a offrire visite mediche a chi non può permettersele.-

La filiale di UniCredit di largo Treves è stata chiusa all’inizio dell’estate, e come tanti sportelli che alle banche non servono più rischiava di essere rapidamente sostituita da un altro ristorantino (magari di quelli che fanno poke hawaiani, dato che siamo nella Brera del 2019). Invece UniCredit ha trovato una soluzione migliore e da qualche giorno, fino a dicembre, la filiale di largo Treves è diventata un negozio che fa beneficenza.

La banca lo ha affidato all’Associazione Progetto Panda Onlus, che si occupa di aiutare famiglie, madri con bambini piccoli e donne in gravidanza in situazioni di disagio psichico, fisico, economico e sociale. Tra le iniziative più interessanti sostenute da Panda Onlus c’è la Visita Sospesa, realizzata assieme al centro Medici in Famiglia. Ispirata alla famosa tradizione del caffè napoletano, Visita Sospesa permette a persone in difficoltà economica l’accesso gratuito a visite specialistiche. Nella ex filiale Unicredit diventata un negozio sono in vendita prodotti che famosi marchi milanesi della moda e del design hanno donato a Panda Onlus. L’intero ricavato sarà utilizzato il progetto Visita Sospesa.

«Per noi è stata una bella opportunità – spiega Salvatore Greco, responsabile Real Estate del gruppo UniCredit –. Non avevamo fretta di vendere la filiale. Nei mesi scorsi erano arrivate molte offerte e abbiamo pensato di prenderci un momento di riflessione. Nel frattempo, dalla nostra divisione del social impact banking, ci è arrivata la segnalazione di questa iniziativa e abbiamo colto l’occasione al volo». Panda Onlus, che nel 2019 è riuscita a offrire 7mila visite gratuite, conta di riuscire ad arrivare a 9mila il prossimo anno. Non è la prima volta che l’associazione avvia un negozio per raccogliere fondi, ma sono sempre stati “temporary shop”, mai iniziative così durature. «Abbiamo aperto da pochi giorni e vediamo già molto interesse – spiega Caterina Gullo, consigliere di Panda Onlus –.

Oggi la gente è più consapevole di un tempo e apprezza subito la possibilità di fare del bene anche quando fa shopping».

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