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Milano, compaiono le «Z» con i numeri sui muri: le gang diventano «di zona»

di Gianni Santucci

Sono codici di appartenenza. La Z sta per zona: i municipi. A volte «zona» viene sostituita da «blocco», come nelle città americane, per appropriarsi il territorio. «Ragazzini che fanno di tutto per apparire criminali».-

Compaiono le Z sui muri. Non è immediato individuarle. Sono confuse tra altre targhe scritte. Insieme alle Z ci sono i numeri. Sono codici di appartenenza. La Z sta per zona (i municipi). È intuitivo. A volte zona viene sostituita da blocco. Che è un richiamo ancora più diretto all’immaginario che sta intorno a questi segni di aggregazione: blocco come il block(isolato) per le città americane, identificazione di criminalità che tiene e segna un pezzo di territorio. A Milano non sono criminali. Anche se questi gruppi di ragazzi dei quartieri popolari fanno di tutto per apparire criminali.
E allora: Z4(o a volte 4Z o Z4 gang), blocco 7, Z2 Padova, Z9, Z3. Ovviamente tutte collegate ai propri quartieri di riferimento: Mecenate, San Siro, Gratosoglio. La notte del 15 febbraio scorso una Volante della polizia ha bloccato e denunciato tre ragazzi (20, 22 e 28 anni) che scrivevano sui muri con una bomboletta in corso di Porta Ticinese. Non erano writer, ma avevano piccoli precedenti per reati di strada. E sui muri scrivevano: Z4.

Fabiola Minoletti, esperta di graffitismo vandalico, commenta: «Con tutta evidenza qui il fenomeno del writingha un ruolo marginale rispetto ai legami che aggregano questi ragazzi in alcune parti del territorio e della città. Bisogna però tenere in osservazione questa tendenza per evitare che si evolva in incubatore di gruppi problematici dal punto di vista della sicurezza».

Per ora non si ha notizia di scontri fisici, ma si moltiplicano sempre più le schermaglie social, soprattutto su Instagram. «Z8 detta». «Affori comanda». «Pugni in faccia» (sulla foto di un tira-pugni d’acciaio). Scritte e immagini che scorrono in una esibizione continua di coltelli, pistole (finte, ma spesso portate in giro), tatuaggi (a volte proprio con la sigla della zona), muscoli, pallottole, collane, orologi. Un maxi contenitore che raccoglie dall’ostentazione gangster del rap statunitense e dalla moda di «Gomorra» e «Romanzo criminale». Di solito sono ragazzi intorno ai 20 anni. Italiani e stranieri, seconde generazioni. Ogni tanto qualcuno viene arrestato (per furtarelli o spaccio) e sempre via social riceve solidarietà e incoraggiamento dai compagni di della Zona. Sembra che la Z4 sia quella che ha iniziato l’identificazione e l’esibizione come gruppo.

da www.corriere.it
@Riproduzione Riservata del 17 marzo 2019
 

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